venerdì, Maggio 7

Quale vendetta per l'assassinio di Samir Kuntar?

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Nonostante Israele non abbia dichiarato la propria responsabilità per l’assassinio del dirigente di Hezbollah Samir Kuntar, i suoi funzionari e media hanno invece lodato le relazioni siriane e libanesi secondo cui Israele ha ucciso Kuntar. Il ‘Jerusalem Post’ domenica ha citato il Ministro israeliano Yoav Gallant che, parlando a ‘Radio Israele’, ha detto che «è un bene che la gente come Samir Kuntar non faccia più parte del nostro mondo».

Alla domanda se a Tel Aviv si sarebbe avuto uno sciopero, Gallant ha detto: «Io non confermo o nego qualcosa che ha a che fare con questa faccenda». Ma altri funzionari israeliani, tra cui il portavoce militare, hanno voluto commentare. Nel frattempo, il Ministro della giustizia israeliano Ayelet Shaked ha accolto con favore l’assassinio di Kuntar, ma non ha sostenuto l’ipotesi dell’attacco aereo.

Il ‘Jerusalem Post’ ha riferito che il comando Nord di Israele, e l’attuale generale dell’Unione sionista Eyal Ben-Reuven ha lodato l’assassinio di Kuntar quando un certo numero di razzi ha colpito un edificio nel quartiere di Damasco di Jaramana nelle prime ore di domenica: «I funzionari dell’IDF, l’intelligence, l’aviazione e gli altri dovrebbero essere lodati, secondo fonti straniere, per l’uccisione di Samir Kuntar questa mattina e di un altro funzionario di alto rango di Hezbollah», ha detto Ben-Reuven. E ha aggiunto: «Kuntar era un assassino che ha ucciso la famiglia Haran a sangue freddo».

Come al solito, Israele ha accolto con favore la morte di Kuntar fin dal momento in cui lo ha considerato un ‘terrorista’ e ‘omicida’, ma non ha confermato la sua responsabilità per l’attacco portato a termine nei suoi confronti. Le autorità israeliane «hanno evitato di prendersi una responsabilità diretta dell’accaduto, nel tentativo di dare al nemico la possibilità di pensare alle proprie ipotesi di ritorsione e in modo che questa rappresaglia sia deliberata e ben calcolata», ha detto Hasan Hijazi, l’editore degli affari israeliani ad al-Manar, la stazione televisiva di Hezbollah. «Israele ora sta negando qualsiasi coinvolgimento in quanto una dichiarazione diretta di responsabilità porterebbe a ritorsioni forti e giustificate» da parte di Hezbollah, ha aggiunto Hijazi.

La negazione e l’ambiguità sono note nella politica israeliana e sono usate per la sicurezza e per ragioni strategiche. Fino ad oggi, Israele non ha riconosciuto le sue 200 armi nucleari o il suo assassinio del capo militare di Hezbollah Imad Mughnieh a Damasco nel 2008. La politica ufficiale di Israele per quanto riguarda le questioni strategiche e di sicurezza si basa su ‘né confermare, né smentire’, che vuol dire il non coinvolgere il Governo israeliano in responsabilità legali o politiche internazionali che giustifichino la rappresaglia dei suoi nemici. Inoltre, questa politica invia messaggi che Israele possiede armi nucleari o ha effettuato questo assassinio, come un modo per intimidire i nemici, sulla base di ‘sappiamo che tu sai’. Allo stesso tempo, i media e i funzionari israeliani hanno insistito per confermare questi messaggi in modi indiretti. Ad esempio, un analista israeliano ha commentato l’attacco aereo che ha ucciso Kuntar dicendo in modo sarcastico: «Fuori strada, chi ha fatto questo non è l’aereo spagnolo».

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