giovedì, Settembre 23

Putin ‘il grande’, Blatter ‘il Robin Hood’

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Dunque, Vladimir Putin ha redatto una lista nera di alcune decine di politici e militari occidentali che non potranno entrare in Russia perché amici dell’Ucraina golpista e nemici di Mosca, del multilateralismo nelle relazioni internazionali, e dunque della pace. Il Presidente russo ha fatto bene. E oso trovare nella sua sortita una conferma alla, peraltro banale, argomentazione che ripeto spesso, nei dibattiti e nelle mie lezioni, quando parlo di Stati Uniti, di Europa, di Occidente. Se pensate alle relazioni tra l’Italia e gli Stati Uniti come a una linea retta -questo l’esempio che faccio solitamente- sbagliate. Voi dovete disegnare una ‘v’ che -posto che in Italia non esista la situazione denunciata da illustri politologi negli USA-  raccordi il nostro Paese agli Stati Uniti. Gli USA non sono un monolite, ma sono da dividere in due, almeno fin dai tempi di Kennedy, e sicuramente a partire dalla seconda metà degli anni Ottanta e dal crollo del biporismo. Da una parte i moderati, pronti al dialogo o per vocazione o per realpolitik; dall’altra l’oltranzismo occidentaledei cosiddetti neocons e falchi di varia natura: oltranzismo che è tendenza trasversale, cioè non riducibile al binomio repubblicani-democratici, e che è pronto alla guerra mondiale pur di sconfiggere la Russia di Putin. Avventurieri pompati dalle reti mediatiche e dalla parte peggiore dei servizi occidentali, gente che ripete di massacro in massacro che ‘ama Israele’, il luminoso faro della ‘democrazia’ nella ‘barbarie’ musulmana, e in realtà ‘Stato nello Stato’ USA, come scritto da ‘Le Monde Diplomatique’ già alla fine degli anni Ottanta, pronto a trascinare Congresso e Casa Bianca, e tutte le capitali europee, da una guerra all’altra.
Bravo Putin, male Federica Mogherini. Perché mai la Ministra degli esteri UE chiede ragione a Putin della sua banale e coraggiosa denuncia, il suo impugnare il mitra in una mano (contro la lista nera) e nell’altra il ramoscello d’ulivo (contro chi ha il coraggio di agire per la pace) come già fece a Monaco 2008, e come continua a dire e a fare in ogni occasione possibile? Perché non abolire, invece, le sanzioni contro la Russia che stanno danneggiando l’economia italiana? Dove e perché Putin non starebbe rispettando gli accordi di Minsk? Non ha aderito lo stesso Governo Renzi al polo finanziario alternativo Cina, Russia, BRICS, senza il quale la Grecia DS di Tsipras avrebbe probabilmente già chinato il capo ai diktat del FMI e della BCE?

… e Blatter

L’oltranzismo occidentale è una costante di quello che potrebbe essere definito un ‘bipolarismo’ interno al mondo occidentale. Senza riandare alla guerra di Suez e all’assassinio di Kennedy, ad esso si devono letteralmente tutte le guerre che inglesi, americani, francesi e israeliani, hanno promosso o sostenuto almeno dall’inizio degli anni Novanta: i due attacchi all’Iraq 1991 e 2003, le interferenze e la guerra contro la Jugoslavia, il Darfur sudanese, una guerriglia sostenuta da Israele e Al Qaeda, il Libano 2006 -lì dove l’oltranzismo si è presentato allo stato puro, con la coincidenza tra mandante e aggressore- e poi ancora la Georgia, la Libia di Gheddafi, la Siria di Assad. L’oltranzismo occidentale è forte sui mass media, talvolta in modo evidente e diretto, quando compie sortite sorprendenti su testate autorevoli -vedi Magdi Allam su ‘Il Corriere della Sera’ e su ‘Il Giornale’, o Vittorio Feltri su ‘Libero’- e più spesso quando e perché nasconde il ruolo di Israele e delle sue ‘diaspore’ a favore della destabilizzazione planetaria, dietro commenti generici su questo o quel Paese occidentale, su Obama o su Sarkozy che sarebbe non al servizio di Israele ma niente meno che un nuovo DeGaulle. Cose del genere, con Obama e niente meno che Putin, come attori dietro le quinte dell’Isis. Israele è, come scrissi nel dicembre 2001, l’‘edificio nascosto’ rarissimamente disvelato dalla politologia occidentale.
La presenza sui media è ovviamente trasversale. Ma trasversale fino ai 360 gradi può essere anche il contenuto: il calcio? Joseph Blatter? Anche qui si sta muovendo il fronte oltranzista? Viviamo in un’epoca in cui le grandi squadre di calcio europee sono oggetto dell’attenzione società finanziarie che non puntano solo ai profitti, ma anche a costruire identità, preferibilmente laicheggianti, ‘antirazzistea senso unico, in un percorso cialtrone lungo il quale l’insulto infame dell’ultras imbecille diventa un tutt’uno col ‘negazionismo’. Prima che dall’Isis, la Roma del Papa, è stata oggetto di attenzioni sul terreno dell’Olimpico, forse la Lazio ‘fascista’, sicuramente la Roma ‘andreottiana’ di Sensi. Il confronto può sembrare assurdo, ma filantropica o no, la finanza non conosce confini certi tra gli innocenti circenses e le guerre, tra la beneficenza e i fondi speculativi. Il Presidente della Roma James Pallotta, milioni di dollari in beneficienza ogni anno attraverso la Robin Hood Foundation, dichiara di voler «trasformare Roma in una comunità globale». Ma non era e non è già tale la città eterna, visto che è la capitale storica del Cristianesimo, religione disseminata ai quattro angoli nel mondo? No, sarebbe come dire che i DS di Achille Occhetto nati sulle ceneri del vecchio PC ne sarebbero la continuità nel mondo in trasformazione dopo il crollo del bipolarismo. Falso: i DS erano la sinistra finanziaria, aliena agli interessi del ‘popolo’. E l’equazione allora è spontanea: la sinistra finanziaria, ancora oggi forte, sta al vecchio PCI interclassista dei ceti produttori e delle PMI italiane, come il calcio finanziario dei club ricchi sta al calciopoverodel resto del mondo, quello che si colloca al di là dei confini della UEFA, e i cui ingaggi sono ben inferiori alla media delle transazioni del Vecchio continente. Ed ecco, allora, Joseph Blatter? Un corrotto? Chi se ne importa! Ben venga, dunque, il Blatter che ha dato alla Russia di Putin la chance di ospitare i prossimi mondiali, una boccata d’aria distensiva che costituisce un colpo per l’oltranzismo occidentale che -grande finanza in testa, vedi la crisi Ucraina e chi l’ha provocata- chiede la guerra contro Mosca. Un secondo colpo per i guerrafondai del ‘mondo libero’, dopo la lista nera di Putin, una dimostrazione che la grande partita dell’era della globalizzazione, tra pace e guerra, si gioca su tutti i tavoli possibili, anche quelli più inimmaginabili e apparentemente lontani dalla politica.

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