martedì, Maggio 11

Rai, editto renziano contro Rai3

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Dopo il botta e risposta di ieri tra il parlamentare Pd Michele Anzaldi («Rai3 e Tg3 sono un problema») e Beppe Grillo che lo aveva paragonato a Joseph Goebbels, oggi il renziano della commissione di Vigilanza Rai alza ancora il tiro contro i vertici di quella che una volta era conosciuta come Telekabul, rimasta, a suo parere, bersaniana. Ma il dissidente Dem Roberto Speranza lo paragona a Berlusconi, seguito da Corradino Mineo che parla di «atteggiamenti fascisti». Renato Brunetta lo accusa pure di aver ammesso il «voto di scambio» con Denis Verdini. E Matteo Salvini si dice convinto che il Pd voglia «mettere il bavaglio ai giornalisti».

Giorno di question time a Montecitorio per il presidente del Consiglio Matteo Renzi fresco di ritorno dalla trasferta negli States. Economia, Siria, migranti, reddito di cittadinanza, i principali temi su cui un raggiante Matteo (merito dei dati Istat sull’occupazione) ha dovuto dare una risposta alle opposizioni. Il premier si è detto anche pronto ad un passo indietro sui tagli (negati) alla Sanità. Al Senato, invece, è battaglia sugli emendamenti all’art. 1 del ddl Boschi. Pietro Grasso ammette 19 voti segreti, ma il Pd con un colpo di teatro presenta un emendamento sostitutivo a firma Roberto Cociancich che cancella di fatto le altre votazioni, con annesse imboscate. Un «attentato alla democrazia» secondo Roberto Calderoli.

Il parlamentare Pd Ivan Scalfarotto sembra essere rimasto uno dei pochi a credere ancora che la legge sulle unioni civili verrà approvata entro l’anno. Il guru del M5S torna sullo scandalo Volkswagen che coinvolge tutto il settore auto e rivela: 15 anni fa la Fiat aveva già delle tecnologie alternative, ma «la strategia delle grandi case automobilistiche era quella di equiparare il diesel alla benzina, non di fare motori all’idrogeno».

Dopo l’annuncio a sorpresa di ieri, questa mattina il ministro dell’Interno Angelino Alfano ribadisce che il Ponte sullo Stretto di Messina «si farà». Appalti, voti e clientele pronti a piovere su Ncd con il tacito consenso del Giglio fiorentino. E, infatti, esultano anche i verdiniani di Ala. Sarà un caso.

Anche l’emergenza immigrazione continua a far alzare i toni della nostra politica ‘provinciale’, con il già citato Salvini che commenta favorevolmente lo sgombero dei migranti (e dei centri sociali) a Ventimiglia e se la prende col premier perché «ci sta facendo diventare razzisti». In controtendenza, invece, il ricordo salviniano di Pietro Ingrao (oggi i funerali in piazza Montecitorio sulle note di Bella Ciao, alla presenza della casta al gran completo), rappresentante di una sinistra che meritava «rispetto» perché «operaia, delle fabbriche, degli ultimi, dei disoccupati, dei disabili», mentre «la pseudo-sinistra di oggi conosce più banchieri che operai».

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