sabato, Maggio 8

Putin pronto ad essere 'atomico' contro l'IS field_506ffbaa4a8d4

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Sotto l’albero di Natale pensavamo di trovare qualcosa di più allettante rispetto ad un probabile conflitto nucleare. Il mondo intero ancora non si capacita delle parole pronunciate da Vladimir Putin due giorni fa, quando in un’intervista ha dichiarato di essere pronto ad utilizzare un’arma nucleare in Siria, ma spera non ve ne sarà bisogno.

Sinceramente speriamo anche noi che non ve ne sia bisogno, soprattutto perché non sarebbe la soluzione definitiva, ma semmai l’inizio di altri crucci. Il vero problema che Putin solleva a livello globale è se usare armi nucleari sia il piano definitivo per distruggere lo Stato Islamico. Se non lo fosse allora perché il leader del Cremlino lancia l’amo ad una così terribile minaccia? La ragione è semplice ed è da ricercarsi in una complessa mossa di politica estera chiama ‘deterrenza‘.

Tutti ricordiamo il bombardamento di Hiroshima e Nagasaki in Giappone, il mondo intero è rimasto sbigottito davanti ai bambini che camminavano ustionati fino ai muscoli. Fantasmi che respirano. Gli Stati ancora scossi da tanto angosciante dolore, hanno deciso di limitare l’uso delle armi nucleari, possibilmente non facendovi mai più ricorso. La tecnologia militare ha avuto un passo in avanti anche senza l’utilizzo del nucleare, che rimane tuttavia una chicca che molti Paesi considerano ancora all’avanguardia.

Sotto alcuni punti di vista è vero, il nucleare annienta tutto quello che esiste, non lascia nulla dietro di sé, il nemico sicuramente sarebbe piegato. Piegato sì, ma a che costo e soprattutto oggi come oggi siamo pronti a pagare il prezzo che quest’arma richiede in termini politici e militari? Le domande a cui rispondere sono ancora molte, forse troppe, più di quelle a cui Putin a dato una risposta asserendo che è pronto a mettere mano al nucleare. La Siria è un caso così disperato?

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