venerdì, Ottobre 22

Rai: poteva pure andare peggio field_506ffb1d3dbe2

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Intanto si muovono i ‘nominati dai partiti’. Rita Borioni, storica dell’arte. Guelfo Guelfi, esperto di comunicazione. Franco Siddi, già Segretario della Federazione Nazionale Stampa Italiana. I tre del Partito Democratico. Arturo Diaconale, Direttore di ‘Opinione delle libertà‘. Giancarlo Mazzuca, Direttore de ‘Il Giorno‘, già parlamentare berlusconiano per più legislature, in precedenza con Indro Montanelli a ‘Il Giornale‘ e ‘La Voce‘. I due di Forza Italia. Paolo Messa, editore di ‘Formiche‘ e del Centro Studi Americani. Il solo di Nuovo Centro DestraUDC. Carlo Freccero, indicato dal Movimento Cinque Stelle, ma organico solo a Carlo Freccero, sta invece già provando a prendere in mano il timone della baracca radiotelevisiva pubblica. Contando su scarsi numeri dentro il CDA, ma con la forza della propria competenza. E il tutto potrebbe dare frutti non irrilevanti, a partire dalla partita cruciale che si gioca attorno a Michele Santoro, per riportarlo a lavorare nell’Ente pubblico radiotelevisivo.

 

Certo i rischi corsi non sono stati indifferenti, e sullo sfondo si agitavano nomi davvero imbarazzanti, di cui magari si farà poi articolata narrazione. E all’idea che poteva pure andare peggio, la tentazione è alternarsi tra pianto e risa. Barbara Palombelli e Simona Ercolani, magari non proprio simpaticissime, erano comunque ‘prime scelte’ rispetto a riciclaggi che si sono tentati sino all’ultimo momento. E che avrebbero dato la mazzata finale alla credibilità innovativa della ex ‘rivoluzione renziana’. Ché tra i matti che vogliono risanare le Ferrovie dello Stato, e quelli che vogliono dare autonomia alla Rai, la gara è dura. E persa probabilmente in partenza per entrambi.

 

Quanto alla Maggioni e Antonio Campo Dall’Orto, Presidente nominato e Direttore Generale straannunciato, l’apertura di credito è doverosa. A pronto termine.

 

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