mercoledì, Dicembre 1

Quella meraviglia della Cassini Un bilancio di 300 orbite attorno a Saturno, dopo aver percorso poco meno di otto miliardi di km

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Un bilancio di 300 orbite attorno a Saturno, dopo aver percorso poco meno di otto miliardi di km per poi aver terminato la sua vita bruciandosi negli strati alti dell’atmosfera del pianeta. Non male, anzi assai bene per un manufatto umano che ha determinato le condizioni di temperatura, densità atmosferica e pressione a partire da 1.400 km di quota, confermando la tesi della super rotazione di Titano, ovvero il fatto che l’atmosfera del satellite saturnino si muove più velocemente della sua superficie. E inoltre i dati hanno accertato che in quota i venti soffiano nella stessa direzione della rotazione (venti progradi) e tendono a diminuire verso la zona dei piani.

Se appare accertato che il metano presente su Titano, una distesa oceanica, non provenga da microrganismi superficiali è ancora da stabilire se le fonti siano riserve liquide situate sotto una piattaforma ghiacciata del satellite, chiarendo forse anche alcune misteriose presenze organiche su Marte.

C’è poi un’altra peculiarità che va tenuta a mente perché sia la nostra Terra che Titano dovrebbero essere gli unici due corpi del nostro sistema ad avere un’atmosfera di azoto. Non è ancora chiara la genesi se non la supposizione di antiche collisioni meteoritiche che nel loro frangersi avrebbero attuato la produzione di ammoniaca dai ghiacciai ma alcune scoperte sono ancora tutte da verificare e i dettagli finirebbero con il distogliere l’attenzione dal messaggio focale e poi annoiarci.

Qualcuno infatti si domanderà a cosa serve questo bagaglio di informazioni. Noi siamo convinti che tutte le diversità riscontrate con la fisica dei venti terrestri è assai significativa per spiegare che la sostanza del creato non è scontata come si potrebbe immaginare a prima vista e non risponde a una legge che conosciamo fino in fondo. Quindi c’è molto da esplorare per scardinare delle conoscenze accumulate su antichi modelli per attualizzare le realtà alle nuove scoperte. Si tratta di un piano di lavoro immenso che servirà sicuramente a poter affrontare con maggiori consapevolezze tutte le novità del futuro, rispettando il passato ma non accettando nulla come verità indiscussa. Nuove frontiere della fisica dunque ma anche della matematica: una rivoluzione del post razionalismo che potrebbe portare ad impianti diversi di pensieri e atteggiamenti metodologici. Questa, prima di tutto sarà la risposta da dare a chi ancora si domanda a cosa mai possa servire l’esplorazione spaziale.

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