domenica, Ottobre 24

Putin in Siria. Ma che fine ha fatto l'Ucraina?

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Con la sua campagna aerea in Siria che ha appena raggiunto i due mesi, il Presidente russo Vladimir Putin ha raggiunto uno dei suoi scopi principali: distrarre l’attenzione dalla crisi ucraina. Mentre gli Stati Uniti e l’Unione Europea non hanno mostrato segni di voler rimuovere entro breve tempo le sanzioni contro la Russia, il discorso sull’Ucraina che ha dominato il programma della Russia e dell’Occidente per quasi due anni è finito nella parte ‘già discussa’ dell’incontro di Putin con i leader USA e UE. Mentre i funzionari a Washington e Bruxelles hanno cercato di sottolineare di non aver alleggerito la pressione su Mosca riguardo l’Ucraina, il loro linguaggio ha indicato che sia gli USA, sia l’UE hanno progressivamente perso interesse nella crisi ucraina.

Non significa che Mosca abbia la strada spianata verso l’Ucraina, ma non era questo che Putin sperava: lo scopo principale del leader russo era di concludere la fase in cui la crisi ucraina dominava completamente il programma della Russia e dell’Occidente. Grazie alla sua azione in Siria, la Russia non è più un paria ed è nuovamente uno dei maggiori giocatori della scena internazionale.

 

LA CAMPAGNA MILITARE DELLA RUSSIA IN SIRIA

Con i suoi attacchi aerei in Siria, la Russia ha effettivamente salvato il Presidente siriano Bashar Assad da un’imminente sconfitta in seguito a una serie di insuccessi militari di quest’anno. Grazie alla campagna aerea russa, le forze di Assad sostenute da Hezbollah e dalle truppe iraniane hanno lanciato una serie di offensive da terra per rinforzare le loro posizioni in alcune aree cruciali, tra cui Aleppo, Homs e Damasco.

Mentre la Russia ha schierato solo circa 50 aerei da guerra ed elicotteri in una base aerea nella provincia costiera siriana di Lattakia, ciascuno di essi ha volato ogni giorno in numerose missioni di combattimento – un ritmo nettamente superiore a quello della coalizione guidata dagli USA. La Russia ha pestato i piedi alla Turchia bombardando dei turchi nel nord della Siria e colpendo delle carovane di petrolio che trasportavano il greggio dell’ISIL in Turchia, portando poi, la scorsa settimana, all’abbattimento di un aereo da guerra russo da parte di un caccia turco al confine con la Siria.

Putin si è rivalso schierando una difesa aerea missilistica a lungo raggio nella base russa in Siria, e i suoi militari hanno minacciato di abbattere qualunque target aereo che possa minacciare l’aviazione russa. Preoccupata dalla mossa, la Turchia ha sospeso i suoi voli militari vicino al confine siriano. Il Presidente russo ha anche schiaffeggiato la Turchia con delle sanzioni economiche, e il Ministro della Difesa della Russia ha formulato accuse pesanti contro il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan, accusando lui e la sua famiglia di beneficiare personalmente del commercio di petrolio con l’ISIL.

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