mercoledì, Maggio 19

Protagonismo e supercommissari da coronavirus L’indifferenza all’interesse generale dei più, il narcisismo dei politicanti, e poi … un supercommissario a cos’altro c’è da chiudere

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E dunque. Giulio Gallera, seguito subito dal redivivo Attilio Fontana, ordina (anche se dice che vuole che … ) al Governo di chiudere tutto di tutto, ma intanto i dati alGoverno centrale’, come lo chiamano loro, se ben capisco, non arrivano in tempo per la conferenza stampa del capo della Protezione civile, e cioè degli italiani. Ciò non impedisce a Fontana e Gallera di insistere per una chiusura totale di tutto; opzione preferita anche da Matteo Salvini, che protesta per la mancata risposta del Governo. Vincenzo De Luca ha deciso: niente parrucchieri e centri di estetica … e perché i podologi no? Confesso che mi intenerisce Giulio Borrelli per la pazienza con cui agisce, ma propongo fin d’ora, a emergenza finita, di conservare il suo fegato nell’Istituto Superiore della Sanità, sono certo che il suo studio sarà interessante.

Un virologo dice che ilsistema Vòè la soluzione, come setamponare’ (ormai anche il linguaggio diventa allucinante) 2.500 persone sia la stessa cosa che tamponarne 60 milioni. Un altro virologo, che poi si corregge, dice che il virus resta attivo per 45 minuti e viaggia fino a 4 metri e mezzo, deve intervenire Roberto Burioni che -secondo me scottato dalla polemica con la virologa che diceva che è solo una banale influenza-, si limita a dire che lo studio in questione èaneddotico’; dimenticando però, ed è sua grande colpa, che tra i virologi non so, ma tra i politici l’ironia non esiste. Attento Prof. che se Salvini o Renzi si arrabbiamo sono dolori! visto che vorrebbero chiudere tutto subito, magari nella fretta chiudono anche lei!
A proposito, ma quanti virologi ci sono in Italia? Ci si lamenta per i tagli alla sanità, ma evidentemente i virologi sono gli unici non tagliati -a meno che non si riproducano come i virus- e ce ne sono a bizzeffe in ogni studio televisivo, radiofonico ecc. Tanto che, ipotizzo, il professor Massimo Galli dell’Ospedale Sacco di Milano, precisa, un po’ seccato mi pare, che lui è un infettivologo, è un clinico delle malattie infettive, insomma.

Peraltro, mi pare, il messaggio è chiaro, ma l’innata irrefrenabile incapacità di noi italiani di, non dico obbedire ma, ascoltare la autorità, rende tutto più difficile, e, detto per inciso, anche se si adottassero le misure draconiane proposte da Fontana e Salvini, dubito molto che avrebbero effetti. Come ho detto prima, controllare 60 milioni di persone non è la stessa cosa di controllarne una decina.

Ma, ciò premesso, non è solo un problema di disabitudine a rispettare l’autorità, a mio parere. Vi sono almeno altre due componenti: una diffusa marcata e irrefrenabile diffidenza verso un ceto politico pessimo che più pessimo non si può, e non certo aiutato a fare bene da una stampa che non è ilquarto potere’, perché per lo più è più o meno smaccatamente di parte. Ma poi, l’altro elemento è la volontà di prevaricazione che imperversa in questo Paese, davvero in maniera incontrollabile. Ognuno pensa di poter imporre agli altri i propri interessi, la propria volontà: la smania di comando è almeno altrettanto forte quanto il desiderio del quale molto si parla di ‘uomo forte’. La volontà di essere al di sopra, diverso, più forte degli altri, come, da ultimo, Bruno Vespa, furioso per essere stato messo in quarantena per avere ospitato Nicola Zingaretti, poi trovato positivo al virus, da una RAI incredibilmente attenta in queste settimane! Senza parole, senza commenti, davvero.
Ma poi, ne abbiamo avuto un esempio, senza mezzi termini, disgustoso, con i rappresentanti a vario titolo dellosport’, forsennatamente, specie quelli del calcio dove circolano moltissimi soldi, i quali hanno fatto di tutto per impedire che si sospendessero le partite, fino al punto di pretendere, letteralmente, che fosse il Governo a deciderlo.

Ma, del resto, l’indifferenza all’interesse generale lo si è visto in queste settimane, come e più, molto più, dello spirito di collaborazione e del sacrificio individuale o collettivo. Basti pensare alla vergognosafugada Milano di persone, spaventate sia pure, ma ovviamente indifferenti al danno che il loro viaggio determinava e che poi, con quella ipocrisia tutta italiana insegnataci dai politicanti, se intervistati dire, evidentemente mentendo, che andavano a casa loro, dal figlio, ecc.
Ma poi, accanto a ciò, il cinismo, addirittura peggiore se possibile di quello mostrato dal mondo del calcio, il cinismo di chi ha cercato di organizzarescampagnatecollettive sugli sci per gli studenti senza scuola. Una vergogna, io davvero mi domando come faccia certa gente a tornare a casa la sera, se ha una casa e non vive dove gli compete: in un porcile. Ma sono certo che non sono stati gli unici. E del resto anche l’altra notte sono stati assaltati i supermercati, e questa è oscenità generalizzata.

