martedì, Novembre 30

Provenzano: quando la Giustizia diventa tortura e vendetta field_506ffbaa4a8d4

0
1 2


Siamo tutti d’accordo: Bernardo Provenzano, al pari di Totò Riina, di Leoluca Bagarella, degli altri ‘corleonesi’ è stato  uno spietato mafioso le sue mani grondano sangue, e sono decine le persone di cui ha ordinato la morte, che ha lasciato fossero uccise; Provenzano è l’assassino che una quantità di inchieste e di processi hanno documentato. Provenzano è responsabile di una incredibile quantità di cose ripugnanti. E’ tutto vero.

Provenzano viene arrestato nel 2006, vicino a Corleone, dopo una latitanza durata ben 43 anni. E’ già stanco, malato, quando lo catturano. Chissà, forse pensava a lui, Ninetta Bagarella, moglie di Riina, che alla notizia dell’arresto del marito se ne esce con un «Me l’hanno venduto!». Chissà, forse in quel modo Provenzano ha guadagnato qualche anno di libertà in più e certamente ha riportato Cosa Nostra su binari più ‘tranquilli’, più sommessi, rispetto agli anni dello stragismo voluto da Riina. Comunque, l’arresto per il vecchio boss è stato come una liberazione: meglio il carcere, perfino il duro regime del 41bis, che quella faticosa, pericolosa latitanza dove ogni ombra può essere un nemico, e dove di nessuno ti puoi fidare.
La salute del boss, già messa a dura prova ‘fuori’, in carcere declina inesorabilmente, giorno dopo giorno. Rosalba Di Gregorio, legale del boss, dice che «la situazione di Provenzano è pessima. Potrebbe morire da un momento all’altro poiché le sue condizioni neurologiche e fisiche generali non rendono possibile intervenire con una chemio o con qualsiasi altra terapia per bloccare la ripresa del tumore alla prostata. Si sta solo intensificando la terapia ormonale che lascia il tempo che trova. È giusto che Provenzano, che è riconosciuto colpevole di qualcosa, paghi il suo debito, però in condizioni di vita carceraria adeguate alla società civile».

Di Gregorio spiega che nel 2010 c’e’stata un’ischemia che ha bruciato una parte del cervello: «da qui residuò, come un fatto neurologico a caduta, un riflesso simile al Parkinson. Abbiamo un soggetto che non è in condizione di accudire se stesso, nella maniera più categorica. L’ultima volta in cui sono andati i figli a trovarlo, si è messo a pregare al colloquio. E non riesce a capire che deve prendere il citofono e posizionare nel punto giusto l’orecchio  e la bocca. Addirittura non riesce più neanche a fare uscire la biancheria sporca, sbaglia e manda fuori quella pulita».

Una situazione che precipita giorno dopo giorno, ora dopo ora. Provenzano è quello che sappiamo. Ma anche Provenzano, perfino Provenzano, è titolare di inalienabili diritti; ed è un preciso dovere che questi suoi diritti siano tutelati, garantiti. Proprio a Provenzano, perché noi non siamo Provenzano.

No, invece. E’ ormai un vegetale, non è piu’ in grado di intendere e di volere. Immobile nel suo letto, sguardo perso, la mente chissà dove, malato di ogni tipo di disfunzione, nutrito artificialmente… Un morto che non cammina. Ma sempre sottoposto al 41bis. Il Ministro della Giustizia Andrea Orlando rifiuta di firmare la revoca da questoregimecarcerario speciale.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->