giovedì, Settembre 23

Qui era tutta campagna

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BangkokC’era una volta il Pakistan degli abitanti dei villaggi, sottoposti all’andamento bizzarro dei raccolti e delle ancor più balzane oltre che ferree leggi dei latifondisti e della casta feudale che determinavano in ogni dettaglio che cosa si potesse o non si potesse fare.

Un terzo del Pakistan attuale vive ancora in quel modo ma le cose stanno cambiando, e  parecchio in fretta. Secondo uno studio prodotto dal Woodrow Wilson Center  degli Stati Uniti, il Pakistan va via via urbanizzandosi con un tasso estremamente rapido, il che comporta –in base a queste stime- un’urbanizzazione di metà dell’intero Paese entro il 2030.

Una Nazione urbanizzata è differente da una rurale: nelle società rurali le strutture tradizionali come le tribù, le famiglie ed i gruppi basati sul principio delle caste dominano di fatto l’intera vita sociale. Poiché la Comunità è tenuta insieme dai rischi collettivi che affrontano coloro le cui vite sono legate alla terra, la conformità diviene fattore cruciale e le decisioni prevalenti derivano dal livello comunemente inteso come tale piuttosto che dalla visione dell’individuo o di due soli individui.

Non vi è nulla di sorprendente, quindi, che le decisioni di tutte diventano le decisioni di ognuno, primariamente all’interno dei matrimoni, la cui capacità di solidificare le relazioni esistenti opera come una sorta di capitale sociale che una singola famiglia o una tribù può utilizzare o farvi appello in fasi successive e future. In Pakistan ed in gran parte dell’Asia del Sud, le jirga  (assemblee tradizionali dei leader) e panchayat  (organizzazioni auto-governate) hanno la loro solidità ancor oggi e spesso svolgono ancor ora le loro funzioni di governo e di risoluzione delle dispute, diffondendo sicurezza tra tutti, in modo tale che la decisione –una volta presa- è espressione di una volontà comune di rafforzamento generale, di rinforzo ed in ultimo l’accettazione del singolo si svolge come accettazione della intera comunità.

Una Nazione urbanizzata, invece, rappresenta un forte cambiamento nella concezione stessa di ciò che conta in una comunità. Sebbene i pakistani che si muovono migrando sul territorio alla ricerca di pascoli più verdi, più proficui, dove trovare pascoli più adatti, continuino a portare con sé sistemi valoriali che fanno riferimento al loro retaggio tribale ed etnico così come tutto la cosmogonia culturale di riferimento caratterizzati dai denominatori basici dei propri sistemi culturali. Man mano che il tempo passa, però, tutto questo diventa sempre più flebile.

Un Pakistan urbanizzato è un Pakistan più individuale nella sua forma più specifica, è un Paese dove ogni persona deve venir fuori per quello che è nel suo proprio io individuale.

Una volta che uno è in città, un individuo potrebbe anche fare riferimento alla famiglia o ai retaggi tribali ed alle reti sociali connesse per ottenere inizialmente un lavoro, poiché questa è nella sua immediatezza la forma più accessibile per accedere alla piccola cittadella delle connessioni sociali seppur all’interno del nuovo mondo dello sviluppo.

Dopo questa fase, però, la forza delle connessioni sociali e familiari tende a dissiparsi man mano che le nuove forme di relazione si sviluppano in un tessuto urbano più evoluto. Ma poiché le comunità urbanizzate non sono generalmente unite tra di loro a causa del rischio collettivo della focalizzazione generale verso il successo o in una particolare redditività attraverso la produzione ed il miglioramento dello standard di vita, vi è una differenziazione notevole dei contesti sociali.

A differenza di quel che accade nelle strutture sociali tribali o nei villaggi agricoli o periferici, i vicini di casa o quartiere nelle città vanno e vengono molto più rapidamente, così come accade nelle amicizie e persino nei posti di lavoro. Le relazioni nascono più facilmente ma in un modo ben differente dalla immediatezza e semplicazioni in contesti urbanizzati sorgono e si abbandonano molto più facilmente e molto più rapidamentità delle relazioni che nascono nei contesti agricoli. Le rele.

Il nuovo Pakistan urbanizzato e individualizzato (per estremo questa trasformazione ha già preso il suo avvio) ha il potenziale di essere un Paese migliore. Secondo un documento reso pubblico recentemente dalla Banca Mondiale, intitolato ‘Regolamentare la ineguaglianza nell’Asia del Sud’, i lavori urbani sono la vera e principale porta di ingresso verso la classe media. Lo studio indica che «il livello di mobilità verso l’alto è molto più forte nelle città dove anche un lavoro in proprio ed un lavoro occasionale possono condurre a sostanziali miglioramenti negli introiti economici, nei consumi, i lavori salariati sono comunque nettamente migliori. Muoversi per un lavoro migliore oppure muoversi da un’area rurale ad un’area urbana parzialmente compensa le circostanze nelle quali una determinate persona è nata. E mentre la migrazione interna nel proprio Paese offre agli uomini l’opportunità di essere sostanzialmente più mobili verso l’alto, essa offre anche alle donne opportunità migliori di guadagno, soprattutto in lavori domestici o di supporto familiare, nelle costruzioni, nella vendita al dettaglio o altri servizi».

I sette milioni di abitanti stimati a Lahore ed i 19 milioni di Karachi, le due maggiori città del Paese, hanno anche la prospettiva di sviluppo in sistemi basati su criteri di maggiore prosperità ma anche più meritocratici per andare avanti nel proprio sviluppo individuale e collettivo. Allo stesso tempo, mentre un Pakistan urbanizzato può condurre a questi frutti positivi, si può anche verificare che sorgano pericoli alquanto nuovi per il Paese. Lo svuotamento che la migrazione apporta alle forme tradizionali di risoluzione delle dispute e i processi decisionali possono anche significare che vi è sempre più necessità di un forte sistema giudiziario, un fattore che diventa più cruciale che mai in un contesto urbanizzato e non più tribale o rurale.

Il movimento delle persone e la loro sminuita dipendenza nelle vecchie forme di organizzazione crea una necessità più urgente che mai per le forme di governance che possano consentire ad una moltitudine di differenti popoli di coesistere tutti insieme. Il calderone di individualismo che è una moderna città globalizzata è anche allo stesso tempo un grande generatore di conflitti, che esso accada nel privato tra un marito ed una moglie o che coinvolga più relazioni pubbliche come accade tra inquilini e proprietari oppure datori di lavoro e dipendenti.

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