sabato, Ottobre 16

Quale Europa ci attende? Intervista con il Presidente del Consiglio Italiano del Movimento Europeo, Pier Virgilio Dastoli, sguardo critico sulla nuova Commissione europea

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Bruxelles
– Alla vigilia del voto di fiducia del Parlamento europeo sulla nuova Commissione Juncker, in programma il 22 ottobre prossimo, il Consiglio Italiano del Movimento Europeo (CIME) ha discusso della situazione europea.
Ne parliamo con il suo Presidente Pier Virgilio Dastoli, europeista di peso anche per la sua esperienza dopo essere stato a lungo al fianco di Altiero Spinelli, uno dei ‘padri fondatori’ dell’idea d’Europa.

Presidente, in vista del voto di fiducia del Parlamento europeo alla Commissione presieduta da Jean-Claude Juncker la settimana prossima, qual la posizione del Consiglio Italiano del Movimento Europeo di cui lei è Presidente?
Il Movimento Europeo è in posizione di attesa critica. La nuova Commissione non è coerente con il programma di Jean-Claude Juncker, né con l’alleanza che lo sostiene e il sistema dei vicepresidenti rischia di paralizzarne l’azione e non renderla invece più coerente.

Ucraina e Medio Oriente: sui drammatici avvenimenti di questi giorni nelle due regioni, qual è la posizione del Consiglio Nazionale del Movimento Europeo? Quali le soluzioni?
L’Ucraina deve diventare uno Stato federale ponte fra est e ovest, garantito da un accordo fra Ue e Russia secondo il modello degli accordi di Helsinki. Il Medio Oriente deve essere un vero test della politica estera di sicurezza e di difesa europea per costruire la pace (peace building) e mantenerla (peace keeping) anche con missioni militari ma con un mandato preciso. L’Ue deve agire nel quadro delle Nazioni Unite. In prospettiva il Consiglio Italiano del Movimento Europeo (CIME) propone una comunità euromediterranea per creare una regione di pace, rafforzare il dialogo tra tutti i popoli dell’area, favorire la mobilità e il rispetto della dignità della persona umana.

Come far progredire la democrazia europea? Le proposte di iniziativa legislativa dei cittadini possono avere un ruolo verso una maggiore democratizzazione dell’Esecutivo europeo?
La democrazia deve essere rappresentativa. Il Parlamento è colegislatore con ruolo costituente. Da qui nasce un Governo a dimensione parlamentare. Se si esclude l’elezione diretta del Presidente della Commissione europea (e senza parlare dell’egemonia dei partiti fuori dal Parlamento europeo), se si parla di ‘no taxation without representation’ si deve anche parlare di ‘no representation without taxation’,  la democrazia deve anche essere partecipativa, con il rafforzamento del ruolo della società civile. E’ essenziale, quindi, dare un contenuto concreto all’ art 11 del Trattato di Lisbona che ha istituito l’iniziativa europea dei cittadini (ICE).

Ci sono nuove prospettive economiche per l’Unione europea con l’arrivo di Juncker?
La differenza è che ora Juncker è dotato di un piano di risorse proprie nuove fondato su un vero piano di investimenti.

In cosa consiste l’iniziativa ‘New Deal for Europe‘?
L’Ice è uno strumento importante sul terreno dell’applicazione dell’articolo 11 e sulla pedagogia della democrazia partecipativa. Non è uno strumento di democrazia diretta. Serve soltanto ad attivare i cittadini a partecipare alle proposte da presentare alle istituzioni.

 

Il Movimento Europeo, si legge nel documento conclusivo dell’incontro del CIME, «ha accolto con forte preoccupazione la decisione della Commissione Affari Costituzionali del PE di avviare l’elaborazione di un rapporto di iniziativa sulle potenzialità del Trattato rinviando a una fase successiva il rapporto sulla revisione di Lisbona e sul futuro dell’Unione».
Il Movimento Europeo, prosegue il documento,  «considera questa decisione incoerente, inefficace e non trasparente. I due rapporti devono essere paralleli e complementari e condurre il Parlamento europeo a elaborare e adottare un progetto ambizioso per sostituire a termine il Trattato sull’Unione europea con nuovo Patto costituzionale».
In questo spirito «il Movimento Europeo ribadisce la sua convinzione che, in assenza di un’iniziativa dei Governi, il Parlamento europeo debba assumere il ruolo costituente che fu esercitato dalla prima assemblea eletta a suffragio universale e diretto su proposta di Altiero Spinelli».
Ma per raggiungere questo risultato, spiega Pier Virgilio Dastoli, è necessaria una grande mobilitazione per spiegare ai cittadini le vere ragioni per cui non si riesce a uscire dalla crisi, sapendo che è la crisi istituzionale che acuisce la crisi economica e sociale e non viceversa e che solo una più forte integrazione politica ed economica può far riaccendere i motori della crescita.

Sulla base di queste considerazioni, il Movimento Europeo ha deciso di lanciare una propria iniziativa e di proporre al Congresso federale del Movimento Europeo Internazionale   -che si riunirà in Campidoglio a Roma dal 28 al 29 novembre 2014- l’avvio di una campagna per un’Europa federale, solidale e democratica.
La campagna dovrebbe concludersi domenica 28 giugno 2015  -a chiusura delle commemorazioni del settantesimo anniversario della fine del Secondo Conflitto Mondiale e in occasione del trentesimo anniversario della grande manifestazione organizzata a Milano da federalisti, poteri locali e sindacati europei-   con iniziative popolari in cento luoghi significativi della storia europea.

 

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