domenica, Giugno 13

Quando l’estate era “Estate” I mitici anni 60 e 70 in spiaggia

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estate spiaggia

Con fucile pinne ed occhiali’ cantava il brano in voga nel 1962 di Eduardo Vianello mentre si caricavano le 500 nuove di zecca che il boom economico ne aveva consentito l’acquisto. Tutta la famiglia stipata in macchina per raggiungere la località balneare, la meta ambita per sfuggire al caldo cittadino. Le città si svuotavano, come descritto in film come Il Soprasso, dove in un giorno di ferragosto lo spavaldo Vittorio Gassman incontra lo studente Jean-Louis Trintignant, coinvolgendolo nella sua sfrenata corsa per un posto al sole.

‘Sapore di sale, sapore di mare’ era quello cui tutti vantavano il diritto di godere, dopo un anno di lavoro in fabbrica o negli uffici di una giovane repubblica. La ragazze della generazione successiva alla grande guerra avevano l’aria della salute, dalle linee curve con gambe tornite e seni pieni di gioventù. Il costume si chiamava ‘Bikini’ importato dagli States insieme alla letteratura dai toni audaci come  ‘Lolita’ di Vladimir  Nabokov germe della malizia che iniziava a far constatare alle donne il potere di seduzione sugli uomini.

Al mare la cabina era d’obbligo, in quanto necessaria per liberarsi dai vestiti cittadini e rifiorire alla vita da spiaggia. Cabine, il sogno erotico dei piccoli e dei grandi, le cui fessure del legname consentivano fugaci sguardi indiscreti. Le passerelle dalle cabine alla spiaggia diventavano veri e propri red-carpet per le giovani in bella mostra, con grande soddisfazione dei giovani ‘bulli’ in crisi ormonale perenne.

L’ombrellone era la succursale del salotto buono di casa, dove si svolgeva la vita sociale con inviti e scambi di cortesie, dai quali mamme attente misuravano il tempo di permanenza in acqua dei bambini soprattutto dopo il lauto pasto. Il pasto avveniva nello spazio antistante la cabina, con tanto di tavolo, seggiole, tovaglia a quadretti rossi, piatti, bicchieri di vetro, nulla poteva mancare per un pasto decente, che comprendeva un primo, la cotoletta fritta a casa ed anguria d’ordinanza.

Questo il quadro di una tipica domenica estiva, in quanto durante la settimana i personaggi variavano con i mariti lavoratori che rimanevano in città accuditi dalle mogli, mentre i nonni portavano al mare i nipotini. Dall’America era stata acquisito l’uso delle bevande gassate, dove la Coca Cola rappresentava più uno status che una bevanda, insieme alle più italiche gassosa, chinotto, orzata,cedrata e spuma. Era l’epoca dei gonfiabili, delle prime ciambelle e della Mucca Carolina, il gadget più desiderato frutto della industrializzazione dei prodotti alimentari e pubblicizzato in televisione, quella a valvole, enorme ed in bianco e nero.

Le estati erano piene di vita sia di giorno sulla spiaggia che la sera durante la passeggiata sul litorale dove i locali le Rotonde sul mare avevano lo spazio per ballare ed il palchetto per gli ospiti musicali, che caratterizzavano le notti di quelle estati fresche e piene di stelle.

Era il tempo del ballo della mattonella, dove nelle orecchie di milioni di donne venivano sussurrate frasi il cui scopo era una conoscenza più approfondita , dove si poteva reagire con uno schiaffo nel caso in cui le avances fossero state troppo esplicite e non gradite. Era il tempo degli schiaffi in nome della decenza, come quelli di un famoso ministro divenuto presidente della Repubblica Italiana Oscar Luigi Scalfaro, che nel 1960 diede vita al caso del prendisole dove inveì contro una signora che si era tolta il bolerino al ristorante a causa del gran caldo, signora perbene proveniente da una famiglia con padre e marito ufficiali dell’Areonautica, ma la stampa riportò l’episodio colorandolo con lo schiaffo che invece non ci fu.

Erano le estati degli occhiali dalla forma felina, dei pantaloni al ginocchio, delle camicette annodate in vita, dei foulard annodati come le attrici del cinema mentre si ascoltava il jukebox  sorseggiando la bibita con la cannuccia. I ragazzi sognavano l’incontro con le teutoniche tedesche dai capelli biondi e gli occhi azzurri, che iniziavano da maggio ad affollare i campeggi, non pochi matrimoni hanno avuto il primo approccio sulle spiagge italiane. Spesso prima di raggiungere la località balneare e la famiglia, gli intrepidi ragazzi visitavano qualche capitale europea a bordo della loro Lambretta o della 500, raccontandone poi le avventure sotto l’ombrellone o al bar di ritrovo pomeridiano.

Se gli anni ’60 sono stati la riscoperta del bene comune come quello delle vacanze, del fiorire di gioventù, vita ed economia, quello del successivo decennio ovvero degli anni ’70 iniziò all’insegna della consapevolezza della propria sessualità, sulla scia dei grandi movimenti studenteschi e della liberalizzazione del corpo. Il cinema era nel periodo sexy ed erotico, dove le protagoniste femminili avevano sempre un aggettivo accanto al nome ‘Giovanna coscialunga’ oppure ‘Ubalda tutta calda’, con il proliferare di liceali senza ritegno, con Gloria Guida, Edvige Fenech e Laura Antonelli che rappresentavano l’incarnazione del desiderio sessuale maschile. 

Più di tutti il film scandalo ‘Ultimo tango a Parigi’, con il grande Marlon Brando ed una giovanissima Maria Shneider, caratterizzò l’episodicità di un incontro intimo, senza  l’impegno di voler costruire una relazione. Era la fine dell’ingenuità e l’inizio di una implosione in sé stessi le cui barriere erano saldamente fortificate dalle droghe in primis dall’eroina, il cui uso fu importato dagli States amplificato con la guerra del Vietnam. Il libro che descriveva la strada che porta all’eroina fu ‘Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino’ tratto da una serie di interviste che i giornalisti del settimanale ‘SternKai Hermann e Horst Rieck sostennero con Christiane Vera Felscherinow accusata di spaccio e detenzione di droga.

Le estati erano piovose ed il costume si chiamava Tanga sempre più succinto surclassato dal Topless, cioè con il seno nudo, con il proliferare di spiagge per nudisti nel nome di una libertà più esibita che consapevole. Sulle spiagge i campeggiatori liberi occupavano con le loro tende gli spazi delle famiglie, che si riversavano nei lidi privati. La sera era illuminata dai falò sulla spiaggia, riempita dalle note delle canzoni accompagnate con le chitarre e delle canne che rallegravano le notti di stelle psichedeliche. Negli anni Settanta le auto cambiarono divenendo sempre più veloci e sportive, cambiò anche il clima culturale con estremismi politici sempre più violenti e l’inizio degli anni bui con intrighi ed attentati.

Al mare le famiglie iniziarono a perdere componenti, le partenze divennero sempre più affollate, caratterizzate dalle lunghe code di una Autostrada del Sole che arriva fino alla punta dello stivale. La cabina serviva per il cambio costume prima del ritorno, in quanto si arrivava in spiaggia e ci si spogliava dal copricostume davanti a tutti, senza inibizioni di sorta.

Erano gli anni dei pantaloni a zampa d’elefante, dei pantaloni palazzo alti in vita che scendevano fino alle scarpe coprendole del tutto, delle camicie alla coreana, degli zatteroni e dei colori accesi, come il rosa shocking ovvero il color fucsia il precursore dei colori fluò.

Al mare si ascoltavano le canzoni e le dediche dalle mille radio private sorte in ogni quartiere delle città, mentre al pomeriggio c’erano le feste aperte a tutti, senza bisogno di invito solo attraverso il passaparola in spiaggia, con i balli diventano sempre più frenetici con musiche febbrili da discoteca. Di moda quello con il battito delle anche l’uno con l’altro e dei lenti che si alternavano alle canzoni veloci per poter scambiare due parole delle quali le prime erano sempre: ‘Balli davvero bene’ per poi continuare in una conoscenza davanti alla bibita d’ordinanza Rhum e Coca.

Erano le serate dei palchi montati nelle piazze dei paesi dove si esibivano artisti noti e meno noti, dove le sagre richiamavano turisti e curiosi. I tormentoni di Umberto Tozzi come ‘Ti Amo’  o  ‘Gloria’ trovavano ampio gradimento, mentre coloro che avevano una connotazione politica più impegnata preferivano i brani di De Andrè, Guccini, De Gregori. In aumento gli amanti dei gruppi stranieri come Pink Floyd, Jethro Tull, Genesis ed un primo Bob Marley con sigarette accluse.

Le mete europee preferite dai ragazzi per i viaggi erano Amsterdam e la Spagna, la prima per il Vondelpark rifugio di hippy e della libertà in tutti i sensi, mentre la seconda era molto economica pertanto accessibile alle magre finanze degli studenti. Essi furono i promotori di una presa di coscienza politica sempre più forte che vide coinvolti anche le classi operaie che con i primi scioperi reclamavano i diritti per un lavoro più equo e duraturo. La politica coinvolgeva anche le ragazze, nascevano le pelosette appartenenti allo schieramento politico di sinistra, con abbigliamento disadorno composto da jeans ed espadrillas che preferivano il campeggio con gli amici alle vacanze con la famiglia. Mentre i figli portavano avanti un discorso politico i genitori si godevano le vacanze estive ascoltando ‘Una rotonda sul mare’ di Fred Buongusto oppure ‘Champagne’ di Peppino di Capri .

 

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