lunedì, Aprile 19

Qatar: una potenza di fuoco extra a Washington L'emirato ha ora cinque aziende di lobbying al suo servizio a Washington: difesa e politica estera in cima alla lista degli impegni per un suo rinnovato ruolo nel Golfo e tra USA e Iran

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La battaglia del Qatar a Washington non è finitaper il solo fatto che Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti abbiano posto fine al loro blocco di tre anni e mezzo contro il Paese. Anzi, il lavoro per avere capacità di influenza su Amministrazione Biden e Congresso prosegue a pieno ritmo. L’emirato ha ora cinque aziende di lobby al suo servizio a Washington.
A fine mese, il Qatar, infatti, ha assunto un paio di ex aiutanti del Presidente
Joe Biden e del Presidente della Commissione per gli Affari Esteri della Camera, Gregory Meeks., della società Empire Consulting Group. A metà marzo era stata la volta John (‘Fozzie’) Miller con la sua società di lobbying Fozzie Miller Group (FMG), un ex comandante della Quinta Flotta con sede in Bahrein, assunto dal Ministero della Difesa del Qatar. E sono solo gli ultimi contratti.

L’Ambasciata ha firmato un contratto di 40.000 dollari al mese con Empire Consulting Group valido fino a gennaio 2023, secondo un nuovo documento reso disponibile dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti e diffuso da Foreign Lobby Report lo scorso 25 marzo. L’azienda farà pressioni sul Congresso e sul ramo esecutivo su«questioni di politica federale importanti per l’ambasciata», secondo quanto si legge nel contratto firmato dall’addetto alla sicurezza dell’Ambasciata.

Registrati come operativi sono il fondatore e socio amministratore di Empire Consulting, Mike McKay, e il consulente Eulice Brandon Garrett. McKay ha trascorso un decennio come massimo consigliere di politica estera di Meeks prima di lasciare il Congresso per il lobbismo, nel 2007. Garrett da parte sua è stato consigliere politico di Biden durante la campagna di rielezione del Presidente Barack Obama del 2012 e ha anni di esperienza al Congresso, anche come direttore delle politiche per il Congressional Black Caucus, e più recentemente come capo del personale per per il repubblicano Robin Kelly. Nel passato ha già rappresentato il Qatar come subappaltatore per lo studio legale Nelson Mullins, da settembre 2017 a novembre 2019.

Le cinque aziende assunte dall’Ambasciata hanno tutti stretti legami con la nuova Amministrazione e il Congresso guidato dai Democratici. Insieme, i cinque contratti quotano 126.000 dollari al mese-per una spesa di circa1,5 milioni di dollari all’anno. Una potenza di fuoco extra.
Secondo
Foreign Lobby Report Doha ha poi altre due dozzine di aziende sul suo libro paga e ha speso quasi 10 milioni di dollari per l’attività di lobby nel 2019, secondo il Center for Responsive Politics. Oltre all’Ambasciata, hanno società di lobby attive sia Barzan Holdings, società posseduta al 100% dal Ministero della Difesa del Qatar e responsabile del potenziamento delle capacità militari delle forze armate dello Stato, sia Qatar Tourism Authority, l’organismo governativo del Qatar responsabile della gestione e promozione del turismo.

Al servizio dell’ambasciata ci sono Integrated Strategy Group (ISG) e Hayden Rogers, ex capo del personale del senatore Joe Manchin, la società del lobbista democratico Robert Crowe, RB Crowe, così come Ogilvy Government Relations.Assunto altresì Ralph Nurnberger, molto vicino all’American Israel Public Affairs Committee (AIPAC), e la sua azienda Nurnberger & Associates, come subappaltatore.
Fozzie Miller Group (FMG), con un contratto di 300.000 dollari all’anno sarà operativa per «promuovere gli obiettivi di difesa e fornire consulenza su questioni tecniche militari», tra cui la sicurezza marittima e navale del Paese. Miller ha trascorso più di tre decenni nella Marina degli Stati Uniti e ha una notevole esperienza in Medio Oriente, avendo servito come comandante del Comando centrale delle forze navali statunitensi e comandante della Quinta flotta degli Stati Uniti di stanza Bahrein. Si è ritirato nel 2015. Questa è la sua prima registrazione ai sensi del Foreign Agents Registration Act (FARA).

