venerdì, Aprile 16

Quanto investire sulla leadership asiatica? field_506ffb1d3dbe2

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La leadership femminile è premiata soprattutto nei mercati emergenti. E’ questo il risultato di un’indagine condotta da Grant Thornton che ha analizzato nel suo ultimo International Business Report quali siano gli stili di leadership prevalente e quali sono le principali differenze tra paese e paese.

In particolare i risultati evidenziano un forte divario a livello regionale per quanto riguarda gli stili di leadership adottati: da una parte vi sono i paesi che nella ricerca vengono definiti “modernisti”, principalmente localizzati in Asia-Pacifico e America Latina (Brasile, Filippine, Tailandia e Vietnam in testa), in cui i business leader sono più aperti al coaching e valorizzano la creatività e l’intuito; dall’altro i cosiddetti “tradizionalisti” si trovano perlopiù in Europa (guidano la classifica Francia, Germania, Spagna e Regno Unito) e si caratterizzano per la minor importanza attribuita alla creatività e all’intuito e la minor propensione ad avvalersi di un coach.

Ma quali sono le caratteristiche che dovrebbe avere un leader? Integrità, atteggiamento positivo e buone doti di comunicazione sono considerate le caratteristiche principali alle quali poi se ne possono aggiungere altre come la creatività e l’intuito. Queste ultime in alcuni paesi sono ritenute di maggior valore rispetto ad altri, tanto che lo studio distingue tra paesi “modernisti” e “tradizionalisti” a seconda dell’importanza che attribuiscono a questi valori.

La differenza anche nello stile di leadership riflette da vicino anche il ruolo che le donne ricoprono all’interno di queste aree geografiche. Nei paesi dell’area “modernista” (Brasile, Filippine, Tailandia e Vietnam in testa) la percentuale di donne a capo delle aziende o comunque in posizioni senior è maggiore rispetto alle aree “tradizionaliste” (Francia, Germania, Spagna e Regno Unito) .

A livello globale, infatti, le percentuali più elevate di donne in posizioni di leadership si registrano nel Sud-Est Asiatico (32%), in Asia-Pacifico (29%) e nei BRIC (28%), mentre soltanto il 21% delle posizioni senior nel G7 sono occupati da donne e il 22% nell’eurozona. Ancora, la presenza di donne nei CdA è pari al 26% nei BRIC, mentre si ferma al 16% nel G7, con una media mondiale del 19%.

Per quanto riguarda l’Italia, a sorpresa, la presenza di donne in posizioni senior (non soltanto nei CdA) è leggermente più elevata rispetto agli altri paesi più “tradizionalisti”, al 30%. L’incremento che si è avuto negli ultimi anni (14% nel 2007) è avvenuto grazie anche all’introduzione nel 2011 della legge “Golfo-Mosca”, che ha previsto l’introduzione dell’equilibrio di genere nella composizione degli organi di amministrazione e di controllo delle società quotate e a partecipazione pubblica. Ma la strada è ancora in salita.

Nel commentare la situazione globale Francesca Lagerberg, global leader in Grant Thornton, ha dichiarato:i business leader in Asia e America Latina hanno avuto modo di osservare come si sono evoluti gli stili di gestione in occidente. La ricerca dimostra tuttavia che piuttosto che copiare e sostituire semplicemente le tecniche di management, i leader di tali paesi le stanno fondendo con le loro prassi culturali e manageriali, adottando di fatto una ‘terza via’. Dal momento che le imprese con le più alte percentuali di donne in posizioni di senior management si trovano perlopiù in questi paesi, la domanda è se tutto ciò li mette in una posizione di vantaggio nella corsa globale alla crescita.

(tratto dal canale ‘Youtube’ di ‘Bloomerberg’)

 

 

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