mercoledì, Ottobre 27

Putin e l'offensiva diplomatica Il presidente russo Vladimir Putin ha lanciato un'offensiva diplomatica per convincere Stati Uniti e alleati occidentali ad accordarsi sulla chiusura della crisi in Ucraina

0

image

La partecipazione al vertice Asia-Pacific Economic Cooperation a Pechino, all’inizio di questa settimana, ha offerto a Putin la possibilità di confrontarsi con il presidente americano Barack Obama; i due si erano incontrati l’ultima volta a giugno, in Francia, per la celebrazione del D-day – lo sbarco degli alleati sulle spiagge della Normandia, del 1944.
L’incontro, breve e freddo, non ha contribuito a riavvicinare le posizioni della Russia e degli Stati Uniti. La crisi ucraina si è ulteriormente intensificata nei mesi successivi. Il 17 luglio, un Boeing 777 della Malaysian Airlines è stato abbattuto nell’Ucraina orientale, e le 298 persone a bordo sono morte. Funzionari degli Stati Uniti hanno accusato i ribelli filo-russi dell’incidente e Mosca di avergli fornito il sistema missilistico che ha abbattuto l’aereo.
Il Cremlino si è opposto a queste accuse, ma la rabbia dell’opinione pubblica internazionale ha aperto la strada a nuove e più severe sanzioni economiche contro la Russia, che l’Unione europea è stata riluttante ad approvare fino alla caduta dell’aereo.
Alla fine dell’estate, i ribelli filo-russi in Ucraina orientale sembravano vicini alla sconfitta, ma le sorti si sono rapidamente invertite e le truppe governative hanno subito una serie di sconfitte umilianti. L’Ucraina e l’Occidente hanno accusato Mosca di aver voluto cambiare le sorti della guerra con l’invio di unità dell’esercito regolare in appoggio ai ribelli.
Un cessate il fuoco firmato tra Ucraina e ribelli nel mese di settembre a Minsk, capitale bielorussa, ha contribuito a frenare le ostilità, ma la lotta è continuata e nelle ultime settimane si è vista una nuova e significativa escalation.
All’inizio di questa settimana, la NATO ha accusato la Russia di aver inviato convogli di truppe e carri armati in Ucraina, ma Mosca ha negato.

OBAMA ALL’ANGOLO
A Pechino, Putin si è focalizzato su Obama, cercando di metterlo all’angolo, anche in mancanza di incontri formali. Ad un certo punto, quando il presidente cinese Xi Jinping ha invitato altri leader a incontrarsi prima del summit, Putin ha cercato di dare a Obama una pacca sulla spalla, ma lui si è scansato. Eppure la “presa” del leader russo sembrava aver raggiunto il suo obiettivo.
La Casa Bianca e gli incaricati del Cremlino riferiscono che i due leader hanno parlato a margine del vertice APEC in tre diverse occasioni, sull’Ucraina, sulla Siria e sull’Iran. E se il nodo tra Russia-U.S. è privo di precedenti almeno dai tempi della Guerra Fredda, Mosca e Washington hanno molte cose di cui parlare.
Washington ha bisogno del sostegno di Mosca nei colloqui con l’Iran; entrambe le nazioni fanno parte del gruppo delle sei potenze mondiali intente a negoziare un accordo per ridimensionare l’Iran e il suo programma di arricchimento dell’uranio; la contropartita è una tregua dalle sanzioni occidentali.
La scadenza del 24 novembre quando Teheran dovrebbe concludere l’accordo è vicina, ma le posizioni restano distanti. Divergenze profonde anche sulla Siria, già che Mosca insiste sul fatto che l’Occidente dovrebbe collaborare con il presidente siriano Bashar Assad nella lotta contro i terroristi dello Stato islamico. Gli Stati Uniti e altre nazioni occidentali però si rifiutano di trattare con Assad.
Putin, a sua volta, vuole che gli Stati Uniti e i loro alleati occidentali facciano marcia indietro sull’Ucraina, riconoscendo gli interessi della Russia e trovando un accordo per garantire un certo grado di autonomia ai ribelli russofoni. Il Cremlino ha anche bisogno di normalizzare i rapporti con l’Occidente e di vedere la fine delle dolorose sanzioni economiche che hanno contribuito a far cadere la valuta russa del 30% da inizio anno. Avrà un’altra possibilità di incontrare Obama al vertice del G20 in Australia nel prossimo fine settimana, e là potrà parlare anche con altri leader occidentali.

ARGOMENTI FORTI
Putin sembra aver alzato la posta in Ucraina con i recenti spostamenti delle truppe. I leader della NATO questa settimana hanno dichiarato che nuovi convogli armati russi sono entrati nelle aree controllate dai ribelli dell’Ucraina orientale attraverso il confine ormai fuori dal controllo, anche se non sono riusciti a spiegare in che modo gli siano giunte queste informazioni.
Gli osservatori dell’Organizzazione per la Sicurezza in Europa hanno riferito di aver visto convogli di camion e veicoli blindati in movimento intorno alla regione controllata dai ribelli, ma la loro provenienza resta poco chiara: i veicoli erano privi di contrassegni.
Durante il conflitto, la Russia ha cercato di continuare a negare il proprio coinvolgimento in modo credibile, anche se una prova indiretta deriva dalla presenza delle truppe russe e delle forniture transfrontaliere di armi. Per Mosca, tuttavia, la cosa principale è non essere colta in flagrante, cosa che sembra sia stata quasi in grado di fare.
Gli ultimi movimenti di convogli militari sembrano essere un segnale per il governo ucraino e per l’Occidente, e dicono che la Russia è pronta a rinforzare la propria presenza e a proteggere i territori ribelli se il governo ucraino non saprà rispettare i termini di pace decisi a settembre; intanto, cerca di guadagnare terreno con la forza.

PATTUGLIE DI BOMBARDIERI
A Mosca, il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu ha presieduto una riunione con i comandanti militari e là ha annunciato l’invio di pattuglie di bombardieri strategici in tutto il mondo, dal Mar Artico fino al Golfo del Messico.
Durante il periodo della Guerra Fredda, i bombardieri strategici sovietici di capacità nucleare facevano pattuglie di routine sopra l’Atlantico e il Pacifico, raggiungendo le zone da cui potevano lanciare missili da crociera in caso di una guerra nucleare. Tali voli, interrotti dopo il crollo dell’Unione Sovietica e con l’esercito russo in grave carenza di liquidità a causa della crisi economica della nazione, sono ripresi sotto Putin.
Putin stesso una volta ha pilotato un bombardiere strategico Tu-160 nel 2005 in veste di co-pilota, premendo il pulsante per lanciare un missile da crociera durante un’esercitazione militare.
I pattugliamenti con i bombardieri si sono intensificati nelle ultime settimane di tensioni tra l’Occidente e l’Ucraina. Mai prima d’ora, nemmeno nel periodo sovietico, però, Mosca aveva inviato i propri bombardieri in missione di pattugliamento nel Golfo del Messico, nel rispetto di tacite regole del gioco tra superpotenze, evitando un eccessivo uso della politica del rischio calcolato. L’Unione Sovietica di tanto in tanto inviava aerei da ricognizione a lungo raggio nel Golfo del Messico, così le missioni delle pattuglie dei bombardieri rappresenterebbe una nuova strategia.
L’affermazione di Shoigu ha apparentemente lo scopo di mostrare agli Stati Uniti che il Cremlino è serio circa l’Ucraina, ed è pronto ad aumentare in modo significativo la propria posizione militare se Washington resta sfidante e rifiuta il compromesso. 

 

 Traduzione di Valeria Noli

 

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->