sabato, Giugno 25

Quirinale – UE: l’eredità di Sassoli sulle spalle di Draghi L’Europa, in questo paio di anni, o farà un salto di qualità, o è finita. La morte di David Sassoli è un brutto colpo su questo progetto. Anche per questo Draghi, consapevole che il meridiano della storia non passa più dal Quirinale, non può permetterselo

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Due sono i corvi che si aggirano, preoccupanti, sulla elezione del prossimo Presidente della Repubblica. Uno, più che preoccupante decisamente pericoloso. L’altro, imbarazzante, ma non privo di prospettive perfino positive nella ‘corsa’ al Quirinale.

Il primo si chiama Giancarlo Giorgetti. È inevitabile, specie per chi come me fa il giurista, ricordare quellaidea cinica al massimo, benché volgarmente superficiale: «facciamo Draghi Presidente della Repubblica, e poi faremo in modo che continui di fatto a fare il Presidente del Consiglio». Detta così sembra quasi una frase ingenua, addirittura banale, ovvia ma proprio per questo più temibile. La nostra Costituzione, va detto chiaro, non è scritta a caso, non è stata scritta da principianti e ignari di diritto e di storia e di filosofia, come purtroppo la gran parte dei ‘politici’ di oggi, e di quelli che vi hanno messo le mani, danneggiandola, squilibrandola. Per non parlare di quelli che hanno cercato di stracciarla, nella sua realtà, nella sua logica. Ma la ‘proposta’ di Giorgetti è peggio, molto peggio e pericolosa al massimo. Per due motivi.
Innanzitutto perché Giorgetti propone surrettiziamente di fare ciò che finora è stato, , proposto, ma sempre respinto, cioè di realizzare un sistemapresidenziale‘. Cosa che non è stata respinta solo perché (e non è certo un caso) proposto dalla destra più destra possibile in questo Paese, ma perché è esattamente il contrario della nostra Costituzione, che è una Costituzione parlamentare, nella quale, cioè, è il Parlamento (cioè il popolo, oggi purtroppo assai mal rappresentato dagli attuali parlamentari) il centro della vita politica: il popolo e non un ‘uomo’, per bravo che sia, ne abbiamo già avuto uno e abbiamo visto cosa ha fatto!
In secondo luogo, proprio perché surrettizia. Giorgetti, cioè, si proponeva di stracciarla di fatto la Costituzione, di violarla, aggirando costantemente le norme che la orientano e la dirigono. Si proponeva, insomma, di distruggere dall’interno la Costituzione sfruttando la notorietà e il prestigio, oggi, di un uomo, ma domani … ?
Questo pericolo non è ancora scomparso, ma con le due conferenze stampa di Draghi e con le reazioni (spesso poco meno che isteriche) di partiti e giornaloni, questa ipotesi, se mai c’è stata, sembrerebbe tramontata. Speriamo che lo sia, anche se, duole dirlo, se un progetto del genere esisteva in altri che non la mente di Giorgetti, credo che si dovrebbe chiederne conto oltre (e più) che a Mario Draghi, a Sergio Mattarella. Per la stima che ho per l’uno e per l’altro, confido davvero che il progetto sia stato solo un incubo di Giorgetti.

