lunedì, Ottobre 18

Rai: Monica Maggioni Presidente

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Accordo Renzi-Berlusconi per tagliare fuori il M5S: il ministero dell’Economia indica all’assemblea degli azionisti Rai la direttrice di Rainews24 Monica Maggioni come Presidente. La conferma arriva direttamente dal premier in conferenza stampa. Domani in commissione di Vigilanza le serviranno 27 voti per essere confermata. Giallo sulla nomina di Carlo Freccero (e di altri tre consiglieri): secondo il quotidiano renziano ‘L’Unità’ non è eleggibile nel Cda perché ‘pensionato’. Dovrebbe lavorare gratis, ma l’ex direttore di Rai2 si dichiara disposto a farlo anche in catene «pur di fare un dispetto a Renzi». Ma per Matteo quello dei ‘pensionati è un «non problema». Il dissidente Dem Miguel Gotor, intanto, approfitta del pasticcio fatto dai renziani a viale Mazzini per chiedere un rimpasto di ministri perché «c’è un governo che in alcune figure è troppo più debole rispetto a Renzi».

Riesplode il bubbone Mafia Capitale: Salvatore Buzzi vuota il sacco dal carcere e fa i nomi, tra gli altri, di Nicola Zingaretti, che risponde parlando di «macchina del fango» e Ignazio Marino. Gianfranco Rotondi, il berlusconiano autoproclamatosi presidente di Rivoluzione Cristiana, pronostica il ritorno alle urne in primavera a causa della rottura del patto del Nazareno decisa da Renzi, proprio oggi che il Nazareno è risorto. Laura Boldrini blocca un ordine del giorno del M5S per abolire i vitalizi parlamentari e Beppe Grillo la bolla come «reginetta della casta». Cocoricò: Carlo Giovanardi presenta un ddl per vietare le discoteche ai minori di 18 anni. Marijuana: «In entrambi i rami del Parlamento è stata depositata in questi giorni una proposta di legge sulla legalizzazione della cannabis». Lo rende noto il senatore Pd Sergio Lo Giudice. Con una lettera inviata ai parlamentari della maggioranza, il premier finge di augurare loro le «meritate» (parole sue) vacanze per pubblicizzare un inesistente taglio delle tasse in autunno. Buon Ferragosto.

Sono circa le 14 e 30 di un afoso pomeriggio di agosto quando le Agenzie cominciano a battere la notizia: la direttrice di RaiNews24 Monica Maggioni verso la presidenza della Rai. Il nome di ‘Monica la Rossa’ (solo di capelli), ufficialmente designato dal Mef (azionista Rai), sarebbe stato proposto dal Pd a FI durante un incontro carbonaro. Scontato il si all’accordo di Silvio Berlusconi, felice che ad occupare il settimo piano di viale Mazzini vada una giornalista, ora (quasi) Presidente, embedded. In realtà, la definizione di giornalista embedded si dovrebbe applicare solo al giornalismo di guerra. I reporter embedded sono quelli che decidono di non fare di testa loro, ma di seguire le truppe durante le operazioni militari. Più sicurezza, ma al prezzo di dover raccontare i fatti solo dal punto di vista dei soldati (quindi di una sola fazione in lotta). Ebbene, la Maggioni ha da tempo scelto di essere una giornalista embedded del Potere, di qualunque colore esso sia. Dimostrazione ne è il canale all news Rai che, da quando c’è lei a dirigerlo al posto di Corradino Mineo, sembra diventata la tv di Stato della Corea del Nord di Kim Jong Hun, con pur bravi giornalisti come Senio Bonini ridotti al ruolo di ‘passaparola’ del verbo renziano. Se anche la Rai adesso dovesse essere trattata allo stesso modo dalla Presidente Maggioni, il MinCulPop di mussoliniana memoria impallidirebbe al confronto.

Comunque sia, la telenovela Rai si sta trasformando nello psicodramma del Pd. Il racconto di oggi comincia da Pier Luigi Bersani, l’ex segretario smacchiato da Matteo Renzi, che commenta sul ‘Corriere della Sera’ l’ennesima spaccatura tra i Dem avvenuta ieri sui nomi del nuovo Cda della tv di Stato. «Bisogna prendere atto che il tema non sono 25 senatori bersaniani, è che il Pd ha un problema politico profondo», affonda Pigi, «dopo mesi di parole su lavoro, scuola, tasse, Rai, Verdini, Azzollini, ormai è emerso che tra i militanti c’è un distacco e non sto parlando di Vietnam, ma di Campagnola Emilia». Segue poi una chiusura di stampo amletico: «Tra la nostra gente infuria la domanda ‘Chi siamo? Con chi andiamo?». Il quotidiano milanese dà sfogo anche ai sentimenti di centrodestra con Renato Brunetta, consapevole della necessità per Renzi di trovare un accordo con Berlusconi sul nome del Presidente Rai, che ricorda sibillinamente al premier ‘Bomba’ che «dalla fine del Patto del Nazareno nel governo è caccia continua ai soccorsi rossi, gialli, blu e Verdini per provare ad avere i numeri al Senato: ma continuano a mancare. Altro che legislatura costituente, questa è la legislatura dei transfughi al quadrato e al cubo». La verità, ha ragione Brunetta, è che Matteo non ha più i numeri in Senato, e nemmeno in Vigilanza Rai. E il Caimano, come abbiamo visto, è pronto a stritolarlo nella sua morsa.

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