giovedì, Dicembre 2

Quei numeri strani del Movimento 5 Stelle Le elezioni via internet non hanno mai superato i 50.000 voti; 50.000 votanti andavano a scegliere i rappresentanti del movimento

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Quando fece la sua comparsa, il Movimento 5 Stelle ripeteva sino alla nausea di essere una formazione politica diversa da ogni altra formazione politica. La prima differenza veniva dalla scelta del reclutamento: internet. Lì i candidati si presentavano e lì i simpatizzanti li votavano. Le elezioni via internet non hanno mai superato i 50.000 voti; 50.000 votanti andavano a scegliere i rappresentanti del movimento. Con 60, 65 voti, si diventava senatore o onorevole….Questi i numeri della democrazia diretta, quella formula messa a punto da Rousseau che Casaleggio ha voluto omaggiare chiamando col nome del filosofo svizzero la sua piattaforma elettorale, politica, ideologica, ecc. ecc. Casaleggio chiama Rousseau il suo giocattolino, che però avrebbe fatto venire l’orticaria a Rousseau, quello vero: la democrazia diretta non trascurava la legge dei numeri, miseramente compromessa in quella piattaforma che è piuttosto una slot machine: chi ci entra paga.

Ma gli ingressi degli utenti della rete 5 Stelle non sono sufficienti; sarà per questo che i senatori e gli onorevoli dei 5 Stelle pagano Casaleggio con un prelievo dal proprio stipendio parlamentare la manutenzione della piattaforma, che dev’essere proprio una schifezza se ogni mese ha bisogno di 1.000 euro da ogni parlamentare dei 5 Stelle per essere manutenzionata….

Ma non finiva qui: dichiaravano i capataz dei 5 Stelle, di essere diversi anche nella gestione del potere. Loro ragionavano secondo il luogo comune noto come “specchietto per le allodole”: un vale uno, salvo il fatto che due soli comandano tutti quelli che sono uno, Casaleggio il Veggente e Grillo il Circense, quello che ora dalla rete del suo improbabile circo lancia proclami sulla fine della democrazia, la fine dell’euro, e quell’altro azionario del circo, Casaleggio, che parla sulla fine del Parlamento….

Si, diversi lo sono: non si era mai visto prima in nessuna formazione politica che i vertici dicessero della scemenze così assolute, le stesse scemenze che entrano in pista quando si occupano della gestione del potere, affatto nuova. Come le nomine RAI confermano. Se qualcosa di nuovo i 5 Stelle volevano fare in merito alle nomine dei vertici RAI, luogo che riassume le nomine del potere, avrebbero dovuto fare l’unica cosa che avrebbe incarnato tale novità: dare mandato a un comitato di probiviri la nomina dei vertici. Farlo fare, insomma, da chi non è un partito, perché da sempre i partiti nominano i vertici RAI. E quel sempre lo ha continuato il duopolio Casaleggio-Grillo, con la diretta partecipazione del campione della democrazia, Salvini, l’alleato di minoranza elettorale che sembra in realtà quello della maggioranza per come ordina l’agenda di Governo.

Un’agenda che adesso sta mettendo in crisi i 5 Stelle. Perché adesso devono iniziare a realizzare quello per cui sono stati votati. E hanno iniziato con il decreto dignità e proseguito con la questione TAV. Allora, vedremo in opera una cosa molto semplice: si possono fare le due cose? Cominciamo con la TAV: la multa per l’interruzione dei lavori darà una bella legnata alla disponibilità per pagare l’assegno di cittadinanza. E non solo: possibile che Di Maio si arrabatti per togliere i vitalizi ma poi espone l’Italia a una multa venti volte superiore al taglio dei vitalizi? E poi: il paesaggio lascerà sul luogo qualcosa di mostruoso: enormi, immensi, piloni che sorreggono una strada che va finire nel vuoto. Con l’ineffabile comica: possibile che si blocchi la costruzione di una galleria che nessuno vede, mentre tutti vedranno le colonne d’Ercole del nulla? Sarà uno degli effetti della piattaforma Rousseau…

Ma Casaleggio il Veggente e Grillo il Circense sono uomini astuti, sono uomini di mondo. Hanno già messo in conto che le loro mirabolanti promesse, vere e propri programmi post-politici della post-super-modernità, non saranno accolti dai partiti ancora seduti al di qua del futuro. Quegli uomini vecchi diranno no alle loro fantascientifiche proiezioni e loro, i 5 Stelle, potranno dire ai loro 50.000 elettori “visto? Il potere e i poteri forti ci hanno bocciato il rinnovamento”, formuletta utile per ridare fiato ai loro elettori.

Numeri strani quelli dei 5 Stelle, numeri che, nel mentre predicono scenari post-ultra modernità, attivano un dispositivo della premodernità che consiste negli aiuti di Stato, com’è il reddito di cittadinanza. Insomma, i numeri saranno pure parole cifrate, come diceva il Divino Pitagora, ma i numeri dei 5 Stelle non hanno bisogno di nessuna mistica per essere decodificati. E se tutti quei numeri non fossero in verità altro che la più gigantesca presa in giro, che ha funzionato perché avevano messo in conto, Casaleggio e Grillo la buona fede della maggioranza, buona fede che gli impedisce di vedere direttamente in azione il truffatore?

I numeri non finiscono qua. La misteriosa legge che li governa secondo la piattaforma Rousseau non ha ancora fatto capire agli ignoranti e terrestri umani come sia stato possibile che un consenso sul web pari a 50.000 voti si sia trasformato in un consenso pari a 10.700.000 voti reali, tanti ne hanno presi i 5 Stelle nelle elezioni politiche del 2018. Come, soprattutto, sia stato possibile che le regioni del Sud italiano, che in Europa vantano il triste primato del minor numero europeo di accessi alla rete, abbia poi nella realtà la grande riserva dei voti, una riserva che in altri momenti aveva fatto la fortuna della Democrazia Cristiana poi di Forza Italia, e anche la sfortuna di qualche loro politico finito in carcere per tratta dei voti o per regolamento di conti….

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