mercoledì, 8 Febbraio
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Putin-Erdogan, ancora alta tensione

Nel giorno in cui Parigi ha ricordato le vittime dell’attentato del 13 novembre, emergono nuovi dettagli su due degli otto uomini del commando che ha ferito a morte la capitale francese. Di Adelhamid Abaaoud, probabilmente regista degli attentati, si è saputo che a gennaio sarebbe passato per Atene. La notizia è stata diffusa  dal sito web greco Ekathimerini secondo cui quasi un anno fa la polizia  aveva recuperato dei campioni di Dna del cittadino belga di origine marocchina in due appartamenti, durante un blitz nei quartieri di Pangrati e Sepolia. Il riscontro è avvenuto dopo che il profilo genetico recuperato dopo la morte di Abaaoud a Saint-Denis, lo scorso 18 novembre, è stato mandato alla polizia greca. I dati combaciano. Il giovane jihadista, probabilmente, stava già pianificando degli attentati e si è spostato in Belgio per avere la collaborazione delle cellula belgo-francese. L’unico attentatore ancora in vita, Salah Abdeslam, sarebbe, invece, ormai in fuga verso la Siria dopo essersi nascosto a Schaerbeek, un quartiere di Bruxelles. Ad aiutarlo nei giorni in cui la capitale belga era sotto assedio potrebbe essere stato Mohammed Abrini, su cui ora pende un mandato di cattura internazionale. Il ragazzo era stato visto in compagnia di Salah proprio poco prima degli attentati a Parigi. La madre, Moumina Abrini, intervistata dal quotidiano belga La Derniere Heure, ha chiesto al figlio di arrendersi pur non convinta della sua conversione all’ideologia jihadista. «É gentile, servizievole, si veste normalmente e non è armato e pericoloso come si dice» ha detto la donna, che ha ammesso la conoscenza con Salah  fin dall’adolescenza.

Le indagini proseguono, ma intanto continua anche la guerra della Francia contro lo Stato Islamico. Francois Hollande, sempre più determinato, cerca nuove alleanze per la sua missione. Dopo aver parlato con il premier Matteo Renzi e aver incontrato ieri Vladimir Putin, il presidente francese oggi ringrazia Angela Merkel. Ad affiancare la Francia nella sua battaglia interviene, infatti, anche la Germania che presto invierà dei Tornado in Siria per bombardare l‘Isis. «Senza un confronto militare non usciremo dalla situazione in Siria»  ha detto il ministro degli Esteri Frank-Walter Steinmeier a Berlino annunciando, in uno statement con la ministra della Difesa Ursula von der Leyen, la decisione di dare sostegno alla Francia. «Non abbiamo solo un sentimento di compartecipazione, siamo solidali». Soddisfatto, Hollande sta cercando di tirare dentro l’asse anti-Isis anche l’Inghilterra  e Cameron, infatti,  ha chiesto al parlamento di votare sulla possibilità di inviare dei bombardieri della Raf. Sembra, invece, assolutamente fuori questione l’invio di truppe di terra, ma molti non sono convinti affatto del coinvolgimento del Paese in questa guerra. Il timore è che Londra possa diventare un bersaglio per gli attentatori, cosa che il premier ha, però, smentito pur ribadendo che, dopo aver neutralizzato militarmente l’Isis, in Siria la soluzione è spodestare Assad. 

https://youtu.be/d9KgdIZ68jI

Se fosse una partita a Risiko, la situazione si farebbe interessante, ma la realtà è ben altra cosa e sullo scacchiere internazionale le tensioni diventano sempre più pericolose. Stamattina il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha invitato Vladimir Putin a non giocare con il fuoco. Il clima tra i due Paesi è incandescente dopo l’abbattimento del Su-24 russo al confine con la Siria. «Putin ha detto che chi usa un doppio standard riguardo il terrorismo, gioca con il fuoco.» ha detto Erdogan riprendendo la frase che il leader del Cremlino e detto ieri durante l’incontro con Hollande. «Sono pienamente d’accordo con lui. Sostenere il regime di Bashar al-Assad in Siria, che ha ucciso 380mila persone nella stessa Siria, è giocare con il fuoco» ha proseguito Erdogan citato dal sito web del giornale turco Hurriyet. «Colpire gruppi dell’opposizione che godono di legittimità a livello internazionale con il pretesto di combattere contro Daesh (acronimo in arabo dell’Is, ndr) è giocare con il fuoco». I due leader hanno continuato per tutta la giornata di oggi a scambiarsi accuse e sebbene il capo della Turchia abbia chiesto a Putin di incontrarlo lunedì prossimo, al margine dell’incontro d’apertura di COP21, non sembra ci sia la reale volontà di abbassare i torni.  «Sfruttare un incidente come scusa per tormentare i nostri cittadini che sono in Russia per affari è giocare con il fuoco. Colpire in modo irresponsabile camion nella regione che potrebbero essere lì per attività commerciali o umanitarie è giocare con il fuoco» ha ribadito. Secondo la Cnn Turk, ieri una cinquantina di imprenditori turchi sarebbero stati arrestati in Russia con l’accusa di false dichiarazioni sul loro viaggio nel Paese. Gli imprenditori erano nella città di Krasnodar per partecipare a una fiera dell’agricoltura. Dal Cremlino i portavoce del presidente hanno detto che Putin non ha alcuna intenzione di parlare lunedì con Erdogan, a meno che non voglia porgere ufficialmente le sue scuse per l’abbattimento del caccia. Il rapporto tra i due Paesi si fa, dunque, sempre più incrinato e a confermarlo c’è la decisione dell’ aeronautica militare di Ankara di sospendere i raid aerei sulla Siria, mentre da parte sua, Mosca ha accusato Ankara di acquistare clandestinamente petrolio dall’Isis.

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