sabato, ottobre 20

Punggye-ri: passi avanti o vetrina mediatica? Tra estenuanti passi avanti e indietro, ci si prepara alla chiusura del sito nucleare nord-coreano

0

Tra il 23 e il 25 maggio, a seconda delle condizioni meteorologiche, verrà chiuso e smantellato il sito si Punggye-ri, in Corea del Nord. Il sito, l’unico conosciuto nel Paese, è divenuto celebre per essere stato teatro dei test nucleari sotterranei che, dal lontano 2006 fino allo scorso settembre, hanno reso Pyongyang una potenza nucleare.

La chiusura del sito di Punggye-ri rientra nella strategia di distensione attuata da Pyongyang a partire dal cambio di rotta di Kim Jong-un, dopo che, nei mesi scorsi, la tensione tra Corea del Nord e Stati Uniti aveva fatto temere per lo scoppio di una guerra combattuta.

Il processo di distensione tra i due Paesi, in realtà, continua ad avere alti e bassi. Con l’avvicinarsi del 12 giugno, giorno in cui è previsto lo storico incontro a Singapore tra il Presidente USA, Donald Trump, e Kim Jong-un, gli animi hanno cominciato a surriscaldarsi nuovamente: da un lato ci sono le autorità nord-coreane che, in reazione alle esercitazioni congiunte tra unità statunitensi e sud-coreani, hanno bloccato, in un primo momento, i giornalisti di Seul che avrebbero dovuto assistere allo smantellamento dell’impianto di Punggye-ri; dall’altro lato, dagli USA arrivano posizioni contrastanti, con Trump che esprime dubbi sulla possibilità effettiva che i preparativi per l’incontro di Singapore vadano a buon fine, con John Bolton (Consigliere per la Sicurezza Nazionale) e Mike Pence (Vice-Presidente) che agitano lo spettro della Libia, nel caso le trattative per la denuclearizzazione non dovessero andare a buon fine. Negli ultimi giorni, infine, gli USA stanno  esprimendo posizioni altalenanti anche nei confronti del ruolo giocato dalla Cina nel processo di distensione: se Pence ha lodato il lavoro svolto da Pechino per giungere ad un compromesso, lo scorso 22 maggio, lo stesso Trump ha insinuato che il Presidente della Repubblica Popolare, Xi Jinping, sia responsabile di aver fomentato le nuove tensioni tra Pyongyang e Washington. Nonostante le tensioni degli ultimi giorni, sia da parte statunitense (il Segretario di Stato, Mike Pompeo, e, in parte, lo stesso Trump), sia da parte sud-coreana (il Consigliere per la Sicurezza Nazionale, Chung Eui-yong), prevale un cauto ottimismo sulla possibilità che l’incontro del 12 giugno possa avere luogo e portare ad una qualche forma di successo.

Anche da parte nord-coreana, infine, sono arrivati cenni di distensione. Dopo che, in un primo momento, i giornalisti della Corea del Sud che avrebbero dovuto assistere allo smantellamento del sito nucleare erano stati respinti, proprio come reazione alle esercitazioni congiunte tra Seul e Washington, oggi è finalmente arrivato il via libera alla partecipazione dei sud-coreani che vanno ad aggiungersi ai venti colleghi provenienti da Stati Uniti, Gran Bretagna, Cina e Russia.

Con lo sbloccarsi della ‘questione giornalisti’, ci si prepara per lo smantellamento definitivo del sito di Punggye-ri. Anche in questo caso, però, non manca qualche polemica, soprattutto per quanto riguarda l’effettiva utilità ed il reale valore strategico del sito in questione.

In primo luogo, infatti, c’è che sostiene che il sito sarebbe già inservibile a cause del crollo di uno dei tunnel dopo l’ultima esplosione testata lo scorso 3 settembre. La questione non è così scontata in quanto, secondo alcuni esperti, il crollo di alcune strutture durante esperimenti che consistono in forti esplosioni nucleari sotterranee è fondamentalmente normale e da tenere in conto. Inoltre, la presenza del tunnel in questione non è strettamente necessaria per eseguire test sotterranei che hanno il solo scopo di valutare la potenza di un’esplosione.

Una questione più spinosa è quella legata al conseguimento di una data tecnologia. Dopo gli ultimi esperimenti del 2017, infatti, Pyongyang avrebbe ultimato la fase della sperimentazione per la quale si rendeva necessario l’utilizzo di un sito come quello di Punggye-ri. A questo punto, quindi, la Corea del Nord non si starebbe privando che di un sito obsoleto, di cui non avrebbe alcun bisogno per sviluppare una tecnologia nucleare che già possiede.

Infine, bisogna considerare il fatto che Punggye-ri è l’unico sito per la sperimentazione nucleare conosciuto in Corea del Nord, ma non è detto che non ve ne siano altri in località segrete. In realtà, anche se così fosse, è molto improbabile che un bluff simile potrebbe durare a lungo: nel momento stesso in cui un nuovo test nucleare dovesse essere effettuato in un sito differente da Punggye-ri, gli strumenti di Seul e Washington capterebbero le onde sismiche anomale, svelando immediatamente il gioco di Pyongyang.

Il dubbio che lo smantellamento di Punggye-ri non sia altro che una vetrina mediatica persiste. In vista dell’evento, il Governo di Pyongyang ha preparato diverse postazioni di osservazione per i giornalisti invitati ed è molto probabile che tutto si svolgerà seguendo una regia rigidamente organizzata: una vera e propria cerimonia per veicolare all’estero un’immagine vantaggiosa del Paese.

Nonostante ciò, non si può negare che si tratti di un passo avanti nella direzione di una normalizzazione dei rapporti tra le due Coree e tra Corea del Nord e USA: è chiaro, in ogni caso, che da Pyongyang non arriveranno concessioni senza una trattativa che i nord-coreani possano considerare accettabile e vantaggiosa per i propri interessi; d’altro canto, le dichiarazioni rilasciate negli ultimi giorni da Trump e dai suoi uomini fanno temere che a Washington si pensi piuttosto ad una serie di punti non negoziabili.

Il punto chiave sarà l’incontro tra Trump e Kim, a Singapore, del 12 giugno prossimo, sempre che non salti prima.

Nel frattempo, ci sono altri interrogativi sul futuro della denuclearizzazione della Penisola Coreana. Uno di questi punti, lo solleva Mikhail Ul’janob, Rappresentante Permanente della Russia alle Organizzazioni Internazionali a Vienna, il quale afferma che, anche nel caso si giungesse ad un accordo definitivo per la denuclearizzazione nell’area, l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) non avrebbe gli strumenti per seguire il processo di disarmo: la AIEA, infatti, ha lo scopo di vigilare sulla non proliferazione degli armamenti nucleare e sullo sviluppo di tecnologie civili; non è quindi organizzata e non ha gli strumenti per gestire un processo di denuclearizzazione. Quale sarà, quindi, l’organismo che dovrà vigilare sullo smantellamento dell’arsenale nucleare nord-coreano? La risposta a questa domanda è solo una delle tante su cui sarà necessario interrogarsi nel prossimo futuro.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore