mercoledì, dicembre 19

Quando le Olimpiadi sono un cattivo investimento In nessun caso, lo dicono i dati, si è riusciti a rispettare i preventivi. E in Corea del Sud già tremano

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Sicuramente ci sono molte ottime ragioni per organizzare le Olimpiadi, ma tra queste non c’è il ritorno economico. A dirlo sono diversi studi. Ad esempio a Los Angeles, nel 1984, l’Olimpiade riuscì a incassare più di quanto si era speso e finire i conti in attivo. Ma diverse edizioni hanno creato vere e proprie voragini nei bilanci, vedi l’ultima in Brasile, a Rio, nel 2016.

In nessun caso, lo dicono i dati, si è riusciti a rispettare i preventivi per la costruzione delle infrastrutture necessarie, sportive e non: lo sforamento medio è del 179% in termini reali, ma a Montreal (1976) e Sarajevo (1982) si spese più di dieci volte il previsto. Sotto questo punto di vista, l’edizione migliore è stata Pechino 2008, che superò il budget appena del 4%: ma questa è stata l’Olimpiade estiva di gran lunga più costosa di sempre, 45 miliardi di dollari, battuta solo dall’edizione invernale di Sochi 2014, costata alla Russia la folle cifra di 51 miliardi. E a Sochi lo sforamento rispetto a quanto preventivato è stato del 289%.

Pochi gli esempi positivi. Perché in molti casi i ‘ritorni’ per i luoghi che ospitano le Olimpiadi arrivano con una decina di anni di ritardo. Secondo Robert A. Bale e Victor A. Madeson, autori dello studio ‘Going for the gold, the economics of the olympics‘, l’unica edizione considerata universalmente un successo dal punto di vista economico è stata quella di Barcellona 1992: grazie a un piano di riorganizzazione urbana, l’Olimpiade ha cambiato il volto della città e l’ha fatta conoscere al mondo, moltiplicando le presenze turistiche. Impatto comunque positivo, ma non certo a quei livelli, per Torino (2006) e Atalanta (1996).

In realtà è quasi sempre un disastro per le strutture sportive. Si cerca di riutilizzarle, si mostrano piani ottimistici, ma alla fine, ad un anno dall’evento, restano cattedrali nel deserto, lasciate al proprio destino. Insomma uno spreco.

E in Corea del Sud, che si appresta fra meno di un mese ad ospitare le Olimpiadi invernali, la paura è alta. Non solo perché le tensioni con i vicini hanno portato ad un drastico calo delle vendite dei biglietti e ad ancor più deprimenti risultati dal punto di vista turistico. Si teme soprattutto che le nuove infrastrutture facciano la fine di quelle viste negli eventi precedenti. Di quanti soldi parliamo? Il budget del Comitato organizzatore locale (LOC) è stimato in 1,35 miliardi di euro, senza considerare ulteriori investimenti infrastrutturali per 5,8 miliardi di euro (di cui 2,7 miliardi per la linea ferroviaria ad alta velocità). Che sia un altro buco nell’acqua?

video tratto dal canale Youtube di Business Insider

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