lunedì, Ottobre 18

Proteggere l’ ambiente Per il Parlamento europeo, chi inquina, deve pagare

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Le tematiche della protezione dell’ambiente e del cambiamento climatico sono state sempre molto a cuore alle istituzioni europee. In questo speciale per le elezioni, stavolta ci occupiamo del ruolo che il settore ambientale ha e dell’importanza che questo ha acquisito nella legislatura 2009-2014. Il Parlamento ha legiferato in modo articolato sulla lotta al cambiamento climatico e sulla protezione dell’ambiente, tanto da far diventare l’Unione Europea la prima area geografica al mondo a rispondere a questa esigenza posta anche dalle nazioni Unite nei Millenium Development Goals. Lo ha fatto, approvando nuove leggi per ridurre le emissioni di gas a effetto serra e aiuteranno a portare l’UE verso un’economia a basso consumo di carbonio e meno dipendente dalle costose importazioni di combustibili fossili.

Come afferma la stessa istituzione «le parole d’ordine dell’azione del Parlamento sono state ‘sicurezza’ e ‘prevenzione’ poiché ha contribuito a limitare ulteriormente l’esposizione ai rischi ambientali e ha lottato con successo per aria, terreni e acqua più puliti». La promozione delle energie rinnovabili ha permesso agli eurodeputati di chiedere un maggiore sforzo alle istituzioni UE e ai partner globali, di approvare, nel contesto dell’ONU, entro il 2015, un trattato vincolante in materia di clima, più forte del boicottato Protocollo di Kyoto.

Così  il Parlamento ha spiegato il lavoro di questi cinque anni sulle politiche dell’ambiente:«dopo aver stabilito gli obiettivi chiave dell’UE per il 2020, per esempio il taglio del 20% delle emissioni di gas a effetto serra e la generazione del 20% dell’energia utilizzata da fonti rinnovabili, il Parlamento ha rivolto la sua attenzione a altre misure vitali. Queste includono misure per congelare le vendite dei permessi di produrre CO2 nel contesto del sistema dell’ETS (Emission Trading System) per incoraggiare le aziende a investire in innovazione ambientale. I deputati stanno inoltre spingendo per fissare nuovi e più ambiziosi obiettivi climatici per il periodo dal 2020 al 2030». Per quanto riguarda la nuova legislazione sull’efficienza energetica, questa «aiuterà i consumatori a tagliare le bollette per l’energia elettrica e l’UE nel suo complesso a raggiungere i suoi obiettivi relativi al cambiamento climatico di riduzione dell’utilizzo di energia del 20% entro il 2020. Le misure obbligatorie approvate per il risparmio energetico, che comprendono la ristrutturazione degli edifici pubblici, sistemi di risparmio energetico per i servizi e controlli energetici per tutte le grandi imprese, potrebbero portare a un risparmio di 50 miliardi di euro all’anno e creare migliaia di nuovi posti di lavoro» derivanti dalla green economy. Anche l’edilizia è coinvolta in questo cambiamento. I nuovi edifici dovranno prevedere un consumo di energia limitato e un obbligo di ispezione sul consumo di riscaldamento e condizionatori. Sarà obbligatoria l’etichettatura per gli elettrodomestici e per quanto riguarda i biocarburanti questi possono essere utilizzati a patto che il loro utilizzo non venga distolto per sfavorire il settore agricolo.

Il cambiamento climatico tocca anche l’approvvigionamento energetico. Con la revisione sulla legislazione dei biocarburanti, il Parlamento non è riuscito ancora ad esprimersi in maniera definitiva sulla pericolosità o meno del gas di scisto, ma continuerà anche nella prossima legislatura a tenere sotto osservazione questo tipo di energia  che non trova tutti i paesi membri d’accordo sul suo utilizzo. L’approvvigionamento sicuro di gas resta il problema principale. Il Parlamento è impegnato affinché «le famiglie europee non debbano più temere interruzioni della fornitura di gas a seguito di future possibili crisi dell’approvvigionamento di gas grazie all’approvazione, da parte del Parlamento, di accordi per il coordinamento e l’interconnessione a livello dell’UE. Le nuove norme sono intese a ridurre la vulnerabilità dovuta a future interruzioni e a stimolare lo sviluppo dell’infrastruttura a livello nazionale e dell’UE. I meccanismi di mercato continuano a essere la prima misura, ma le famiglie saranno protette durante eventuali crisi».

Il contrasto al cambiamento climatico è stato fatto approvando leggi per sostenere l’innovazione e ridurre le emissioni di diossido di carbonio (CO2) entro il 2020. Ciò «dovrà ridurre l’impatto sul clima dovuto al trasporto su strada, offrendo nel frattempo carburanti più efficienti agli automobilisti. Il trasporto su strada è la seconda fonte di emissione di gas a effetto serra nell’UE, dopo la produzione di energia e contribuisce a circa un quinto delle emissioni totali di CO2 nell’UE».

Inoltre le tariffe dei pedaggi stradali che fino ad ora coprivano i costi delle infrastrutture, a seguito di modifiche della normativa attuale, copriranno anche il costo dell’inquinamento acustico e atmosferico.  Ciò contribuirà all’utilizzo maggiore dei trasporti pubblici o alternativi a quelli privati. Il parlamento ha infine approvato un testo che delega la Commissione a cercare un accordo internazionale sui tagli delle emissioni delle navi e degli aerei, che come ricorda spesso l’Unione Europea, sebbene più veloci, inquinano di più dei treni. Infine le vecchie navi non potranno essere più rottamate sulle spiagge dei paesi non-UE per garantire che il processo avvenga in impianti certificati all’interno degli stati membri.

Il secondo grande tema è la protezione dell’ambiente. Per quanto riguarda l’inquinamento industriale, oltre 50 000 impianti industriali con differente natura e produzione sono interessati alla restrizione delle emissioni atmosferiche, sul suolo e nelle acque. Non è stato risparmiato nemmeno il disboscamento illegale. «Il Parlamento ha agito per arginare i danni creati dal disboscamento illegale, aumentando le sanzioni imposte ai fornitori UE di legname proveniente da fonti illegali. Queste sanzioni ora riflettono il vero costo ambientale ed economico del disboscamento illegale, garantendo in ogni fase della catena di approvvigionamento che il legname venduto nell’UE provenga da fonti legali».

I rifiuti elettronici sono un altro problema derivante dalla velocità nel quale la tecnologia crea nuovi modelli per il mercato. Il sistema di riciclaggio e il suo controllo è diventato un punto forte per contrastare l’inquinamento che questi prodotti emettono, una volta dismessi.

Inoltre è stato introdotto e ribadito, il concetto del diritto internazionale ‘chi inquina paga’ da applicare sui responsabili dei danni ambientali prodotti soprattutto nelle acque dei paesi membri. Per operare nelle acque UE , le imprese del settore petrolifero e del gas devono avere una speciale autorizzazione. Infine anche le industrie chimiche sono state oggetto di numerosi provvedimenti volti a tutelare la qualità dell’aria, l’ecosistema e la salute pubblica. Come ha affermato il Parlamento: «le nuove norme in materia di prodotti di controllo dei parassiti, vietano l’uso delle sostanze più pericolose e richiedono l’impiego di sostanze alternative agli altri prodotti chimici problematici che sono ancora in uso. Il Parlamento ha inoltre reso più rigorose le norme sulle ispezioni agli stabilimenti che trattano sostanze chimiche pericolose e ha garantito il diritto all’informazione dei cittadini circa la presenza di stabilimenti nella loro area, in seguito alla catastrofe dei fanghi rossi in Ungheria».

 

 

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