venerdì, Maggio 7

Protezione civile 2.0, dibattito in aula

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Il 5 agosto scorso è stato portato in Assemblea, alla Camera dei Deputati, una Delega al Governo per il riordino e il coordinamento della Protezione Civile.
Questa proposta di legge, approvata in Commissione il 4 agosto, è approdata  in Assemblea parlamentare e nei prossimi giorni è prevista la discussione in Aula.
Un pool, quello della Protezione Civile, che deve fare sistema se vuole continuare a salvare vite umane nell’imminente emergenza.
La proposta di legge delega intende riordinare il corpo normativo relativo alle attività di Protezione Civile, intesa nella sua complessità di interventi, che vanno dalla prevenzione, alla previsione del rischio, alla gestione dell’emergenza e alla costruzione delle condizioni di ripresa delle normali condizioni di vita nei territori colpiti da calamità”, dice Chiara Braga, Responsabile nazionale Ambiente Pd e cofirmataria della legge.
Il sistema nazionale della Protezione civile è un’eccellenza del nostro Paese ma per poter operare con ancora maggiore efficacia necessita di un quadro normativo certo e stabile, che pur confermando l’impianto della legge istitutiva del 1992, metta ordine in un contesto che è stato frutto di molti interventi di modifica, a mezzo di leggi o di volta in volta di ordinanze di Protezione Civile”, conferma l’onorevole Braga.
La necessità di dotare tutti i comuni di Piani Comunali di emergenza, di rivedere quelli esistenti e di portarli a conoscenza della popolazione e degli amministratori locali, rappresenta un’esigenza prioritaria, come sottolineato da Samuele Segoni, parlamentare del Gruppo Misto e cofirmatario della legge delega.
A tal scopo saranno istituiti piani di verifica e di revisione delle linee guida regionali.
L’Indro ha affrontato i punti più importanti di questa Legge per capire se e in che modo si interverrà per rafforzare una rete che coinvolga Governo, Regioni e territori nella gestione delle situazioni più urgenti.
Tra le priorità su cui la legge delega dovrà intervenire vi è la necessità di un organismo che censisca i Comuni e che individui con chiarezza quelli che non hanno adottato piani di emergenza”, dice Ermete Realacci, Presidente della VIII Commissione Ambiente e cofirmatario della Delega di Legge.
Tra gli altri interventi salienti sarà previsto, secondo Segoni “l’inserimento di criteri meno discrezionali per stabilire quando dichiarare e quando no un’emergenza nazionale. Meno burocrazia ma bilanciata da più trasparenza e controlli ex-post e soprattutto niente scorciatoie legali. Una normativa specifica per la gestione delle macerie, dei corpi di frana e degli alberi in caso di disastri”.
Alcuni mesi fa, il prefetto Franco Gabrielli in un’audizione alla VIII Commissione Ambiente ha posto una riflessione sulla necessità di rendere più chiaro il quadro legislativo sulla riforma della Protezione Civile, che dal 1992 ad oggi è stato troppo disorganico e disomogeneo.
La nuova proposta di legge delega sembra andare nella direzione di un superamento di tale frammentarietà per rendere più efficiente l’azione e il coordinamento fra istituzioni, forze dell’ordine e associazioni.
L’Italia è dotata di un buon strumento di Protezione Civile che però si è occupato di deleghe che non centravano nulla con le sue funzioni. Per fare un esempio concreto, presiedeva al controllo e alla sicurezza pubblica durante eventi sportivi o manifestazioni. La delega al governo sottrae gli interventi di pianificazione dell’emergenza di episodicità, dando organicità a un quadro legislativo che in passato è deragliato. Occorre pertanto ridefinire i compiti della Protezione civile sia quelli delle Regioni”, dice il Presidente Realacci.
Bisognerà insomma potenziare la capacità di far lavorare insieme pezzi e corpi della società, non solo le istituzioni governative e territoriali, ma anche le associazioni presenti sul territorio (Legambiente, Corpo volontario e militare, Vigili del Fuoco e forze dell’Ordine).
Un mondo, quello delle organizzazioni volontarie dei cittadini che in alcuni contesti, come è avvenuto a Genova con i cosiddetti ‘angeli del fango’, è stato provvidenziale per ripulire la città dopo le ondate alluvionali dello scorso inverno.
Richiamare i cittadini al senso civico è importante, ma non è sufficiente.
Questa legge rafforzerà la responsabilità del sistema sotto la Presidenza del Consiglio, richiamando le diverse istituzioni allo scopo di attuare una corretta attività di informazione alla popolazione”, sostiene Releacci. E’ insomma necessario invitare i cittadini a mettere in pratica delle piccole norme di comportamento, come il non mettersi in macchina durante un rischio emergenza o il salire sui piani alti delle abitazioni. “Ci sarà un coordinamento maggiore dei diversi sistemi di protezione e di allerta meteo”, ammette il Presidente della VIII Commissione Ambiente.
Il prefetto auspicava già nel mese di marzo nei risultati concreti della proposta di Legge Delega che attualmente ha superato la prima fase parlamentare. Non appena inizierà la seconda fase, però, bisognerà vagliare bene, al di là delle buone intenzioni, la concreta necessità di dotare la Protezione civile degli strumenti necessari ad avere, come sottolineato dal prefetto Gabrielli in Audizione, la più ampia visione d’insieme sui fenomeni da prevedere e, se possibile, prevenire.
La prevenzione, naturalmente, non spetta unicamente alla Protezione Civile che ha piuttoso il compito di organizzarsi nel migliore dei modi per intervenire e ridurre quanto più possibile i disagi. Il compito di prevenzione riguarda le istituzioni che insieme dovranno collaborare per costruire l’architrave di una rete sempre più efficiente. Obiettivi che Gabrielli definisce condivisibili se rapportati a uno specifico contesto storico, ma che oggi, alla luce di emergenze incombenti devono essere modificati.
Negli ultimi anni si è guardato ad esigenze legate al risparmio che hanno portato investimenti inferiori in un settore che andrebbe potenziato: “basti pensare che in tipico stile italiano si è passati in breve tempo da periodi in cui la Protezione Civile aveva a disposizione mezzi straordinari per fronteggiare anche situazioni ordinarie a periodi in cui si pretendeva che fronteggiasse anche situazioni straordinarie con solo mezzi ordinari”, dice l’onorevole Segoni. Altra necessità impellente, quindi, sarà quella di introdurre i codici di colore relativi agli allarmi, una sorta di ‘semaforo’ che permetta di differenziare la gravità della situazione e la priorità di intervento.
L’estate appena trascorsa ha evidenziato come l’emergenza climatica stia diventando sempre più minacciosa con l’intensificarsi di precipitazioni intense e improvvise e trombe d’aria nei pressi dei litorali costieri che aggravano il dissesto idrogeologico.
Sulla possibilità di accelerare i tempi di approvazione e di superare eventuali ostacoli che possono frapporsi l’onorevole Braga assicura: “In Commissione c’è stata un’ampia convergenza sul testo, sono stati accolti diversi emendamenti si della maggioranza che delle opposizioni; mi auguro che su un tema così sentito e importante ci possa essere un accordo ampio e si possa procedere spediti”. Eppure, assicura Segoni, “l’azione politica non può esaurirsi con questa legge: i disastri che stiamo subendo hanno cause molteplici e la risposta del legislatore deve essere tempestiva, coerente e deve interessare molti temi che purtroppo le forze politiche ancora considerano scollegati tra loro. Tanto per iniziare: consumo di suolo, riduzione dei gas serra, realizzazione e finanziamento di un piano organico di adattamento ai cambiamenti climatici”.

 

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