sabato, Maggio 21

Quirinale: elezioni, quando si offende la vera polis Sono ancora troppi gli uomini politici che sfilano come attrici e attori sul red carpet del narcisismo, amanti accaniti del loro rispecchiarsi autoreferenziale, e che non mostrano nemmeno uno spiraglio di coscienziosa dignità per riconoscere che quel loro voler essere non ha nulla a che fare con il vero e pulito colore di una corretta Polis

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Come sempre quando la politica si rovina da sola e crolla, il popolo dei semplici e degli umili spera tanto che la nuova politica, pur nascendo dalle ceneri di quella vecchia, possa almeno praticare il proprio esercizio politico nei modi più utili e appropriati alla vita delle sue genti. E così nel 2018 è sorta, nella speranza degli umili, la cosiddetta Terza Repubblica. Da questa nuova nascita, tutti i cittadini italiani hanno sperato in una diversa categoria di donne e uomini politici che, almeno in maggioranza, avessero la dignità di pensare finalmente al bene comune di tutti.

Oggi siamo giunti all’anno 2022, e la deludente amarezza è sempre più intensa e aspra nell’animo di tutti noi, di quanti hanno voluto seguire un partito o comunque almeno un pensiero politico.

L’egocentrismo di una parte consistente della classe politica odierna, è ormai giunto alle ‘stelle’, e lo si nota tutti i giorni nella loro presa di parola quando si trovano davanti a un microfono o in un programma televisivo: la maggior parte di questi personaggi politici mostra di non saper contenere la vasta logorrea che incombe ad ogni loro pensiero. Per queste persone tutto appare buono per mettersi in mostra, anche sfoggiando evidenti incompetenze: parlare male dei propri avversari è ormai il noioso e stantio leit motiv che offende la vera e discreta Polis basata sull’umano principio fondato sul rispetto degli altri, anche degli avversari.

Un politico serio e rispettabile è quello che riconosce i propri limiti, quello o quella che ha preso coscienza dell’imperfezione umana, ed è proprio sulla base di questa imperfezione che dovrebbe saper valutare i suoi comportamenti e le sue stesse proposte politiche. No, non quelle connesse agli interessi personali, di partito, di destra, di sinistra, di centro o di qualsiasi altra improbabile collocazione di incredibili credenze. No, l’uomo politico ha l’obbligo prioritario di operare per il bene comune, per la formazione umana delle genti, per la salute degli ammalati, per offrire forme di vita vivibili e non offensive di ogni persona, etc. E sarà solo con questo principio attivo che potrà materializzarsi il buon esempio per le nuove generazioni, per la loro evoluzione democratica sui principi di cittadinanza, di legalità e, ancor di più,di palese umanità.

Sono ancora troppi gli uomini politici che sfilano come attrici e attori sul red carpet del narcisismo, amanti accaniti del loro rispecchiarsi autoreferenziale, e che non mostrano nemmeno uno spiraglio di coscienziosa dignità per riconoscere che quel loro voler essere non ha nulla a che fare con il vero e pulito colore di una corretta Polis.

Queste, ad esempio, sono solo alcune frasi tratte dal discorso di Pericle agli ateniesi, fatto nel 431 a.C.:

E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso…Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore. Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versatilità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero. Qui ad Atene noi facciamo così.

Da questo breve frammento si può comprendere quanto, dopo più di due millenni, la visione della politica si sia degenerata: il giusto, il buon senso, la felicità, la libertà, il valore, la versatilità, la fiducia, la prontezza, il rispetto dello straniero e tutta l’ampiezza del discorso di Pericle qui sintetizzato, sia ormai frutto di quel voler essere politici a tutti i costi pur senza mostrare umiltà e buon senso. Oggi, l’essere soggetto politico, per tanti di noi,risuona come un’amara presenza priva di quel valore etico e morale che invece ci piacerebbe vedere tutti nei propri rappresentanti.

La prima virtù che vorremmo veder praticare da un buon numero dei nostri politici è la Sapienza! No! Non quella che in parole mostrano già da tempo in tutti i luoghi a loro utili per conquistare la notorietà, ma quella collegata alla parola Saggezza che mai si discosta dai valori emotivi del Cuore, che dirigono verso una giusta predisposizione al sano vissuto e all’intelligenza degli spiriti umili. Avere a Cuore la gente, dovrebbe essere per ogni politico il dono più prezioso da offrire ai loro cittadini e a tutte le genti. Questa Saggia Sapienza dovrebbe essere il valore più altocui tendere, agendo per il bene della comunità e non mostrare a tutti quel freddo e misero intelletto che non porta a nessuna reale, bisognosa e utile meta. Questo Sapere Saggio che molta politica non sa cosa sia, mi ricorda una frase che Albert Einstein pronunciò in un discorso radiofonico nel luglio del 1943:

L’intelletto ha la vista lunga in fatto di metodi e strumenti, ma è cieco rispetto ai fini e valori […] Il fattore più importante nel dare forma alla nostra esistenza è individuare e fissare una meta.

E allora Voi politici quale meta cercate di raggiungere per il bene comune di tutti i cittadini? Volete ancora continuare ad affogarvidentro il vostro blaterare, senza osservare e ascoltare umilmente i bisogni della nostra gente? E ancora, tanto per toccare pure l’attualità, che cosa possono mai pensare i cittadini di questovostro attuale e improvvisato ‘teatrino’ sulla votazione del nuovo Presidente della Repubblica?

La maggioranza degli uomini e delle donne politiche si portano addosso, da molti anni, il più grande danno che si poteva procurare ai cittadini: Giungere a non credere più in questa politica che non sa mostrare quella Saggia Sapienza che cova nel Cuore della vera Polis.

Naturalmente non tutte le donne e gli uomini politici sono così, ma sappiano che dalla condotta dei tanti peggiori si svalorizza e si occulta anche quella dei pochi migliori.  

Infine sarà anche bene andare a consultare un elementaredizionario etimologico, nel quale si potrà notare che la parola Ministro deriva dal latino Minus che sta per Meno, e che quindioriginariamente, indicava la professione del Servitore. Ecco dunque quale dovrebbe essere il vero valore umano e intellettivo che si è perso dal cuore dei politici: larte, l’impegno e l’onore di essere Servitori dei veri e sacrosanti bisogni della gente comune.

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