martedì, Luglio 27

Protegge le lavoratrici field_506ffb1d3dbe2

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Bangkok – Il Governo nepalese ha intenzione di ridurre il divieto sulle donne nepalesi che viaggiano in direzione del Golfo Persico per svolgere lavori domestici. Il Ministero per il Lavoro e l’Impiego ha reso noto, infatti, di essere sul punto di introdurre nuove linee guida, rendendo più semplice per le donne nepalesi il lavoro come domestiche nel Golfo. Le nuove misure nel loro stadio preliminare propongono migliori regole per proteggere la forza lavoro emigrante di sesso femminile dal rischio di raggiri e truffe sia nella propria Nazione sia all’estero.

Esponenti ufficiali hanno affermato che il Ministero ha ben compreso che il divieto teso a scoraggiare le donne locali dal viaggiare all’estero è sostanzialmente fallito, esse sono in pratica rimaste esposte ad un rischio persino maggiore di sfruttamento.

Centinaia di donne continuano a cercare lavoro in direzione del Golfo Persico attraverso l’India attraverso e per colpa di agenti privi di scrupoli e intermediari di dubbia origine e professionalità nonostante vi fossero dei divieti ufficiali contro tutto questo mondo sommerso ed illegale nel campo del lavoro.

Allo stato attuale alle donne nepalesi è fatto divieto di viaggiare verso il Golfo in qualità di domestiche dopo che i legislatori nel mese di Maggio scorso hanno deciso di imporre un divieto in risposta ad una crescita esponenziale di casi di abusi nei loro confronti oltre che per l’estendersi di varie truffe perpetrate nei loro confronti.

L’Agosto del 2012, il Governo ha bloccato totalmente il flusso verso il Golfo e tutta l’area del Medio Oriente per le donne al di sotto dei 30 anni che si candidavano a svolgere lavori domestici 18 mesi dopo che esso aveva posto fine ad un divieto durato 12 anni per l’intera regione.

Il portavoce ministeriale Buddhi Bahadur Khadka ha affermato che i piani sono un passo per consentire alle agenzie di reclutamento al lavoro di inviare lavoratrici all’estero. «L’obietivo principale è sul rafforzare le misure generali di sicurezza e di protezione a causa della costante preoccupazione relativa alle condizioni alle quali vengono sottoposte le lavoratrici nepalesi assunte all’estero. Le linee guida si ritiene possano rendere il processo migratorio delle donne più semplice, più sicuro e più trasparente», ha aggiunto Khadka.

Esponenti ufficiali governativi e ministeriali hanno affermato che sono stati rinnovati gli sforzi per siglare accordi in campo lavorativo separati per le lavoratrici domestiche con le principali Nazioni riceventi nell’area del Golfo. Per questi motivi il Governo ha approfondito relazioni e discussioni con Arabia Saudita e Kuwait per siglare accordi in materia di lavoro separati e specifici per i lavoratori domestici. I legislatori affermano che le donne nepalesi sono costrette a subìre numerose vessazioni di tipo psicologico, economico e fisico soprattutto a causa del gap nel sistema giuridico-legale a protezione dei loro diritti sul luogo di lavoro.

Sebbene molte Nazioni dell’area del Golfo come l’Arabia Saudita abbiano recentemente introdotto alcuni miglioramenti nell’ambito del Diritto del Lavoro nel settore delle lavoratrici domestiche, nessuna di esse ha raggiunto gli standard internazionali. Da tutto ciò deriva il fatto che molte donne sono private delle minime forme compensative anche e soprattutto nei casi di comprovate vessazioni ed abusi fisici, bassi salari e persino diniego di cibo e di un giaciglio.

Sebbene molte Nazioni dell’area del Golfo come l’Arabia Saudita abbiano recentemente introdotto alcuni miglioramenti nell’ambito del Diritto del Lavoro nel settore delle lavoratrici domestiche, nessuna di esse ha raggiunto gli standard internazionali. Da tutto ciò deriva il fatto che molte donne sono private delle minime forme compensative anche e soprattutto nei casi di comprovate vessazioni ed abusi fisici, bassi salari e persino diniego di cibo e di un giaciglio.

I legislatori compresa l’Associazione di Agenzie Nepalese del Lavoro all’Estero NAFEA hanno affermato che la nuova mossa istituzionale potrebbe finalmente trovare una “soluzione realistica” al problema che le lavoratrici migranti nepalesi debbono affrontare. Esponenti dell’Associazione NAFEA stimano che almeno 100 donne nepalesi lasciano il Paese ogni giorno per lavorare nel Mondo nonostante i divieti attualmente ancora in essere. Esse, inoltre, denunciano che un racket internazionale ha lungamente lavorato ed ancor oggi opera nel campo dei traffici di donne alla disperata ricerca di un lavoro.

 

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