Sorvolo sulla figura che ha fatto e fa il nostro ceto politico governante e non. Incerto, insicuro, imbelle, ma sempre narcisistico, sempre in mostra, su twitter su facebook eccetera, sempre lì a farsi vedere, a cercare direttamente il rapporto con la gente, per fare passare non le proprie idee, non avendole non potrebbero, ma le loro facce, per il voto futuro.

E quindi, pochette, che non contento delle conferenze stampa, schizza in tutti gli studi televisivi e, non soddisfatto, si autoriprende su Facebook. E come lui e con lui tanti altri, tutti presi da un solo obiettivo: apparire e dire una cosa diversa da quella ufficiale, del Governo, del quale magari si fa addirittura parte. Siamo tutti perfetti allenatori di calcio e ottimi critici delle decisioni … altrui! Magari, poi, impostando il discorso in termini di uomo forte, per proporre super-commissari dotati di potere di vita e di morte, tipo (e ti pareva che non tornasse in ballo!) il mitico Guido Bertolaso.

Super-commissari a fare che? A fermare il virus con il loro possente e villoso petto? Ad arrestare chi esce di casa o compra due bistecche invece di una?
Cosa mai potrebbe fare il super che già non abbia fatto, a onor del vero benché malamente, il Governo? Cos’altro c’è da chiudere? Certo, uno sospettoso potrebbe dire, ma tu vedi, magari il super-commissario, potrebbe anche fare altre cose, controllare l’informazione, la politica, il potere … chiudere i giornali le cui redazioni sono affollate per definizione, ma no, via non ci credo. Non perché non sia possibile, ma perché è l’Italia intera, super-commissari inclusi, che non è seria, e poi, gli stessi proponenti litigherebbero un minuto dopo averlo nominato il super. Oddio, certo, a un super così, potrebbero essere anche affidati appalti da assegnare senza troppe remore … ma no, dai, in un momento come questo può mai esserci qualcuno che pensa di ‘inzupparci il pane’, con la ‘a’, non con la ‘e’ … o, magari? Suvvia no, non è mai accaduto, è impensabile. Sono cinico? Dite?

E invece nessuno parla dell’economia, tutti presi dai giri del virus.
Ne accennavo l’altro giorno, ipotizzando (era un incubo, lo ho detto) uno slancio di cooperazione sincera, leale, vera, perfino uno slancio tipo Ferragnez, che invece c’è stato, uno slancio per dire, salviamoci, non salvateci!
Per esempio, varrebbe la pena di riprendere in mano sul serio il dossier Alitalia, che potrebbe essere davvero una delle carte da giocare, investendoci e perdendoci, ma potrebbe essere il nostro ambasciatore nel mondo, il mezzo per trainare di nuovo turisti e imprenditori in Italia.
Ma specialmente sarebbe la grande occasione, sull’onda dell’emozione, per insistere seriamente perché sia la UE a prendere in mano centralmente la situazione, dando alla UE i poteri necessari, perché solo un imbecille o un sonnambulo può non capire che situazioni del genere interessano tutta l’Europa e andrebbero gestite in maniera uniforme e centralizzata. Come si dimostra in Italia, con le difficoltà e gli ostacoli che incontra il Governo a coordinare davvero e seriamente iniziative di questa portata.

Ma io non sono un economista e quindi non vado oltre. Noto solo, con profondo dispiacere, che lecategoriechiedono soldi a pioggia piuttosto che investimenti in infrastrutture davvero grandi, e in progetti che siano utili per il futuro dei nostri figli, dall’energia rinnovabile, al disinquinamento, alla messa in sicurezza di un territorio friabile come pochi, alla protezione del nostro immenso patrimonio culturale.
Quanto alle, solite stucchevoli proposte di sospensione delle tasse eccetera, giustissima per chi sta soffrendo direttamente della situazione, ma non per chi ignori la solidarietà, non vorrei che diventasse un altro modo per fare sparire contribuenti: come lo si restituisce il debito immenso che avremo l’anno prossimo?
Invece, i licenziamenti sono già iniziati, così come le mancate assunzioni stagionali e le ferie forzate, ognuno pensa per sé e chiede per sé. Tutto si riduce ad un aumento del deficit e quindi del debito, già mostruoso, a parità di condizioni, evasione fiscale inclusa, anzi aumentata, come dicevo. Aumento del deficit, ma per fare che: investire, produrre o distribuire compensazioni a pioggia?
Era proprio un incubo quel sogno!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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