martedì, Aprile 13

Qatar 2022, ecco la situazione a 5 anni dal Mondiale di calcio Diversi gli impianti pronti, tanti i soldi spesi, come le polemiche sullo sfruttamento del lavoro

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Cinquecento milioni spesi a settimana per riuscire a essere pronti con stadi e infrastrutture per il Mondiale del 2022. Parliamo del Qatar, che lavora duramente per avere gli impianti per la Coppa del Mondo di calcio entro già la fine del prossimo anno.

Il controverso mondiale del Qatar per il quale la Fifa promette massima attenzione in primo luogo sul piano dello sfruttamento del lavoro, si aprirà lunedì 21 novembre 2022 e si chiuderà domenica 18 dicembre, in quella che sarà l’edizione più breve del torneo dal 1978. Inoltre il torneo del Qatar sarà la prima Coppa del Mondo ad essere giocata in inverno, viste le alte temperature nell’Emirato nei mesi estivi.

Le sedi del Mondiale del Qatar saranno Al-Daayen, Al-Khor, Al-Rayyan, Al-Shamal, Al-Wakrah, Doha e Umm Slal e i costi previsti per la costruzione dei nuovi stadi e la ristrutturazione di quelli esistenti dovrebbero ammontare a 3 miliardi di dollari. Tutte le strutture saranno dotate di impianti di climatizzazione, ma sono previste anche misure per ridurre le radiazioni solari e le correnti calde, tutto, garantisce la Fifa, a zero emissioni di carbonio.

Il Khalifa International Stadium è il primo impianto pronto e ospiterà la finale della Emir Cup 2017, la Gulf Cup del 2017 e gli IAAF World Championships del 2019. Ma proprio la Gulf Cup sembra essere a forte rischio. L’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi e il Bahrain si sono ritirati dalle partite. Una decisione che fa seguito a quella di interrompere i rapporti diplomatici e commerciali con il Qatar, accusandolo di sostenere il terrorismo.

E la situazione che riguarda il Paese sembra mettere a rischio anche il Mondiale stesso. Secondo il report della Cornerstone Global, il programma di costruzione in Qatar è ad alto rischio. E da fonti diplomatiche orientali filtra come non sia affatto sicuro che Doha ospiterà il Mondiale del 2022, anche per la possibile formazione futura di un vero e proprio blocco anti-Qatar formato da alcuni Paesi della zona. E proprio queste ultime mosse fanno protendere per questa opzione.

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)

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