domenica, Maggio 16

Pubblica amministrazione, investire sulle persone field_506ffb1d3dbe2

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La Pubblica amministrazione non riesce a rinnovare la sua organizzazione aziendale per stare al passo con i tempi e consentire una maggiore innovazione tecnologica e culturale. La riforma prevista dal Governo guidato dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi stenta a decollare, accusando forti resistenze provenienti dagli stessi burocrati dello Stato. La rivoluzione tecnologica permette di accelerare i tempi della richiesta dei certificati, diminuendo la corruzione perché si eliminano passaggi inutili e sospetti. Il monito è arrivato più volte dai magistrati, specialmente durante le fasi investigative dei fenomeni di corruzione agevolati dalla lentezza della Pubblica amministrazione, comprese le vecchie norme ormai desuete e appartenenti al passato.

È urgente una profonda innovazione del sistema statale, perché la lentezza contribuisce negativamente allo sviluppo economico del Paese. La crescita italiana sconta forti ritardi a causa delle procedure degli uffici troppo farraginose, dove manca una vera governance capace di introdurre responsabilità e merito. I cittadini pagano un conto elevato per i disservizi causati dalla Pubblica amministrazione, mentre le imprese subiscono danni ingenti sulle produzioni, specialmente nel settore delle esportazioni. C’è da notare che c’è un enorme complicazione nelle procedure nella Pubblica amministrazione. Tutto potrebbe camminare più speditamente se fosse presente un approccio culturale capace di guardare con lungimiranza, senza fermarsi alle pratiche da bottega.

A intervenire sul nuovo ruolo della Pubblica amministrazione è Stefano Cianciotta, Docente di Comunicazione di Crisi all’Università degli Studi di Teramo, per comprendere le azioni da intraprendere verso una modernizzazione dell’apparato statale che deve essere senza dubbio più vicino ai cittadini e alle imprese.

 

La politica non riesce a rinnovare adeguatamente la Pubblica amministrazione. Quali motivi sono alla base di questa forte resistenza?

La Pubblica amministrazione nel suo insieme, e la scuola in particolare, sono i due settori nei quali tutti i Governi, a prescindere dal loro colore politico, hanno più legiferato negli ultimi venti anni. Nonostante una produzione normativa così copiosa, la qualità della Pubblica amministrazione è percepita dai cittadini come scadente e poco efficiente. Questo accade perché in Italia la politica in generale continua a non investire sul capitale umano, a non considerarlo propedeutico alla efficienza della Pubblica amministrazione, e quindi alla qualità dei servizi erogati e del suo operato. In questi otto anni di crisi economica le imprese private si sono managerializzate. Non credo si possa dire la stessa cosa della Pubblica amministrazione, tanto che organismi come il Fondo Monetario Internazionale suggeriscono all’Italia che la riforma principale non più indifferibile, che potrebbe liberare risorse ed energie nel nostro Paese, è proprio quella della Pubblica amministrazione. La modernizzazione nel nostro Paese è stata realizzata solo a parole. La debolezza della politica, ostaggio della burocrazia e dei burocrati, ha fatto il resto.

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