martedì, Maggio 11

Quando la privacy è il problema: Garante contro vaccini e pass vaccinali Pasquale Stanzione, pur di difendere il proprio orticello, non esita a produrre ostacoli, ma forse non ha capito che stiamo combattendo una guerra contro un virus pericolosissimo e che ogni indugio può significare la perdita di vite umane

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In Italia ci sono innovazioni che nate con le migliori intenzioni, a causa del noto fenomeno dell’eterogenesi dei fini, si trasformano magicamente nell’esatto opposto.

L’esempio dei siti web è clamoroso. Quando si entra in uno di essi compare per legge l’obbligo di accettare delle condizioni sul tracciamento (che è sempre avvenuto comunque) per profilare il visitatore.

Col tempo questa misura è diventata un fardello che per chiunque si rechi su qualunque sito e che si tramuta in una fastidiosa perdita di tempo, in una sorta di gioco nevrotico in cui si devono eliminare gli avvisi a cliccate.

Ma l’invadenza di questo mostro burocratico che abbiamo creato è sempre più evidente. Bruxelles genera in continuazioni nuove norme, protocolli e fastidi per chi vuole navigare su Internet e a volte rende impossibile raggiungere i propri scopi.

Ora, da qualche giorno, il Garante per la privacy, un’attività assolutamente obsoleta per il tumultuoso sviluppo della Rete, si sta mettendo di traverso con il governo per quanto riguarda la privacy sui vaccini.

Pasquale Stanzione tuona così: «sarà necessario definire con maggiore esattezza i soggetti interessati dall’obbligo vaccinale, le tipologie di dati da trattare con specifiche garanzie per quelli dei soggetti esentati dall’obbligo, dai quali possono desumersi patologie e le modalità di realizzazione del flusso informativo».

Forse Stanzione non ha capito che stiamo combattendo una guerra contro un virus pericolosissimo e che ogni indugio, ogni lentezza, ogni ostacolo può significare la perdita di vite umane.

Eppure, pur di difendere il proprio orticello, cioè il suo potere di interdizione contro il governo, il garante della privacy non esita a produrre ostacoli.

Ma il garante non soddisfatto si occupa anche dei pass vaccinali e dice che: «la norma appena approvata per la creazione e la gestione delle certificazioni verdi’, i cosiddetti pass vaccinali, presenta criticità tali da inficiare, se non opportunamente modificata, la validità e il funzionamento del sistema previsto per la riapertura degli spostamenti durante la pandemia».

E qui ci sono riflessi anche sulle riaperture e quindi sull’economia, già fiaccata da un anno e mezzo di pandemia.

Però poi si scopre dove vuole andare a parare quando chiede al governo di essere consultato quando si fanno i decreti legge, perché le norme dicono così.

Per favore, la prossima volta il Premier Draghi lo consulti e già che c’è gli faccia fare anche un giro di Palazzo Chigi e, insomma, gli dia tutte quelle legittime soddisfazioni che si devono al suo rango istituzionale, che magari poi lo lascia in pace e ci si può occupare anche del virus.

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