sabato, Maggio 15

Rai. Se trovassero il coraggio… In attesa del 'Te la do io l'Italia' di Beppe Grillo

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Il nuovo Consiglio di Amministrazione della Rai appena varato dal Governo di Matteo Renzi (di fatto, formalmente la Commissione di Vigilanza Parlamentare) è a dir poco desolante. Di tutto, di meno, anche se la battuta è sin troppo facile. Il solo Carlo Freccero con esperienza specifica, nomine sin troppo di partito a destra e non solo, e via dicendo. Tutto questo è stato e viene detto ad abundantiam. Con fondatissime ragioni, questa volta si spara con il bazooka ad una mucca nel corridoio, impossibile non prenderla. Comunque abbiamo. Rita Borioni, storica dell’arte. Guelfo Guelfi, esperto di comunicazione. Franco Siddi, già Segretario della Federazione Nazionale Stampa Italiana. Tutti e tre indicati dal Partito Democratico. Arturo Diaconale, Direttore dell’Opinione delle libertà. Giancarlo Mazzuca, Direttore de il Giorno, già parlamentare berlusconiano per più legislature, in precedenza con Indro Montanelli a Il Giornale e La Voce. Entrambi indicati da Forza Italia. Paolo Messa, editore di Formiche.net e del Centro Studi Americani, indicato dai centristi del Nuovo Centro Destra ed Udc. Quanto a Freccero è stato indicato dal Movimento Cinque Stelle, ma Freccero è Freccero. E ho detto tutto.

Allora, dicevamo, tutte condivisibili, ed oltre, critiche e rilevazioni fatte. Ma proviamo ad immaginare altro. I due più ‘di partito’, anche loro praticamente totalmente privi di reale esperienza televisiva, sono Mazzuca e Diaconale. Che, al di là di questo, hanno però avuto nel proprio itinerario professionale più di un guizzo di reale autonomia e coraggio. Vedremo, strada facendo e facendo fiducia, a quale se stesso saranno capaci di rispondere. E siccome della Rai e della sua governance continueremo ad occuparci con attenzione e nello specifico, ne daremo conto.

Il discorso vale per tutti, anche per gli uomini di Renzi e le donne del Presidente del PD, Matteo Orfini, per gli amici di Angelino Alfano e Pier Ferdinando Casini, se tutti questi saranno amici, e ci può stare, o a mici, gattini pronti a leccare il latte nel palmo del padrone. E’ una sfida, un’apertura di credito a tempo determinato. Che subito dovrà fare i conti con la partita davvero importante, quella della scelta di  Presidente e Direttore Generale. Che Renzi vuole tenere totalmente nelle proprie mani, e giocare in tempi rapidissimi ed alla sua maniera. Certo, alla fin della fiera si è andati a rinnovare i vertici dell’azienda radiotelevisiva di Stato con la ‘Legge Pilati‘, elaborata da Antonio Pilati, Consigliere di lungo conto berlusconiantremontiano (con recente propensione renziana), sottoscritta dall’ignaro Maurizio Gasparri, un uomo, una garanzia. Che se la ride, e questa volta giustamente, visto che dopo i continui innumerevoli attacchi alla sua (si fa per dire) in

Quanto all’unica cosa davvero importante, il prodotto, soprattutto a questo riguardo vedremo a breve. Se rientrerà Michele Santoro, come vuole Freccero, e Santoro stesso. Se saranno finalmente davvero valorizzate le professionalità interne. Se ci saranno apporti esterni di valore. Persino se prenderà corpo la paradossale ipotesi che il leader della principale forza politica italiana, il Movimento Cinque Stelle (stando al voto per la Camera dei Deputati alle Elezioni Politiche del 2013, l’unico che faccia fede ad oggi), vorrà avere un proprio programma come attore. Freccero spinge in questa direzione, ed anche a chi come noi ha dato il proprio apporto professionale a precedenti esperienze teatrali e televisive, non dispiacerebbe poter vedere finalmente dagli schermi della Rai il ‘Te la do’ io l’Italia‘ di Beppe Grillo.

Quanto a Siddi, che ha già annunciato “Mi batterò per i giornalisti”, è la personificazione di quanto diceva Mario Missiroli, “Fare il giornalista è duro, ma sempre meglio che lavorare”. Figuriamoci a fare il dirigente dei giornalisti. Gli si offre un’ottima occasione per smentirci (noi e Missiroli). 

 

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