sabato, Maggio 21

Quirinale da ridere Un ceto politico di barboni e accattoni inutili e supponenti sta dando uno spettacolo a tutto il mondo che peggio nemmeno si può pensare. Ha toccato il fondo del barile con la proposta di mandare al Colle il capo dei servizi segreti

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Per vostra e, credetemi, per mia fortuna, questo è l’ultimo giorno della settimana di ‘L’Indro‘ prima del fine settimana, e quindi prima di Lunedì, se sarò ancora vivo, non potrete leggere le mie elucubrazioni. Dicevo, anche per mia fortuna, perché comincio a pensare seriamente di mettere fine a questo tour de force inutile verso il Quirinale.
Lo spettacolo indecoroso a cui stiamo assistendo, tutto fatto di colpi bassi, agguati, tradimenti, notizie fasulle, notizie false, scoop inventati, atteggiamenti da prima e seconda e terza donna, compreso perfino un ‘nude look’ (lei direbbe così, perché lei ‘sa’ l’inglese) della signora Maria Elena Boschi, questo spettacolo indecoroso continuerà anche oggi, Venerdì. Da buon napoletano mi auguro che sia un altro giorno inutile, fedele al detto (verissimo, non scherziamo, ho le prove) che di Venere e di Marte non si sposa, non si parte e non si dà principio all’arte. Insomma, per il bene del Paese, mi auguro che il Presidente sia eletto Sabato o magari Domenica, anche se mi dispiace un po’ per la signora Maria Elisabetta Alberti Casellati che non potrà godersi la sua villetta appena rimessa a nuovo. Ma così è la vita.

Non conosco la signora Elisabetta Belloni. Non ci crederete, visto che faccio l’internazionalista, del resto se chiedeste a qualche mio collega, vi direbbe appunto che, in materia, faccio schifo. Ebbene, o forse quindi in tutta la mia esistenza sono entrato al Ministero degli Esteri solo due volte. Una per pregare un Ministro plenipotenziario che non conoscevo, ma mi era stato indicato da un amico, di voler partecipare ad un convegno da me, o meglio anche da me, organizzato, per la sua competenza (guarda un po’ la competenza!) su certe questioni. Dieci minuti, poi andammo a prendere un caffè (fuori del Ministero) e ci accordammo sul convegno. Conobbi così una persona di alto livello, sicuramente: simpatico, colto, intelligente e … aperto: avevamo idee diametralmente opposte, ma parlavamo. Non so quanti al Ministero lo siano, ma lui lo era. Come ho detto, altri non ne ho visti e quindi non posso giudicare. La seconda volta, dovetti (letteralmente) dovetti entrarci perché un altro diplomatico, che faceva parte di una associazione extra Ministero della quale facevo parte anche io, mi chiese di elaborare e portare al Ministero un certo progetto di legge su un tema di vitale importanza per l’Italia e non solo. Calma ragazzi, calma: sei mesi di lavoro, una faticaccia immensa: assolutamente gratis, anche le spese di viaggio mi pagai io e, per principio, il caffè al diplomatico di cui sopra lo offrii io … hai visto mai, ci avessi guadagnato il caffè. Presentai il mio progetto in una affollata riunione di funzionari di ogni possibile Ministero e di sindacalisti di ogni possibile sindacato. Fui ‘ascoltato’ con sussiegosa indifferenza (e molto uso di telefonini vari), insomma, non mi si filarono proprio: non ero raccomandato da nessun politicante! Da allora non ho saputo più nulla né del diplomatico di cui sopra, e meno che mai del progetto di legge in questione: neanche il buon gusto di restituirmelo.
Per vostra tranquillità, la legge poi fu fatta da altri, con i piedi. Ma tant’è … almeno non direte che la ho fatta io!

Tutto ciò solo per dire che, purtroppo ma per sua fortuna, non conosco la signora Belloni. Dicono che sia molto brava, ci credo. Certo deve avere un carattere paziente e sereno perché ha fatto per sei mesi da baby sitter al Ministro Giggino Di Maio, che, direi, di politica estera non credo sia proprio il massimo esperto in Italia.
Però, la signora Belloni mi pare una persona per bene e certamente di ottimo livello. Al Ministero degli Esteri, si arriva, in genere, dopo un concorso molto duro (almeno una volta era così), che ha per caratteristica di essere molto, ma molto interdisciplinare. In altre parole richiede cultura: il contrario di quello che piacerebbe all’insigne Ministro Patrizio Bianchi, per capirci. Non dico che tutti i diplomatici siano così, ma molti certamente, e poi ‘sanno’ le lingue.
Sarei, dunque, favorevole all’elezione della signora Belloni al Quirinale? Mi piacerebbe molto dire di sì, un sì entusiastico, anche perché, hai visto mai, legge questo articoletto e mi vuole conoscere e poi non si sa mai, magari mi offre anche lei un bel caffè … .no, non malignate, non penso ad incarichi di sorta, non è roba per me.Vorrei. Ma non posso. Per due motivi molto solidi.

