domenica, Settembre 19

Quando la moda ha il suo 'peso' nella vita Intervista a Francesca Sanzo, esperta di comunicazione e ideatrice del progetto 'Zero stereotipi'

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Il mondo della moda è cambiato oppure no? Forse la risposta corretta è ‘ni’. La moda prima aveva una valenza tutta al femminile, dedicata alle donne e all’eros, adesso prende piede anche la moda uomo, non più catalogato come oggetto da lavoro ma come essere umano e quindi, in barba alla solita frase ‘l’uomo ha da puzzà’ , ecco che negli anni sono nate linee di moda dedicate anche al sesso forte.

I problemi ovviamente non cambiano. La moda impone sempre ristrettezze. Le donne taglia trentotto sono le modelle che sfilano in passerella, chi indossa una taglia quarantasei è spesso catalogata come obesa. Fortunatamente, piano piano, si fanno spazio nel mondo della moda modelli che oltrepassano Barbie. Le case di moda che producono vestiti per le taglie forti sono poche e comunque i modelli di magrezza o lo stereotipo puramente femminile del 90-60-90 rimane ancora imperante. I disturbi alimentari spesso passano in secondo piano perché il giro d’affari è molto più importante di tutto il resto e così il modello Barbie per le bambini rimane ancora oggi il modello da seguire per essere belle, considerate, appagate e appetibili.

Negli anni la Barbie è diventata il giocattolo per eccellenza per le bambine e ha sempre seguito le mode, ha cambiato abito, è passata da quello da sposa a quello da casalinga e poi ancora cantante rock, pilota, astronauta (chissà che ne pensa la Cristoforetti), di recente ha smesso di portare il tacco 12 per una più comoda e pratica scarpa da tennis. Nella sua lunga vita ha cambiato nome, marito, abito, colore di capelli ma non ha mai preso un etto, lei è perfetta, la donna normale no.

Ed ecco che per scardinare questa mentalità abbiamo intervistato Francesca Sanzo, esperta di cambiamenti fisici, ideatrice del progetto ‘Zero steriotipi’ e autrice di un testo sull’obesità.

Francesca da dove è nata l’idea del tuo libro 102 chili sull’anima?

Il libro è autobiografico, racconta la mia storia, ma soprattutto quello che ho imparato sia diventando obesa, sia decidendo di cambiare, prima di tutto nel mio approccio a me stessa e agli altri. Ho un blog da 10 anni dove ho raccontato, giorno per giorno, quello che imparavo e sentivo, nel perdere 42 chili: tantissime persone mi scrivevano dicendomi che, in qualche modo, il mio racconto le aiutava. Terminato il viaggio ho pensato di raccontare la mia storia in forma di “romanzo” perché desideravo mettere a disposizione la mia esperienza e volevo convincere tante persone che (come me fino a qualche anno fa) pensano che a un certo punto della vita sia impossibile cambiare e ho scritto il mio libro.

Il peso spesso è la discriminate di tanti atti di bullismo. A volte una ragazzina in carne è oggetto di attenzioni indesiderate da parte dei compagni di scuola. Quali sono le strategie per difendersi?

Chi è molto sovrappeso, spesso ha attivato – senza saperlo – una personale strategia difensiva (che purtroppo non funziona ma aggrava il disagio), dunque parte svantaggiato perché è già in balia di emozioni negative legate alla relazione con gli altri. Di sicuro, se si è semplicemente un po’ in carne bisogna lavorare sulla consapevolezza personale che non esiste un corpo uguale all’altro e che se qualcuno ti prende in giro, il problema è suo, non tuo che semplicemente sei “unica”. Questo approccio è difficilissimo, specie in un contesto culturale che premia l’adesione a modelli fisici e immaginari collettivi. Io credo che il contesto familiare e amicale stretto possa – in certi casi – fare la vera differenza sull’accettazione di sé: come genitori, ricordiamoci sempre di non sminuire i nostri figli, né chiedere loro di aderire a nessun modello. A volte lo facciamo senza nemmeno accorgercene e – ovviamente – senza volere fare loro del male, ma piccole frasi possono davvero incrinare mondi e minare la sicurezza personale. L’atteggiamento nei confronti del corpo deve essere di pieno rispetto: si parla troppo del corpo degli altri, ci si accanisce troppo sul fisico, a ogni età. Smettere di dire alle persone: “Ti vedo sciupata” o viceversa “Quanto mangi!” è già un ottimo inizio, perché queste frasi non le aiutano per niente.

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