domenica, Settembre 19

Iran: può l’Europa salvare l’accordo sul nucleare? Donald Trump si dice pronto ad uscire dall’accordo sul nucleare. Per capire cosa accadrà abbiamo intervistato Riccardo Alcaro, analista dello IAI

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Altri Paesi in Medio Oriente stanno lavorando ad uno sviluppo di tecnologie nucleari. Perchè c’è tutta questa attenzione sull’Iran?

C’è da dire che fino al 2003 c’erano evidenti prove che l’Iran avesse sviluppato un programma nucleare militare anche se non molto avanzato, che era stato successivamente smantellato. Il problema maggiore, riguardo all’Iran, era relativo alla sua capacità di arricchimento dell’uranio, procedimento legale che può servire alla produzione di energia elettrica ma che può anche essere dirottato verso scopi bellici. Al di là di questo, l’attenzione rivolta all’Iran è di tipo ideologico. La logica geopolitica in realtà dovrebbe vedere gli Stati Uniti, che hanno un interesse nella stabilità dell’area, fare pressioni su Iran e Arabia Saudita affinchè raggiungano un accordo. Soprattutto considerando che l’Iran è una società molto sofisticata ed è uno Stato funzionante in una regione che ha testimoniato negli ultimi anni il collasso del sistema statale arabo. Inoltre, c’è da ricordare che l’estremismo islamico non proviene dall’Iran ma dal mondo sunnita, ampiamente finanziato da elementi sauditi. Tutte le ultime iniziative del Principe Salman, come l’intervento in Yemen ed il blocco del Qatar, sono state tutte mosse anti – Iran che però non hanno portato ai risultati da lui sperati.

Quali nuovi equilibri potremmo vedere nella regione?

L’appoggio degli americani ai curdi in Siria in chiave anti-Isis ha sicuramente facilitato il riavvicinamento tra Ankara e Teheran. Infatti, dopo il tentato  colpo di stato fallito del 2016 la Turchia è sempre più inclini a non fidarsi degli americani, considerati complici del golpe. I turchi sono infatti tendenzialmente cospirazionisti e non hanno mai amato troppo gli americani specialmente a seguito della guerra in Iraq. Inoltre, appoggiando i curdi del YPG gli Stati Uniti hanno ignorato totalmente gli interessi del governo turco. Le relazioni tra Stati Uniti e Turchia si trovano dunque al loro punto più basso e questo ha di certo facilita il dialogo con l’Iran, tanto che Ankara Sembra aver rinunciato all’idea di un cambio di regime in Siria. In Yemen, invece, non credo vi sarà un escalation tra Iran e Arabia Saudita dato che l’influenza di Teheran in Yemen è molto limitata, gli Houthi tengono in scacco i potenti sauditi, e questo è il massimo che l’Iran possa sperare di ottenere.

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