lunedì, Settembre 27

Quello che facciamo agli animali ci travolge Nessuno degli animali presenti sulla Terra raggiunge il nostro livello di sadismo e di spregiudicatezza, di violenza gratuita.

0

Prima di parlare della strage dei visoni in Danimarca, innescata da una mutazione del Covid-19 prodottasi in loro, che aveva già infettato alcune centinaia di cittadini, bisognerebbe parlare di chi ancora oggi non si fa mancare la pelliccia di questi animali, il cui triste destino si è compiuto quando sono finiti sotto il giogo dell’uomo, una creatura che si difende dalla sua spregevolezza resettando quotidianamente la memoria.

Per questo può ancora raccontarsi, pateticamente direi, che i campi di sterminio nazisti furono un incidente della storia o che il comportamento dei soldati australiani in Afghanistan, dove erano presenti come forza di pace, definiti nel rapporto degli inquirenti militari «assetati di sangue, dei veri pazzi», sia solo uno scherzo. Nessuno degli animali presenti sulla Terra raggiunge il nostro livello di sadismo e di spregiudicatezza, di violenza gratuita.

Non saprei quanto fondamento scientifico abbia la strage indiscriminata di quei poveri visoni, non sono in grado di dire se fosse sufficiente sopprimere solo i capi positivi, sta di fatto che quegli allevamenti intensivi, indegni di una specie che si vanta di avere una qualche parentela, addirittura immagine e somiglianza, con Dio, non avrebbero dovuto nemmeno esserci. Se quel Dio, a cui dicono di appartenere, si fosse permesso di esibire appena una briciola della nostra crudeltà, il senso religioso sarebbe sparito dal cuore degli uomini.

I visoni sono animali simpatici ma particolarmente sventurati, la loro disgrazia sta nel mantello, molto ricercato per indumenti che oggi si potrebbero tranquillamente realizzare artificialmente. Il prezzo di questo accanimento, sono le gabbie minuscole in cui trascorrono la loro breve vita, sviluppando presto il corrispettivo di gravi psicosi umane, comportamenti ossessivi ininterrotti che sfociano in gesti lesivi dei loro simili. Una mostruosità, un crimine senza giustificazione che non sia la stupidità degli uomini.

Penso che i 17 milioni di visoni uccisi in Danimarca alla fine siano stati assai più fortunati dei loro confratelli, essendosi risparmiati lunghi mesi di atrocità, di vita infernale che non merita di essere vissuta, neppure da un sasso.

Sono convinto che fino a quando non costringeremo chi compra pellicce di visone a trascorrere un paio di giorni in un allevamento, assistendo a tutte le fasi di lavorazione del loro indumento, guardando negli occhi esattamente gli animali donatori, non dei visoni in astratto, non ci sarà nessuna presa di coscienza, così come non ci sarà alcuna presa di coscienza se non possiamo, come una sorta di servizio di leva, qualche giorno all’anno nei mattatoi, a sentire le urla strazianti di chi ci nutre, non essendo nato per questo.

La distanza tra gli animali e gli uomini è la stessa che i nazisti interponevano tra di essi e gli ebrei, collocandoli nel girone di un’umanità minore e dunque nella disponibilità assoluta dei loro carnefici, che in quei momenti si illudevano di non uccidere persone ma scarti. La distanza sterilizza i sentimenti, esattamente come accade oggi grazie al contributo maligno degli strumenti digitali, che ci fanno delinquere senza provare alcuna compassione per gli oggetti della nostra crudeltà.

In questi giorni un sacerdote che stimo, memore delle nostre conversazioni, si è fatto vivo con un articolo che parla di una svolta che potrebbe essere un terremoto. Le autorità di Singapore, credo primo Paese al mondo, hanno approvato la vendita di carne prodotta in laboratorio, frutto di ricerche miliardarie che, spero, fruttino utili miliardari. Diversi soggetti in questi anni si sono dati da fare investendo in una ricerca meritoria, che possa metterci nelle condizioni di nutrirci senza vergognarci di noi stessi, ora siamo vicini a traguardi fino a ieri impensabili.

Agli uomini che pregano preferisco gli uomini che vegliano, pensando a come rendere più giusto il pianeta, e se su questi intendimenti ci guadagnano sopra, tanto meglio. Se sono tra quelli che pregano, significa che dalle loro preghiere scaturisce ciò che deve scaturire, non attese mistico consolatorie, come invitano a cercare disturbati mentali che usano mezzi di comunicazione di massa sporcando il nome di Maria, ma rivoluzioni nel nome dei diritti e della dignità delle creature che abitano il Pianeta.

Al mio amico sacerdote avevo risposto: Dio sarà grato a chi è stato capace di immaginare e realizzare tutto questo”, aprendo la strada a un mondo con tante sofferenze risparmiate. Se quel Dio ci fosse davvero, imprese del genere ai suoi occhi conterebbero infinitamente, mentre le tesserine con i bollini delle messe, magari riempite pure nella copertina, non gli farebbero grande effetto.

All’inizio del XXI secolo un terzo degli abitanti della Terra appartiene al cristianesimo, se solo una piccola parte di loro credessecomportandosi di conseguenzache l’ambiente e quanto contiene merita di essere protetto con amore e devozione, forse i ghiacciai sarebbe ancora al loro posto e gli animali sarebbero davvero nostri fratelli.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->