sabato, Ottobre 23

Quali politiche per l’immigrazione negli States?

0

La politica di immigrazione degli Stati Uniti è stato un punto di riferimento per decenni nel corso dei diversi dibattiti elettorali. In particolare si parla di come i politici considerano e affrontano la domanda di lavoro degli Stati Uniti e le preoccupazioni di sicurezza al confine. Una riforma globale dell’immigrazione è stata elusa da Washington per anni. Nel frattempo, il destino dei circa undici milioni di immigrati clandestini nel paese, nonché le norme future di migrazione legale, si trovano in bilico. Le politiche di immigrazione del presidente Obama hanno attirato le ire da parte dei sostenitori dell’immigrazione e di chi era contrario allo stesso tempo. Anche se si è impegnato ad affrontare una riforma globale dell’immigrazione nel suo primo anno di mandato, Obama non ha fatto della questione una priorità fino al suo secondo mandato. La sua amministrazione ha espulso più di due milioni di immigrati clandestini, più di quelli registrati durante i due mandati dell’ex presidente George W. Bush, anche se una parte di questo riflette l’aumento degli arresti di frontiera di migranti provenienti da paesi diversi dal Messico, che devono essere espulsi formalmente (quelli che arrivano dal Canada e Messico possono essere rimpatriati senza procedimenti giudiziari). Attraverso una serie di azioni esecutive del 2012 e il 2014, però, Obama ha cercato di concedere una tregua a ben cinque milioni di immigrati clandestini negli Stati Uniti. Nel frattempo, gli esperti dicono che è difficile che al Congresso la riforma passi completamente. Se invece si inasprisse la sicurezza delle frontiere e aumentasse l’immigrazione di soggetti altamente qualificati, il tutto potrebbe trovare un sostegno bipartisan.

(tratto dal canale ‘Youtube’ di ‘Council on Foreign Relations’)

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->