domenica, Maggio 9

Quel che resta della prima Repubblica La struttura portante del Paese non è mai mutata. Rotondi, Mastella: la resistenza e la resilienza di personaggi in arrivo da un altro tempo; nel Mezzogiorno, più che altrove, una generazione è sostanzialmente saltata

0

Una traccia sottile attraversa il dibattito tra le forze politiche al lavoro per ricomporre la crisi.
Nello scorso fine settimana, un telegiornale irpino dava la parola all’ex scudocrociato, oggi Forza Italia, Gianfranco Rotondi che si autodefiniva ‘consiglieredel primo ministro Giuseppe Conte. Rotondi arriva direttamente dalla prima Repubblica, della quale ha conservato vocabolario e toni da costante mediazione compromissoria.
Poco lontano dalla sua città, Avellino, arriva l’altro protagonista di questa settimana caotica. Clemente Mastella, sindaco di Benevento, resosi disponibile a costruire una nuova maggioranza di uomini e donne responsabili, al servizio degli italiani e della stabilità della Repubblica. Il suo lavorìo si è arenato sul più arrembante giovanilismo di Carlo Calenda, che rispetto al primo cittadino beneventano è di qualche generazione politica dopo.

Al di là dell’esito della faccenda, con Mastella che ha ritirato la disponibilità a impegnarsi per salvare l’esecutivo, ci sono due elementi da considerare. Il primo è la resistenza e la resilienza di personaggi in arrivo da un altro tempo. Se proviamo solo a paragonare il ciclo politico vitale di un Mastella o di un Rotondi a quello di ungiovane turcoqualsiasi, emerso ai tempi di Italia Bene Comune, vediamo che mentre questi si sono per lo più eclissati, i due sempreverdi e gattopardeschi esponenti della Dc che fu mantengono ruoli politici da decenni. E lo fanno in virtù di un metodo che è l’unico rivelatosi capace di resistere a tutte le stagioni repubblicane. Ricordandoci che, di fatto, la struttura portante del Paese non è mai mutata. Altrimenti non si spiegherebbe il perché Regione Veneto e Emilia-Romagna hanno concordato di richiedere due milioni del Recovery Fund per un’opera, la Orte-Mestre, che la Commissione Ue non ha mai considerato prioritaria. L’Unione Europea ci chiede di cambiare, di rinnovarci e noi rispolveriamo il cappotto della nonna. Dato indicativo di come il sistema in realtà funzioni.

L’altro elemento, invece, è un indicatore geografico. A venire in soccorso del premier, pugliese di postura dorotea così come tiene ogni volta a ricordare Massimo Giannini, sono stati due uomini del Sud. Della Campania interna dove, per esempio, Ciriaco De Mita continua a vestire la fascia di sindaco a 92 anni. Se si guarda alla composizione dell’attuale rappresentanza parlamentare di Irpinia e Sannio, salta all’occhio il profilo anagrafico degli eletti di centro-destra e centro-sinistra: Cosimo Sibilia, Umberto Del Basso De Caro, Sandra Lonardo. Fanno eccezione i Cinque Stelle, ma non possono definirsi sprovveduti viste le loro storie personali e familiari. Sono invece spariti dall’orizzonte ‘giovani’ deputati del Pd come Valentina Paris e Luigi Famiglietti.

Malgrado, quindi, la tanto invocata rottamazione e il susseguirsi senza soluzioni di continuità di riforme persvecchiareil Paese, questo continua a essere dominato da una sostanziale continuità. Il che da un lato chiama in causa la capacità di quanti sono arrivati ‘dopo’ di mantenere la scena. Dall’altro, però, pone il tema di un Mezzogiorno dove, più che altrove in Italia, una generazione è sostanzialmente saltata.
Per questo solo un osservatore di passaggio può sorprendersi del ritorno di Clemente Mastella. Lui non se ne è mai andato. Come non se ne era mai andato Matteo Renzi. E con loro tutto quel che resta della prima Repubblica.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->