Secondo i principali lobbisti, la battaglia per l’influenza a Washington tra il Qatar e i suoi ‘critici’ vicini del Golfo non è finita. Il Qatar non cambierà la sua ideologia di base, che è più in sintonia con l’Europa e gli Stati Uniti di Bidenrispetto ai suoi vicini, si afferma, prevedendo anche che ci saranno continui attriti con gli altri Paesi del Golfo, infatti il Qatar non ha dichiarato che rispetterà i termini stabiliti dal quartetto per il ripristino dei legami diplomatici. Resta a mani libere.

Il Paese ha ampliato le sue forze armate proprio per il deteriorarsi delle sue relazioni con il resto della penisola, e Doha persegue una politica estera indipendente che include stretti legami con l’Irane gruppi affiliati alla Fratellanza Musulmananella regione.
Dopo che l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, il Bahrein e l’Egitto hanno bloccato il Paese nel giugno 2017, il
Qatar ha effettuato diversi acquisti di armi per rafforzare la sua difesa. Questi includono un accordo da 12 miliardi di dollari con Boeing per l’acquisto di caccia F-15 e un contratto da 4,5 miliardi di dollari con l’italiana Fincantieri per costruire sette navi per la flotta del Qatar. E ‘Reuters‘ ha riferito a ottobre che Doha ha espresso interesse per l’acquisizione di caccia F-35 dopo che l’Amministrazione Donald Trump ha autorizzato la loro vendita agli Emirati Arabi Uniti.
Questa corsa agli armamenti si ritiene proseguirà, e a questo scopo sarà indispensabile il lavoro di lobby che l’emirato sta impostando. Foreign Lobby Report‘ fa notare che dall’elezione del Presidente Joe Biden a novembre, l’Ambasciata ha aggiunto non meno di quattro nuove aziende al suo elenco di lobbisti.

L’assunzione di Empire, afferma Foreign Lobby Report‘, segue l’esempio di altri Paesi che negli ultimi mesi stanno rafforzando i loro collegamenti con i legislatori neri, poiché il Congressional Black Caucus (CBC) gode di un potere politico senza precedenti nei suoi 50 anni di storia, con un numero record di legislatori al Congresso e al vertice dei comitati chiave oltre che con l’ex membro della CBC Kamala Harris in qualità di vicepresidente. La stessa Empire è stata assuntadall’ambasciata de facto di Taiwan all’inizio di quest’anno, il primo cliente sovrano straniero dell’azienda nei suoi 9 anni di storia.

Secondo alcuni osservatori è possibile la decisione dell’Arabia Saudita di mettere fine al blocco del 2017 rappresenti uno sforzo per migliorare le relazioni con l’Amministrazione Biden, e che il Qatar possa mediare migliori condizioni per Riyadh a Washington. «L’Arabia Saudita ritiene che le relazioni del Qatar con Washington saranno migliori sotto Biden rispetto quanto lo fossero sotto Trump. Di conseguenza, Riyadh non vuole una situazione di stallo che consentirebbe al Qatar di costruire legami con la Casa Bianca a spese dell’Arabia Saudita. Piuttosto, la leadership saudita potrebbe volere che il Qatar funga da ponte con l’Amministrazione Biden da consentire a Riyadh di esprimere le sue preoccupazioni circa l’attuale atteggiamento anti-saudita tra i democratici a Washington», rileva Washington Institute for Near East Policy. Ma non solo: l’Amministrazione Biden potrebbe considerare il Qatar come un ponte diplomatico tra gli Stati Uniti e l’Iran.
In un quadro di opportunità di lavoro così ampio, molto ci sarà da lavorare per le molte società di lobbying del Qatar.

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