domenica, Ottobre 24

Questo gioco è un azzardo Maria Chiara Cefaloni di Slotmob: "Noi premiamo i bar che non hanno l'azzardo"

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Infatti, il problema è che la stessa amministrazione statale si è inserita a pie’ pari nel circolo vizioso delle scommesse (legali). L’Italia stampa un quinto di tutti i gratta e vinci del mondo, e ha il record di apparati elettronici da gioco, che raggiungono quota 416mila. Il gioco d’azzardo è quasi uno sfogo dalle frustrazioni quotidiane: molti studi dimostrano che giocare è come bere: lo si fa per non ricordare il presente, per dimenticarsi di ansie, repressioni, pagamenti e vita quotidiana, così da cimentarsi interamente nella schermata video del poker nei bar o nella monetina bronzea che gratta una striscia patinata. Più del doppio dei giocatori d’azzardo sono nullatenenti e questo dimostra come una già precaria situazione di vita porti a fiondarsi in queste attrattive video-ludiche.

Esistono dei dati importanti, pubblicati dalla VI Commissione parlamentare permanente delle Finanze, che riflettono una realtà a volte nascosta: «In particolare, per quanto riguarda le new slot (awp) e le videolottery (vlt), per l’anno 2012, a fronte di una raccolta pari ad euro 49.090.131.646,91, le vincite sono state di euro 39.750.842.896,26». Questo vuol dire che i giocatori hanno vinto molto rispetto a quello che hanno giocato, e l’entrata netta per lo Stato nel 2012 è stata di 5 miliardi di euro. Il metodo di far vincere molto ai giocatori (39 miliardi di vincite su 49 miliardi di giocate) permette un giro d’affari importanti ma soprattutto un altro meccanismo. Si tende a far vincere al giocatore piccole cifre che la persona, visti i pochi euro incassati, reinveste subito, andandoli, la maggior parte dei casi, a perdere. Questo gioco sul gioco permette un’entrata stabile, senza scossoni o varianti maggiori.

Un altro dato interessante riguarda i numeri che riguardano da gennaio ad agosto del 2013, un anno dopo. La raccolta, cioè i soldi spesi dai giocatori, è calata di 18 miliardi di euro, mentre le vincite si sono abbassate solamente di 14 miliardi di euro, facendo quindi entrare nelle tasche dei giocatori d’azzardo una cifra maggiore rispetto ai soldi giocati l’anno precedente.

Proprio per contrastare il fenomeno dell’aumento delle slot nei bar è nato il movimento Slotmob che si è diffuso in tutta Italia. Il metodo utilizzato da Slotmob è quello di eliminare da bar, ristoranti o esercizi vari i videopoker e le macchinette, aiutando i baristi e i gestori ad affrontare questo cambiamento. Ne abbiamo parlato con Maria Chiara Cefaloni, attivista del movimento Slotmob che ci ha spiegato come si può contrastare l’azzardo: “Il nostro movimento è composto da associazioni e persone singole”, dichiara Cefaloni, “e noi crediamo che si può andare a premiare con i soldi quelle persone che hanno deciso di non mettere l’azzardo nei propri bar o locali. Noi ci schieriamo contro qualsiasi tipo di azzardo, l’azzardo non è un gioco e che si devono premiare i veri giochi dei bar, come i biliardini o gli scacchi.

Concretamente, Slotmob organizza dei veri e propri mob, cioè dei raduni di persone che si ritrovano una mattina a fare un aperitivo o una colazione in quell’attività che non presenta l’azzardo al suo interno. Parliamo di 112 mob effettuati in tutta Italia, con la partecipazione di centinaia di persone a ogni manifestazione. L’attività poi verrà riconosciuta dalla cittadinanza come sguarnita di azzardo e quindi l’affluenza sarà costante. L’obiettivo finale di Slotmob è quello di mobilitare le persone, facendo capire che una vita senza azzardo è possibile e che chi non lo premia, come i bar senza macchinette, deve essere premiato a sua volta.

Noi premiamo chi non lucra sulla disperazione di altre persone”, continua l’attivista, “e il nostro obiettivo è creare una rete di persone che sconfiggano la solitudine di chi gioca costantemente e perde molti soldi, affidandosi poi all’usura e alle mafie che coprono molti territori, soprattutto al Sud”.

 

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