mercoledì, Dicembre 8

Quattro protagonisti ‘per un partito democratico’: Gloria Lisi. La rivoluzione gentile Candidata 'in proprio' al Comune di Rimini, non ce la fa ma rilancia

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RITRATTI
Parte I
Quattro protagonisti per un partito democratico
1. Enrico Letta. La forza tranquilla / martedì 19 ottobre 2021
2. Roberto Gualtieri. Il ‘faticone’ al potere / mercoledì 20 ottobre 2021
3. Sabrina Alfonsi. Il patto di comunità / giovedì 21 ottobre 2021
4. Gloria Lisi. La rivoluzione gentile / venerdì 22 ottobre 2021

L’Italia ha bisogno di un partito democratico. Anzi più di uno‘. È lo slogan con cui un autorevole gruppo di giuristi, in particolar modo costituzionalisti e studiosi di diritto pubblico, esperti del settore e membri delle istituzioni, politici e cittadini appassionati hanno dato vita ad un articolato percorso. Che porterà ad inizio del nuovo anno, subito prima o subito dopo la riunione delle Camere per l’elezione del nuovo Capo dello Stato, ad un importante Incontro. In cui porre punti fermi e lanciare precise proposte in ordine alle modalità con cui un Partito, o qualunque altra forza politica aggregante, possa favorire realmente la partecipazione interna e la riproposizione pubblica. Un ‘partito democratico‘ inteso con le iniziali minuscole, come ogni soggetto politico dovrebbe a suo modo essereIn questa ottica abbiamo tracciato questi quattro Ritratti, a partire dall’esito delle recentissime amministrative. Iniziando dall’ambito del centrosinistra in senso lato per allargare poi lo sguardo e la narrazione a trecentosessanta gradi, a soggetti d’ogni genere e posizionamento che possono essere reali protagonisti di un’evoluzione verso partiti realmente democratici. Concludiamo questa Prima parte con Gloria Lisi e la sua ‘Rivoluzione gentile‘. Proveniente dal mondo cattolico, dal 2011 e per due legislature è stata cruciale per il Comune di Rimini, assessore con particolarissimo occhio al sociale. Protezione sociale, Politiche abitative, Scuola, Immigrazione, Politiche socio-sanitarie. E, cosa niente affatto secondaria, vicesindaco di Andrea Gnassi. Frizioni sul finsle A primavera la rottura definitiva: si mette in proprio in nome del lavoro positivo fatto e all’insegna della sua ‘Rivoluzione gentile’. Poi…

Gloria Lisi ha perso. La scommessa della sua ‘Rivoluzione gentile‘, appoggiata da liste civiche e dal Movimento Cinque Stelle ha ottenuto la fiducia di quasi il dieci per cento dei riminesi. Lontana dal ballottaggio, vicina a capitalizzare ed impostare un nuovo modo di fare politica, allo stesso tempo pragmatico e attento alle persone.

Ai 5.835 che l’hanno votata proporrà un percorso di costruzione, agli altri di dialogo e condivisione. Rimini ne ha immediato bisogno, dice. “È necessario in primo luogo operare con più radicalità nel sociale” dice la Lisi a L’Indro. “Perciò la mia esperienza sul e per il territorio è ora al servizio dei riminesi. E, in prospettiva ma a breve, dell’intero Riminese. Per far partire subito un progetto innovativo” aggiunge. “Mi ero candidata perché volevo che per Rimini decidessero davvero i riminesi. Perché nei trascorsi 10 anni da vicesindaca ho acquisito competenze adatte a governare la città al meglio. Non ce l’abbiamo fatta, ma quelle fondamenta daranno frutto. Perché non sono assoggettata a nessun obbligo: nessuna logica di partito guiderà mai le mie scelte. L’unica logica che lo farà è, e sarà sempre, il bene della mia Rimini, dei cittadini riminesi“.

La mia attività politica sarà sempre più quella di una persona sempre libera ed autonoma che sa ascoltare, osservare e prendere decisioni per il bene delle persone. Queste saranno al centro del nostro progetto politico. Non alla guida del Comune, certo, ma con grande capacità di incidere comunque“.

E la Lisi va… Per il futuro del Comune di Rimini. Per il Riminese. E magari non solo.

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