mercoledì, Ottobre 27

Quel mattarello di Mattarella Che vorrebbe scaricare sulla testa dei suoi ricorrenti ‘ospiti’

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Passano allo ‘Studio alla Vetrata’ le delegazioni di Partiti e coalizioni. Passa Di Maio (Luigi). Passa Salvini (Matteo), con Silvio Berlusconi ormai momentaneamente soddisfatto e placato, sino al prossimo numero e con appresso la ‘quota nera’ di Giorgia Meloni, passano i poveri esponenti del Partito Democratico guidati da Maurizio Martina, e ripetono sempre lo stesso copione evidentemente aspettando che qualcun altro li tiri fuori dai guai in cui li ha cacciati il putto di Rignano sull’Arno, che ancora tanto incombe su di loro, terrorizzati dalle trame che sta tessendo dietro le loro spalle con il puttaniere di Arcore. Passano i Presidenti di Senato e Camera, passano un po’ di comprimari di Gruppi parlamentari che meno parlamentari hanno e più vanno lieti in massa alla scampagnata quirinalizia, che poi a casa e in paese li vedono e al ritorno di fine settimana sai che figurone. Passa il tempo, passa la voglia, passa la qualunque, e chissà che passa per la testa di Mattarella. Il Capo dello Stato, magnificamente inquadrato nella sua voglia di fuga dal più grande politologo italiano, Maurizio Crozza, oscilla tra le sue tante pulsioni che per ora riesce eroicamente a tenere sotto controllo.

Il buon Sergio gestisce le cose sempre con la sua straordinaria resilienza (e per quanto ci riguarda continuiamo a pensare e dire ‘Meno male che Sergio c’è’). E chissà se ogni tanto non gli prudono le mani, lui così duro e mite, magari ogni tanto vorrebbe essere non Mattarella ma mattarello, scaricandosi sulla testa di quei fanagottoni che gli passano davanti, questa volta almeno per un tempo molto ridotto che già è un bel guadagno, e vantaggio anche per il fegato. Così il metaforico ‘mattarello’ di Mattarella, il robusto e lungo cilindro di legno che le arzdore romagnole usavano (ed usano) per tirare la pasta e ricondurre a più miti consigli i mariti scavezzacollo, vorrebbe magari scaricarlo su quelle teste matte, e magari mettono giudizio,

Il concetto di ‘mattarello’, però, si può intendere pure in altro modo. Quel ‘mattarello’ riferendolo proprio alla persona di Sergio Mattarella, se si mettesse a fare un po’ il matto. Certo, immaginare il professore siciliano alzare i toni comportamentali andando sopra le righe può al massimo significare lo stupore che si metta una cravatta di colore un po’ più acceso. Però Mattarella, come ben sa chi lo ha seguito nel corso degli anni e delle sue attività non solo politiche, ha molte sfaccettature, e magari (e certamente) il ‘mattarello’ in quel senso non lo farà. Ma la pazienza non è più che la sta perdendo, l’ha proprio già persa da tempo. E dunque, attenti a ‘quel mattarello di Mattarella’, in entrambi i sensi appunto.  

E intanto che le delegazioni scorrono, i giornalisti scrivono, le mamme invecchiano, ti vien da chiederti cosa pensi quel corazziere che per ore e ore riesce a stare lì, immobile, fisso, imperscrutabile, tetragono ai richiami della prostata (almeno si spera) mentre tutto intorno a lui si agita e si rinnovano i passaggi sul gran palcoscenico di questo miserabile Circo Barnum.    

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