mercoledì, Ottobre 20

Rahul Gandhi non rispetta le regole field_506ffb1d3dbe2

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Rahul Gandhi India

In India a circa un mese e mezzo dalle votazioni si apre un periodo in cui tutti i partiti, leader e membri del governo devono rispettare un codice di condotta, come dire che nessun organo governativo del Paese può prendere decisioni o fare annunci che possano dare a un partito, compreso quello al governo, un sleale vantaggio elettorale. Per qualsiasi decisione importante, il governo deve  avere una preventiva approvazione della Commissione Elettorale.

Ha quindi disturbato non poco la scena politica indiana l’affermazione di Rahul Gandhi che il Rashtriya Swayamsevak Sangh ha ucciso il Mahatma Gandhi tanto che il Bharatiya Janata Party, BJP, uno dei due partiti principali in India, ha sporto denuncia  alla Commissione elettorale Karnataka contro questa dichiarazione.

Rahul Gandhi è il vice presidente del Partito nazionale indiano del Congresso, il presidente del Congresso della Gioventù indiana e dell’Unione nazionale degli studenti indiani. E’ stato segretario generale della All India Congress Committee e come membro del Parlamento rappresenta il distretto Amethi, nell’Uttar Pradesh, è membro del Comitato di lavoro del Congresso. Ovviamente è politicamente influenzato dalle vicende della famiglia Neru-Gandhi e sembra quasi ovvio che con la nonna, Indira Gandhi, Primo ministro, il defunto padre, Rajiv Gandhi, che era stato Primo ministro dell’India e presidente del Partito del Congresso, e sua madre Sonia Gandhi, sposata con Rajiv, nata a  Maini, una frazione in provincia di Vicenza, attualmente in servizio come Presidente del Congresso, Rahul entrasse in politica e, come tutto il resto della famiglia, nel Partito del Congresso. L’essere legato al Partito del Congresso lo lega anche ai fatti che avvennero nel 1948 in India e non come si potrebbe erroneamente pensare per essere un discendente del Mahatma. Rahul Gandhi, prende il cognome da Feroze Gandhi, figlio di genitori parsi, nato nel 1952 e sposo di quella che è stata una dei più grandi primi ministri indiani del secolo scorso, Indira Gandhi, figlia di Jawaharlal Nehru, grandissima figura storica nella lotta per la conquistare della libertà dagli inglesi. 

Gandhi ha fatto le sue osservazioni durante un comizio elettorale in Maharashtra il 6 marzo scorso: «Persone dell’RSS hanno ucciso Gandhi, hanno sparato e Gandhi è morto. Ed oggi loro (il riferimento è chiaramente al BJP) parlano di Gandhi», la frase incriminata. I fatti di cui Rahul parla ci fanno tornare indietro a 66 anni fa, nel 1948, 30 gennaio, giorno in cui fu assassinata la “Grande Anima” (Mahatma) Gandhi e Birla House. Il Mahatma Gandhi è una delle più grandi figure storiche del XX secolo, colui che liberò l’India dagli inglesi, rese libero il suo popolo e ancora sembra proteggere il Paese. Gandhi si apprestava a affrontare un incontro di preghiera, quando il suo assassino, Nathuram Godse, gli sparò tre proiettili di una pistola Beretta 9 mm sul petto a bruciapelo. Godse era un nazionalista indù con amicizie nel Mahasabha, un gruppo estremista indù, che riteneva Gandhi colpevole di favorire il Pakistan ed era fortemente contrario alla dottrina della non-violenza. Da notare che egli era realmente un ex appartenente all’RSS. Godse e il suo co-cospiratore sono stati processati e giustiziati nel 1949.

Nehru e Patel, le due figurte forti del governo e del Congresso, se prima erano andati in opposte direzioni, si ritrovarono insieme. Il primo obiettivo doveva essere calmare l’isteria e usarono l’assassinio per consolidare l’autorità del nuovo Stato indiano  Il partito del Congresso controllò tutte le manifestazioni pubbliche di dolore per un periodo di due settimane. L’obiettivo era chiaro, affermare il potere del governo e legittimare il controllo del Partito del Congresso. Il governo soppresse l’RSS , le Guardie Nazionali musulmani e le Khaksars, con circa 200.000 arresti. La soppressione dell’RSS fu revocata dopo otto mesi, precisando che l’organizzazione non aveva nulla a che fare con l’omicidio.

Resta da chiarire cosa sia RSS, un’organizzazione che a veder bene i fatti sembra abbia una doppia faccia. Il  Rashtriya Swayamsevak Sangh nasce nel 1925 ed è  stato per lungo tempo criticato come un gruppo paramilitare estremista, coinvolto in atti di violenza contro i musulmani, inoltre il bando del 1948 non fu l’unico: fu successivamente messo alla berlina nel periodo dell’emergenza, 1975-78, e nel 1992, quando fu distrutta la moschea Babri Masjid in Ayodhya (Uttar Pradesh). Nel 2004 il Terrorism Research Center lo include fra le organizzazioni terroristiche. Dall’altra parte pero’ RSS è un’associazione di beneficenza enorme con più di 100.000 enti di beneficenza e programmi educativi, servizi nei settori dell’istruzione, della sanità, dello sviluppo rurale, dell’emancipazione tribale,che si interessa di autosufficienza dei villaggi, di agricoltura rurale, della riabilitazione dei lebbrosi e dei bambini con bisogni speciali, capace di portare aiuto e sollievo anche durante gravi calamità naturali.

C’è un precedente: il 15 gennaio 2000 il quotidiano ‘The Statesman’ riportò alla luce una storia sull’RSS, raffigurandolo come l’assassino di Gandhi. Successivamente l’unità di Delhi dell’RSS fece causa per diffamazione nei confronti dell’autore dell’articolo, AG Noorani, del vignettista e dell’amministratore delegato della casa editrice. Il 25 febbraio 2002 Noorani si scusò con una lettere indirizzata al tribunale, rammaricandosi di aver scritto l’articolo diffamatorio. Il 3 marzo 2002 ‘The Statesman’ ha pubblicato le sue scuse deplorando la pubblicazione di quell’articolo.

Il BJP vuole che il Partito del Congresso costringa alle scuse Rahul. Intanto il candidato premier del Bharatiya Janata Party, Narendra Modi, ha commentato che per dichiarare che un’organizzazione come la Rashtriya Swayamsevak Sangh possa aver assassinato Gandhi, occorre avere la ‘mente avvelenata’, mentre la stessa organizzazione tirata in causa ha dichiarato che Rahul farebbe bene ad approfondire la storia del suo Paese.   

 

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