L’altro corvo, ovviamente è Silvio Berlusconi, che sicuramente non sarebbe l’ideale del Presidente della Repubblica, se non altro per la figura che faremmo all’estero, e per la natura del personaggio, pur, alla fine, migliore politico di gran parte dei suoi colleghi, sempre che per ‘politico’ si intenda un manovratore abile, cinico e senza ‘idee’ e filosofie: come piace a Matteo Renzi. In ciò Berlusconi è maestro indiscusso e, non per nulla, grande amico di Renzi. Ma, credo, sa benissimo che è molto improbabile che riesca, ammesso pure che le molte telefonate coronate da apparente successo da parte, si dice, di Vittorio Sgarbi ai parlamentari possano portargli qualche voto in più.
Anche perché, come ho detto più volte, io non credo che Berlusconi pensi davvero di riuscire, anche perché, da buon politicante, escluso che non abbia di riuscirci, ha un pianob‘, comunque: staccare quel che resta del suo partito da una destra ormai ingestibile, quella di Matteo Salvini e Giorgia Meloni e soci, per portarla nel campo che è il suo vero e naturale: di un democristianismo filo-abbienti, ma non ostile ai meno abbienti. Nulla a che vedere con Bonomi, ma nemmeno con Landini: democristiano. L’approdo, quindi, è l’ancora più cinico di lui Renzi e i rimasugli di parlamentari senza patria e terrorizzati dalle prossime elezioni. In una cosa concordi: portare a tutti i costi a termine la legislatura. E Berlusconi li ha soddisfatti subito: se si elegge Draghi, ha detto, cade il Governo e si va alle elezioni: spargendo così il terrore.
Sorvolo, per carità di patria, sulle presunte manovrette da cortile del PD, che lascerebbe l’aula per mostrare che Berlusconi è fregato dai suoi … mamma mia che sconforto, che mancanza di senso di responsabilità che assenza di senso dello Stato e del dovere!
E dunque? E dunque, anche per questo la candidatura di Draghi al Quirinale è bruciata, ma, attenzione, non è bruciata affatto, anzi è rafforzata, la candidatura di Draghi a Palazzo Chigi. Solo che, se Berlusconi andasse al Quirinale, Draghi fra qualche anno potrebbe contare su una nuova chance; se vi andasse un altro (probabilmente a questo punto un’altra … purché sia femmina!) Draghi governerebbe tranquillo per un bel po’, e poi dopo le elezioni del 2023 se ne riparlerebbe, a piano di rinascita portato bene avanti e quindi apatriasalvata: questa è una cosa che potrebbe capire anche Meloni.
La sconfitta di Draghi? No. Io non credo che Draghi sia così stupido da non avere pensato, e da tempo, che questo che ho descritto potrebbe essere uno scenario verosimile e che, addirittura, gli convenga, anzi, ci convenga.

E qui torniamo alle cose che ho già scritto più volte. L’Europa, in questo paio di anni, o farà un salto, ma proprio un saltone, di qualità o è finita. Lo dice -e non è un caso (sono pronto a scommetterci) che lo dica oggi- Corrado Passera, quando avverte che o, nei prossimi mesi, la BCE farà un bel salto verso la moneta virtuale, e quindi una ridefinizione della natura stessa della BCE e cioè -questo lo dico io Passera non può e non vuole dirlo- della Unione Europea, o l’Europa sarà finita, sommersa da Cina e USA.
Certo, purtroppo la morte di David Sassoli è un brutto colpo su questo progetto, che però non è marginale. Non per caso, credo, Draghi nel commemorarlo (e già questo non è un caso) lo definisce, con una punta di orgoglio, ‘italiano e protagonista‘, e ne sottolinea la vocazione e realizzarerisultati‘.
Appunto, l’Unione Europea, anzi, l”Europa sovrana‘, è il tema dei prossimi anni, perfino nel clima sonnolento dell’Italia. È il tema su cui Draghi ha insistito, ha lavorato, ha trattato e ha ottenuto. Rilevavo l’altro giorno la clamorosa vicenda dell’esposizione della bandiera europea all’Arco di Trionfo a Parigi e il suo profondo significato. Ma la necessità di costruire una Europa che sia terzo (magari non incomodo) tra Cina-Russia e USA è improcrastinabile, e anche urgente, tanto più che non è affatto detto che il binomio Cina-Russia duri a lungo. La difesa europea, non è una frase fatta, è una necessità. E Draghi su queste e altre cose ha insistito, sempre, deciso e chiaro. Anche sulla necessità di rendere la BCE (l’unica speranza che in Europa abbiamo di restare una entità finanziaria non solo verbale e verbosa) ben altro e più di ciò che è oggi, Draghi è sicuramente nonché d’accordo, certo promotore.

Ed è lì, nell’Europa sovrana, ormai senza virgolette, che si trova il nostro futuro: lì e solo lì. L’alternativa, che può piacere a qualcuno ormai fuori dalla storia, ma solo a gente del genere, di un ritorno alle ‘sovranità’ (inesistenti) nazionali, è solo il progetto della scomparsa (ma proprio anche fisica) nonché dell’Italia, dell’Europa.
E i progetti ci sono e sono molto più avanzati di quanto non si creda, e contemplano oltre che cambiamenti di politiche e di strumenti, profondi cambiamenti di uomini. E noi, intendo noi italiani, ne abbiamo uno dei più importanti e rilevanti.
Se questo non era (e io credo ancora che in fondo lo sia) il progetto di Draghi, con questa vicenda e, affondati i relativi corvi, questo diventa necessariamente il suo progetto.
Il Quirinale è un bell’edificio, ma (e lo dico con tutto il dispiacere di un patriota vero) da quell’edificio non passa più il meridiano della storia, o meglio potrà passarci se sapremo essere, noi italiani, al timone della storia, senza se e senza ma: della storia di Europa.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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