Mi perdoni signora Belloni, ma è molto brutto, proprio tanto, che il capo dei servizi segreti diventi Presidente della Repubblica. Non dico che non accada mai, Vladimir Putin è proprio il caso, ma è molto brutto, ‘suonamale. Sono certissimo che, nel caso, non vi sarebbe da parte della signora Belloni nessun rischio di alcun genere, ma resta il fatto che lei oggi è a capo dei servizi segreti. Che non vuol dire che gira armata di una beretta parabellum e con la borsa piena di dossier, o che passi i suoi week-end a distruggere le installazioni militare nemiche: già, abbiamo nemici?…ecco, a leggere oggi certi giornali pare di sì, e se quel sì, per esempio, derivasse da un anche lontanissimo ‘input’ della signora Belloni: e sarebbe anche accettabile, anche se nel caso specifico sarebbe un errore, ma tant’è; io non lo so, nessuno lo sa, ma chiunque può, anzi, deve, pensarlo, specie i ‘nemici’. Insomma, sarebbe una scelta un po’atipica‘, sia all’interno che all’esterno. La signora Belloni è sicuramente una meraviglia, ma si troverebbe in una situazione imbarazzante … e, certo, non mi aspetto che lo faccia, ma una signora di quella levatura, dimostrerebbe di esserlo, anzi, di esserlo anche di più, se fosse proprio lei a dirlo.
Chiuso, mi sono giocato il caffè al Ministero.
Secondo motivo più politico, ma forse anche più serio.
A parte il fatto che nessuno ha la minima idea di cosa pensi la signora Belloni (ma questo non sarebbe insuperabile, se, per esempio, proponessero me, sarebbe lo stesso!), si tratterebbe di untecnico‘, un estraneo alla politica. Certo, il Presidente della Repubblica è bene che sia super partes, ma fino a un minuto fa abbiamo sentito tuonare i politicanti, immersi nel gioco sguaiato e deprimente della scelta del Presidente, contro l’ipotesi di due tecnici alle massime cariche dello Stato. I politicanti pare siano molto sensibili a questo discorso, perché si sentono spodestati. Che poi sarebbe un’ottima cosa, ma presenta un rischio enorme, anzi, due.
Uno. Da tutta questa vicenda comunque si concluda, ivi compreso Mario Draghi al Quirinale, Draghi ne esce male, malissimo, non tanto e non solo in Italia (del che non si curerebbe, visto il suo modo di fare) ma all’estero: non sarebbe più Draghi l’invitto bravissimo, e noi italiani saremmo i c… che avendo quel tesoro lo abbiamo pure maltrattato. Che vuol dire sfiducia verso l’Italia.
Due. Checché se ne dica, se Draghi restasse al Governo, sarebbe molto, ma molto indebolito, specialmente dal punto di vista interno, e non potrebbe fare come ha fatto fino a due mesi fa, come, invece, da Palazzo Chigi lasciano filtrare a suo nome vari personaggi. Sarebbe sotto il tiro e l’attacco quotidiano dei politicanti maltrattati: Matteo Salvini farebbe un attacco al giorno, Luigi Di Maio sparerebbe sotto il tavolo, Enrico Letta … beh, Letta non c’è, ma ci sarebbe Dario Franceschini al Governo e, poi, c’è Matteo Renzi, che dopo tutta questa commedia vorrà mettere voce in capitolo. Draghi avrebbe, cioè, bisogno di unacoperturamolto forte e, con tutti i suoi pregi, la signora Belloni anche se volesse non potrebbe darglieli, se non altro per inesperienza, servizi segreti a parte. E i problemi di questo Paese sono enormi, e vanno affrontati e risolti entro l’inizio del 2023.

E dunque, mentre vi auguro un ottimo week-end, ribadisco: abbiamo un ceto (e smettetela di chiamarla classe!!!) politico di barboni e accattoni inutili e supponenti, che stanno dando uno spettacolo a tutto il mondo che peggio nemmeno si può pensare. Non sarà facile uscire da questo pantano, e ce lo porteremo dietro non per un solo anno, ma molto molto di più. Questo ceto politico, dunque, può andare fiero di essere riuscito ad assestare un colpo terribile sulla testa della ripresa italiana, e sulle speranze dei nostri figli e nipoti.
Bravi!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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