sabato, Ottobre 16

Quali minoranze etniche negli USA? Intervista ad Andrea Carosso, docente di letteratura e cultura anglo-americana all’Università di Torino

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Secondo un recente convegno dal titolo ‘Harbors. Flows and Migrations of Peoples, Cultures and Ideas. The U.S.A. in/and the World’ organizzato dall’Università degli Studi L’Orientale di Napoli, quale 23ma conferenza dell’Associazione Italiana di Studi Nordamericani, e tenutosi al Palazzo Mediterraneo, all’inizio del XXI secolo la società degli Stati Uniti appariva come un insieme di diverse e particolari famiglie americane, divenute, poi, esempi per il mondo di libertà e di opportunità per le diverse etnie locali, a fronte, però, di una realtà segnata dall’incremento dei cosiddetti asili del terrore‘, ovvero quei rifugi metropolitani che accoglievano stranieri, ma al tempo stesso li ‘oggettivizzavano‘. Negli Stati americani esisteva un alto grado di litigiosità e di scontri tra vicini, definite come ‘questioni domestiche’, che tuttavia violavano uno dei valori fondativi dell’etica americana, ossia la libertà.

Trascorrono i decenni e si ha l’ingresso in scena di Osama Bin Laden, che si unisce al grave polverone suscitato dalla vicinanza dei musulmani e di diverse altre etnie considerate come il ‘vicino di casa ostile’, insieme alle digressioni e alle ansie nei riguardi del terrorismo e della ‘cosa pubblica’ USA, il nuovo fronte della ‘Guerra del Terrore’ in Oriente. Questa guerra è rapidamente diventata quella verso il vicino di casa, il musulmano; o contro quella minoranza etnica, come dicevamo, che si riproduceva a spese dell’americano medio, da lui sostenuta economicamente, e si univa all’odio per i conterranei mediorientali, le loro strutture politiche e i problemi di sopravvivenza locale, sia interni agli Stati USA che fuori di essi, oltre che nel mondo in generale.

Le differenti prospettive e punti di vista su tali questioni portano alla cosiddetta ‘guerra domestica’, modo scherzoso per definire la guerra americana verso il terrore e il terrorismo islamico, perché giocata anche e soprattutto al’interno dell’America, e ispirata alle idee di Teju Cole. Questi era un novellista nigeriano, naturalizzato americano, definito come un «fantasioso autore, che non si occupava di un preciso periodo storico, e difficile da inquadrare in una corrente letteraria ben definita, che narrava le vicende di una lunga e sofferta serietà e forza degli USA nel passato, ma con uno sguardo di provocazione verso la società di allora». Tale scrittore ha infatti influenzato con le sue idee le nuove politiche americane in fatto di diritti civili e di minoranze etniche e di genere (gender, islamici, neri, ecc.), specialmente riguardo il comportamento da tenere nei confronti dei mediorientali, dei musulmani, o di altre minoranze etniche, che avevano determinato il mito dell’inclusione e uguaglianza in USA per tutti i cittadini, qui largamente diffuse rispetto al resto del mondo: un mito che in parte permane anche oggi.

Ne abbiamo parlato con Andrea Carosso, docente di letteratura e cultura anglo-americana all’Università di Torino, dove dirige il ‘Master in American Studies’. È autore di numerosi studi e monografie sul novecento americano.

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