lunedì, Maggio 10

Quel sacchetto Mater-Bi che spiega il Paese I cretini, la grande stampa che ci mette del suo, l’insopportabile Matteo Renzi, la notizia minimale inserita nella filiera degli odiatori: ecco il Paese dei sacchetti

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Soltanto nel supermercato dove mi reco con più frequenza, l’uso dei sacchetti in Mater-Bi ci farà risparmiare in un anno 180 mila chilogrammi di plastica. Basta moltiplicare per le migliaia di supermercati sparsi nella Penisola per farsi un’idea del contributo che daremo all’ambiente.
Una persona normale di fronte ad una simile svolta si sente grata. Pensa alla natura, al mare, letteralmente soffocato dalla plastica, e ai suoi abitatori, all’intero pianeta, dove ci siamo anche noi e i nostri figli.
I cretini, invece, che in genere, ma non sempre, si nascondono dietro le tastiere eccitando gli animi altrui, sono già oltre. Pensano al sacchetto da 1 centesimo che in un anno potrebbe rovinare le finanze di una famiglia, la mia rischia di spendere 3 o 4 euro in 365 giorni, roba da mettere in pericolo la sopravvivenza. Ma non è vero neppure questo, giacché i sacchetti in Mater-Bi posso usarli per differenziare l’umido, e, dal momento che la dotazione comunale non basta, uso quelli in cui avevo messo la frutta e la verdura, invece di comprarne di nuovi, che costano quindici volte di più, basta attaccare l’etichetta vicino ai manici o nella parte superiore. Presto sarà superato anche tale fastidio, perché le catene saranno spinta a usare etichette biodegradabili, come fa già una grande azienda italiana.
Anche parte della grande stampa ci mette del suo, facendo da cassa di risonanza ai predetti galantuomini, a volte per ragioni politiche, amplificando deliri di ogni tipo, salvo poi lanciare strali contro fake news e post verità, dimenticando che spesso essa si comporta come i gregari che tirano la volata al campione.

Dunque, di fronte ad una svolta che si traduce in un regalo immenso all’ambiente nel quale siamo immersi, qualcuno sceglie di fare lo scemo, cosa che deve risultargli anche molto naturale, e convoca intorno a sé la grande stampa, tirando fuori una notizia minimale che, inserita nella filiera degli odiatori, si amplifica grazie alla risonanza mediatica, divenendo presto una cosa da prendere sul serio.

Il finale è che l’azienda italiana a cui dobbiamo la rivoluzione, e di cui dovremmo essere orgogliosi, non va considerata una benemerita. Ci mancherebbe che ci si metta a plaudire a un imprenditore che offre un notevole contributo al gravissimo problema dell’inquinamento, non se ne parla nemmeno. In fondo cosa volete che sia un’intuizione, un’idea, soprattutto se seguita da una certa quantità di investimenti nella ricerca, col rischio di rimanere solo coi debiti. Non dovrebbe interessarci neppure se nel settore della chimica verde, cui appartengono i polimeri compostabili, siamo leader mondiali. I cretini avrebbero fatto molto meglio se fossero stati al posto dell’imprenditrice, loro conoscono tutte le risposte sebbene quasi nessuno ponga loro le domande. Già, perché non tutti i cittadini sono così allocchi da prenderli sul serio.

La bomba, però, è nascosta da un’altra parte. La titolare della ditta cui dobbiamo il brevetto del Mater-Bi, il materiale che può salvarci dalla presenza mortale della plastica, è amica di Matteo Renzi! Eccolo spiegato il mistero dei sacchetti assassini. Essi sono impuri perché chi si è fatto venire il torto di immaginarli, inventali, produrli, è amica dell’antipatico segretario del Partito democratico.

Ora, i Lettori conoscono il mio pensiero sul personaggio, dunque sanno che lo trovo umanamente sgradevole e politicamente maldestro (a essere generosi), tuttavia penso che a spingere il Paese su una pericolosa china regressiva, non siano solo i cattivi politici ma anche coloro che confondono i cittadini, come molti intellettuali al tempo del berlusconismo spinto. Gli stessi politici, anche i peggiori, sarebbero impotenti se vi fossero intellettuali meno opportunisti, stampa neutrale e onesta nonché cretini compostabili, come i sacchetti di cui sopra.
Il rapporto di questi ultimi con la realtà è bambinesco, capriccioso e prevenuto. Scelgono un nemico e decidono di demolire tutto ciò che fa e dice, potrebbe camminare sulle acque, il giudizio non cambierebbe, salterebbe fuori che è amico del proprietario dello stabilimento balneare presso cui si trova lo specchio d’acqua attraversato.

Mi chiedo se è possibile che persino l’insopportabile Matteo Renzi sbagli sempre, la meccanica quantistica direbbe di no. Credo che anche lui, uno dei politici più controversi e inadatti apparsi sulla scena dalla Liberazione in qua, qualche volta ci prenda, non credo che riconoscerglielo costerebbe così tanto dolore.
Tuttavia, dai cretini possiamo sopportare questo e anche altro, a patto che la grande stampa non dia loro corda, creando la virtuosa liaison che prende corpo nel momento in cui essa rilancia delle stupidaggini, divenendo di fatto complice.

La politica dell’odio è figlia della civiltà dell’odio, a cui gli attori odierni della sinistra intera, dico Pd incluso, forniscono contributi impressionanti, che ti fanno capire come mai in passato i dissidenti finissero nei gulag o al cimitero. Se, da progressisti, si segue il dibattito a sinistra si rimane sgomenti. Tutti sembrano indifferenti al pericolo che stanno creando con le loro discussioni e i loro comportamenti, fanno finta di non sapere dove rischiano di spingere il Paese, condannando gli italiani a passare lustri sotto la guida di politici impreparati e, qualche volta, pericolosi.

Quando fascisti e faccendieri avranno prosciugato il Paese, torneranno gli individui fumosi e inconcludenti della sinistra, che ragionano col fegato e costano cifre impressionanti ai cittadini. Si isseranno orgogliosi sulle macerie e, indovinate, ricominceranno a litigare, mentre si prepara la prossima generazione di fascisti.

Geniale, solo la sinistra italiana può esserlo così tanto. La classe non è acqua.

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