sabato, Settembre 18

Quando un leader terrorista trova la morte field_506ffb1d3dbe2

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Bangkok – La mente tristemente famosa del sequestro di persona, operativa in sede transnazionale, Apo Kahumbo, è stato colpito dalle Forze di Sicurezza delle Filippine entro 72 ore dal suo arresto in ciò che si sospetta possa essere stata una operazione sottotraccia per prevenire il suo eventuale rilascio. L’uomo quarantaquattrenne è stato ucciso in occasione di un suo tentativo di fuggire durante il tragitto svoltosi sotto pesante scorta in direzione della Corte di Giustizia a Bongao, la Capitale amministrativa delle Isole Tawi Tawi, nelle Filippine Meridionali. Il Capo della Polizia di Tawi Tawi, il Colonnello Joey Salido ha confermato nella giornata di ieri che Mobin Sahibudin Hailil alias Apo Kahumbo è stato ucciso dalle Forze di Polizia filippine nella giornata di venerdì scorso. E’ giunta anche conferma di una indagine che sarà condotta sulle strane circostanze nelle quali è avvenuta l’uccisione di Kahumbo, il quale era stato arrestato per possesso illegale di una Colt 45 ritrovata con sei proiettili ed una granata MK2 ad un checkpoint mobile nel villaggio Sanga Sanga nella Provincia di Tawi Tawi  nella giornata di Martedì scorso.

Si tratta di circostanze sospette ed è molto difficile che la pura verità intorno ad esse sarà mai dipanata al di fuori della coltre dell’ufficialità e del linguaggio dei media, pilotato dai servizi di intelligence e di sicurezza nazionale.

C’è anche chi mette in guardia dal festeggiare con troppa facilità per un successo ritenuto di portata militare o frutto di azione di intelligence verso gruppi terroristici di caratura internazionale. Secondo l’accademico e lettore presso l’Università di Stato del Mindanao, Octavio Dinampo, la morte di un esponente chiave di un leader terrorista del gruppo affiliato ad Abu Sayyaf  nelle Filippine Meridionali, può essere considerato solo come un temporaneo successo condotto tra le file degli esperti dei sequestri di persona, secondo l’accademico –infatti- presto un altro leader altrettanto pericoloso nel settore dei sequestri prenderà il suo posto. «Solitamente si sceglie la persona appena sotto di un gradino nella gerarchia interna al Gruppo Abu Sayyaf» ha affermato il professore, il quale poi ha aggiunto che i miliziani molto probabilmente staranno già pianificando una qualche forma di vendetta nei confronti della Polizia per la morte di Kahumbo. «E’ facile immaginare che tenteranno di attuare una operazione come un sequestro con relativa uccisione di un poliziotto», ha chiosato Dinampo il quale è stato oggetto di un sequestro da parte di uomini armati e da allora ha sempre condotto studi nel settore della rete dei sequestratori.

Secondo il professore, il Gruppo Abu Sayyaf si prenderà ora cura delle mogli e dei bambini dei principali leader allo stesso livello di Kahumbo.

«Quando vengono reclutati, tengono già in conto del fatto di essere morti. Per questo motivo essi spiegheranno alle proprie mogli le pratiche chiamate tahakkim nel caso di un loro decesso, per le quali potranno diventare mogli di leader similari del gruppo. Quei leader le sposeranno ed adotteranno i loro figli come se fossero propri. In questo modo si strutturano più come una famiglia che un gruppo di miliziani», ha spiegato l’accademico.

 

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