lunedì, ottobre 22

Qatar, un anno di embargo non ha piegato Doha Ad un anno dall’inizio dell’embargo imposto a Doha da quattro Paesi del Golfo, Cinzia Bianco, ricercatrice e analista specializzata in Paesi del Golfo ci aiuta a fare un quadro della situazione

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In quale modo l’embargo ha influenzato i rapporti economici tra Qatar e Italia?

Per assurdo, in tutto questo quadro mentre il Qatar ha fatto dei passi indietro dal punto di vista regionale, anche perché era stata proprio la sua politica regionale ad aver scatenato tutto questo, ma non ha indietreggiato su alcuni investimenti strategici che già aveva in piedi in Europa, non solo in Italia, e anzi ne ha rafforzati alcuni e si è dimostrato disponibile ad esplorare nuove opportunità. Questo perchè fondamentalmente il Medio Oriente, nel Golfo Persico, è sempre stato nell’orbita di  Stati Uniti o Europa; se gli Stati Uniti sono dalla mia parte, se posso contare sugli americani non ho bisogno degli europei. Nel momento in cui gli Stati Uniti cominciano ad andare in una direzione opposta ai miei interessi, come in questo caso dove l’Amministrazione Trump si è mossa in direzione opposta agli interessi qatarini allora mi rivolgo agli europei, è una cosa che si è ripetuta sempre nella storia e anche in questa occasione. Tanto è che da subito in tutta l’Unione Europea si sono dimostrati contrari a questo embargo, contrari alla crisi, per una serie di considerazioni che vanno veramente dall’economia alla politica, ma anche alla politica di sicurezza. Il Qatar ha pensato di approfittare di questa buona disposizione, questa disponibilità europea, cercando di rafforzare i propri rapporti sia con l’Italia che con la Germania, che con la Francia. Chiaramente è questo il ragionamento alla base del fatto che gli investimenti siano proseguiti e che si parli di nuove opportunità.

Quali erano e quali sono i rapporti economici tra l’Italia e il Qatar?

In Italia, i rapporti preesistenti sono considerevoli soprattutto nell’area dell’immobiliare di lusso, ovvero l’albergo di lusso a Milano piuttosto che a Roma. L’immobiliare di lusso è sempre stato di molto interesse per il Qatar. Uno sviluppo importante che è avvenuto durante questa crisi è l’accordo con Meridiana, compagnia aerea italiana vicina al fallimento,acquisita dalla Qatar Airways e che quindi ritornerà sul mercato. Uno sicuramente dei passi più importanti che è stato compiuto durante questi dieci mesi di crisi. Ci sono stati anche degli accordi per quanto riguarda l’export, dall’industria della difesa italian l’export è proseguito ed è anche aumentato e per il futuro ci sono un paio di opportunità in ballo che i qatarini stanno considerando, sulle quali ancora c’è una riserva, opportunità abbastanza concrete. Per quanto riguarda invece l’investitore italiano ci sono delle difficoltà. Gli investimenti stranieri in Qatar si sono molto fermati, hanno rallentato in maniera importante. Gli investimenti in Qatar da parte degli investitori internazionali, non solo europei, ma anche asiatici piuttosto che statunitensi sono prevalentemente di due tipi. Il primo è un investimento nel settore energetico, e quindi chiaramente segue una sua strada indipendente, anche indipendente rispetto all’embargo. E l’altro è un investimento che guarda sempre a livello regionale. Prima di questa crisi il CCG, il Consiglio di Cooperazione del Golfo, era un mercato unico, quindi era possibile fare investimenti in Qatar ed avere una interoperabilità che andasse anche negli altri Paesi del Golfo. E questo è fondamentale perché il Qatar è un mercato piccolissimo di 300.000 cittadini. Si sono sempre fatti investimenti guardando a tutta la regione e chiaramente nel momento in cui questo salta è molto più complesso fare degli investimenti che abbiano dei ritorni importanti.

Quali opportunità esistono per risolvere la crisi?

In questo momento ci sono opportunità scarsissime per risolvere la crisi. Può essere risolta se si riuscisse a trovare la giusta pressione sul quartetto che ha scatenato questa crisi ed in particolare su Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Finché non si riesce a trovare la giusta leva nei confronti di questi due Paesi che hanno dato origine alla crisi è impossibile trovare una soluzione. I qatarini sono invece assolutamente sempre stati ben disposti alla risoluzione sin dal primo momento. Però non è così banale trovare la chiave giusta da parte degli attori internazionali e bisogna anche avere l’intenzione di fare degli investimenti politici su questo scopo. In realtà nessuno degli attori internazionali, né gli Stati Uniti, né gli europei, né tanto meno la Russia hanno in questo momento la disponibilità a fare questi investimenti politici per la risoluzione della crisi. Inoltre, a livello regionale sono andati a formarsi nuovi equilibri che potrebbero avvantaggiare da un certo punto di vista l’Iran e la Turchia. Entrambi si sono presentati come fronte opposto ad Arabia Saudita ed Emirati ed il quartetto in generale schierandosi da subito al fianco del Qatar. Hanno di conseguenza rafforzato i loro rapporti con il Qatar, soprattutto la Turchia. Hanno avuto l’opportunità di cristallizzarsi come un polo opposto, quindi, chiaramente, chi non è con i sauditi e gli emiratini nei prossimi mesi, e nei prossimi anni anni andrà a bussare alla porta dei turchi e degli iraniani.

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