lunedì, Settembre 20

Qatar 2022: la geopolitica del calcio non si ferma

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Su una cosa sono tutti d’accordo: la revoca dei mondiali al Qatar costituirebbe un precedente importante, forse non auspicabile, e la Fifa sta prendendo tempo. Secondo Longhi “la Fifa controllerà tutti i movimenti del Qatar, dal punto di vista sia geopolitico, sia diplomatico, ma una decisione è già stata presa: dovrebbero accadere degli sconvolgimenti piuttosto impressionanti per convincerla a cambiare la destinazione del Mondiale. Questo anche perché quando venne effettuata, in piena era Blatter, la scelta del Qatar fu sorprendente. La Fifa si gioca molto, in termini di credibilità, su quel Mondiale”.

Ma allora, perché fare una scelta così difficile per il 2022?Il Qatar degli ultimi anni è diventato, attraverso Qatar Sports Investments, un attore importantissimo per quanto riguarda anche il finanziamento di alcune società calcistiche di grande notorietà. Pensiamo al Barcellona o al Paris Saint-Germain. Senza contare che ‘Al-Jazeera’, la televisione qatarina, controlla ‘BeIN Sports’ ovvero una rete di canali sportivi molto attiva in Europa nell’acquisizione dei diritti televisivi dei tornei calcistici più importanti. Avendo delineato una politica molto aggressiva di investimenti nello sport globale già in fase di assegnazione, Qatar 2022 è riuscito ad avere diversi sponsor tra i grandi elettori della Fifa. Al di là dei tanti sospetti di corruzione, alla base c’è una raffinata strategia di soft power particolarmente interessante sotto l’aspetto geopolitico”. E di soft power parla anche Bellinazzo, in rifermento ai grandiosi progetti per la costruzione in Qatar degli stadi ultra-moderni dotati di aria condizionata. “Questi impianti servono tecnicamente, ma hanno anche un ruolo di comunicazione e di propaganda. Sono uno strumento di soft power per accaparrarsi rapidamente il consenso e la fiducia del mondo occidentale”.

Crisi diplomatiche, isolamento, scandali mediatici, gelosie, accuse denigranti e i sospiri della Fifa che resta in attesa: tutto questo non ha fermato i lavori per le infrastrutture. Il Qatar continua a spendere 500 milioni di dollari a settimana, secondo diverse fonti. Ha ristrutturato un impianto e ne inaugurerà un altro entro la fine dell’anno. Saranno costruiti altri sei stadi, sarà rafforzata la metropolitana della Capitale, ci saranno nuovi centri commerciali. Per ospitare questo evento di importanza globale sarà costruito un nuovo e avveniristico centro urbano a pochi chilometri da Doha e si chiamerà Lusail City. Si tratterà di un sobborgo di lusso con campi da golf, un grandissimo centro commerciale, tantissimi hotel, un parco a tema e persino una laguna.

Progetti grandiosi, che, se realizzati, potrebbero influire positivamente sulla popolazione locale. Del resto un mondiale di calcio serve anche a questo, soprattutto in quei paesi in cui questo sport è importante e molto praticato dalla gente comune. Solo per l’estremismo islamista il pallone è simbolo della corruzione occidentale; per tutti gli altri è un modo per affrontare una vita difficile con un sorriso…

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