venerdì, Maggio 7

Putin visto dai giovani 76,6%: con questa percentuale rimarrà al potere in Russia fino al 2024. E sarà un periodo difficile

0

76,6%: con questa percentuale Vladimir Putin rimarrà al potere in Russia fino al 2024. E sarà un periodo difficile per il ‘nuovo zar’. Dopo la recessione dovuta al crollo dei prezzi petroliferi, il Paese è entrata in un periodo di stagnazione che potrebbe prolungarsi.

Secondo cifre riportate dalla agenzia privata di intelligence Stratfor, la povertà sta aumentando al ritmo più veloce degli ultimi vent’anni. Negli ultimi tre anni la banca centrale ha dovuto chiudere 300 istituti di credito con problemi di capitalizzazione o di trasparenza operativa. Per non parlare poi delle sanzioni internazionali per la questione Crimea. Lo scontento serpeggia soprattutto tra le élite economiche.

«Putin non è pronto a vedere la Russia senza di lui al comando, quindi non c’è nessun bisogno di coltivare una nuova generazione di “successori” o di cambiare il governo. Sul fronte della politica economica non ne ha mai avuta una se non la spinta a una nazionalizzazione sempre più estesa degli assets cruciali del Paese, e continuerà così negli anni a venire. La Russia è incapace di diversificare, e credo che Putin lo sappia. Per questo non prevedo alcun cambiamento nella politica economica e/o nella gestione del business», ha scritto sul ‘Sole 24 OreVladislav Inozemtsev, Senior Research Fellow al Polish Institute of Advanced Studies.

«La sua grande performance di interprete unico della nuova autocrazia russa, per molti aspetti è il limite della Russia post-sovietica. Dopo oltre sessant’anni di comunismo, il Paese ha riprodotto un’edizione aggiornata della vecchia autocrazia zarista. È l’uomo forte di un Paese debole» il commento di Vittorio Emanuele Parsi, professore di Relazioni Internazionali all’Università Cattolica di Milano, a ‘Il Giornale‘.

Ma cosa ne pensano i giovani russi di Putin? Eroe, salvatore o ‘peso’?

(video tratto dal canale Youtube di France 24)

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->