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Quattro protagonisti ‘per un partito democratico’: Enrico Letta. La forza tranquilla Dopo aver sciacquato i panni in Senna...

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‘L’Italia ha bisogno di un partito democratico. Anzi più di uno’. È lo slogan con cui un autorevole gruppo di giuristi, in particolar modo costituzionalisti e studiosi di diritto pubblico, esperti del settore e membri delle istituzioni, politici e cittadini appassionati hanno dato vita ad un articolato percorso. Che porterà ad inizio del nuovo anno, subito prima o subito dopo la riunione delle Camere per l’elezione del nuovo Capo dello Stato, ad un importante Incontro. In cui porre punti fermi e lanciare precise proposte in ordine alle modalità con cui un Partito, o qualunque altra forza politica aggregante, possa favorire realmente la partecipazione interna e la riproposizione pubblica. Un ‘partito democratico’ inteso con le iniziali minuscole, come ogni soggetto politico dovrebbe a suo modo essere.
In questa ottica iniziamo con una serie di Ritratti, a partire dall’esito delle recentissime amministrative. E dall’ambito del Partito Democratico, con le maiuscole, e dintorni. Per allargare poi lo sguardo e la narrazione a trecentosessanta gradi, a soggetti d’ogni genere e posizionamento che possono essere reali protagonisti di un’evoluzione verso partiti realmente democratici.

RITRATTI – Parte I
Quattro protagonisti per un partito democratico
1 Enrico Letta. La forza tranquilla / martedì 19 ottobre 2021
2 Roberto Gualtieri. Il ‘faticone’ al potere / mercoledì 20 ottobre 2021
3 Sabrina Alfonsi. Il patto di comunità / giovedì 21 ottobre 2021
4 Gloria Lisi. La rivoluzione gentile / venerdì 22 ottobre 2021

Con Enrico Letta, specie considerando l’esito quasi travolgente di queste amministrative, ci si può permettere di essere icastici. Esercitando in sommo grado il divino dono della sintesi.
Dopo aver consegnato a fine febbraio 2014 la campanella da Presidente del Consiglio nelle mani del traditore rignanese, esprimendo con l’espressione del volto quanto la sua signorilità gli impediva di profferire, ha fatto la scelta assolutamente atipica, specie per la politica italiana, di non restare lì a guatare un pezzetto di potere e visibilità. Andando invece a dirigere uno dei più importanti istituti universitari francesi. E così per anni ha sciacquato i panni in Senna. Lì il suo autocontrollo innato si deve essere nutrito dell’animus mitterrandiano, sintetizzandosi infine in quella ‘forza tranquilla’ con cui ha gestito questi mesi alla guida del Partito Democratico e queste settimane al coordinamento della coalizione di centrosinistra. Allargata di fatto quasi ovunque al nuovo Movimento Cinque Stelle – Movimento 2050 guidato da Giuseppe Conte.
Contro la gran parte delle previsioni ha avuto ragione lui. La ‘forza tranquilla’ ha prevalso su tutto quel ‘radicalmente altro’ cui siamo purtroppo abituati. Per ora sembra proprio l’ora dell”ospite inatteso’ e della sua forza tranquilla.
In Italia, roba da non crederci.

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