mercoledì, Giugno 23

Prima abitazione, rischio espropriazione?

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Anche l’interlocuzione tra Ministero e commissioni parlamentari sembra procedere per il verso giusto. Intanto, però, il rischio di pignoramento incalza e i cittadini vivono con la quotidiana paura che intervenga Equitalia a sottrarre loro, forzosamente, la prima casa o l’immobile destinato all’unica attività produttiva. Una situazione grave alla quale la politica deve dare risposte concrete. Dunque mentre si discute sul perfezionamento del DDL, in vista della sua entrata in vigore, le procedure di esproprio incalzano e cittadini non possono più attendere, sul filo del rasoio.

Il Governo è aperto e disponibile, e non esiste alcun rifiuto pregiudiziale, ma semmai molta attenzione. Ci sono questioni tecniche da comprendere appieno ma si può essere ragionevolmente ottimisti. Il Governo sa bene che quanto sta accadendo in tutto il Paese implica l’esigenza di addivenire al più presto a soluzioni concrete e ragionevoli, e questo provvedimento possiede tali caratteristiche” ammette Lumia.

I tempi devono essere brevi: su temi come questo la politica e le istituzioni non possono permettersi di rallentare o, peggio, di tergiversare. Dai territori e da importanti associazioni del Paese, come Avviso Pubblico, la rete delle Regioni e dei Comuni, di cui è Vicepresidente l’estensore dell’atto, l’avv. Pietro Gurrieri, è giunta la proposta di una sospensione, con decreto legge, delle procedure di esecuzione in attesa del varo dell’atto. Si tratta di una proposta che ha la mia condivisione e, ne sono certo, quella di tantissimi parlamentari e sindaci di qualsiasi colore politico. Mi auguro che anche il Governo la faccia propria” chiosa il senatore Lumia.

Il DDL che attualmente è in discussione alle commissioni congiunte Giustizia e Finanze prevede la «Introduzione di norme transitorie per la sospensione della pignorabilità per debiti della casa di abitazione non di lusso e degli immobili necessari all’esercizio dell’attività lavorativa».

Nel concreto questo disegno di legge prevede la salvaguardia del bene primario, la prima abitazione, prevedendo una deroga a quanto previsto nel Decreto del Fare (art.52), ossia l’estensione delle procedure di espropriazione anche ai possedimenti privati.

La deroga prevista nel nuovo disegno di legge prevede che questo diritto non sia previsto per i possessori di prima abitazione, a meno che non si tratti di case lussuose, e purché altri componenti della famiglia, che risultino nel nucleo familiare del debitore, non siano proprietari di altri immobili nella zona di residenza.

Inoltre, quando si tratta di immobili non previsti per abitazione domiciliare, occorrerà dimostrare che questi sono necessari all’esercizio dell’attività lavorativa.

In realtà, in merito a queste condizioni, c’erano state in passato altre leggi (come quella n. 52 del febbraio 2006), ma la normativa, fino a oggi, non era chiara perché prevedeva il trasferimento dell’esercizio lavorativo da un capannone all’altro, provocando la ‘morte’ di quell’attività per eccesso di costi sostenuti.

Si sta discutendo sull’ampiezza della soluzione da adottare, a partire dalla definizione dei requisiti soggettivi e oggettivi per accedere al beneficio, senza trascurare la natura quantitativa e qualitativa del debito in rapporto alle prospettive e alle aspettative dei creditori, e la fattibilità di interventi immediati quali possono essere, ad esempio, le misure di natura economica per la gestione dei mutui ipotecari per la prima casa di quei nuclei familiari che si trovano in situazione di temporanea indigenza” afferma il Sottosegretario Ferri.

Insomma, il disegno di legge sta svolgendo il suo iter legislativo. Tra i punti essenziali emergono l’impignorabilità sia della prima casa fino al 31 dicembre 2015 (non di lusso), sia dei locali o immobili destinati ad attività lavorativa.

Naturalmente, sono esclusi dall’impignorabilità quegli immobili che sono sottoposti a procedimenti di confisca o di sequestro per intervento della criminalità organizzata. Ma la vera novità saranno le sospensioni, sempre fino alla fine di quest’anno, delle procedure di espropriazione già in atto precedentemente all’entrata in vigore di tale legge.

Il problema, però, sussisterà dal primo gennaio 2016, quando sarà scaduto il termine stabilito per legge. Una legge che, peraltro, è ancora in fase di discussione in commissione.

Ecco perché, come sostenuto da Avviso Pubblico, sarebbe stato necessario «un provvedimento di urgenza stabilendo la sospensione del procedimento di espropriazione della prima casa (o attività d’impresa)». Una impellenza che era stata inoltrata al Presidente dei Consiglio e ai Presidenti di Camera e Senato lo scorso febbraio 2015.

I lavori procedono molto speditamente e, a oggi, gli Uffici ministeriali coinvolti (legislativo e bilancio) stanno lavorando alacremente. L’urgenza è massima, ma occorre procedere con cautela: non solo per valutare gli aspetti tecnici dell’intervento, ma anche per bilanciare ragionevolmente le esigenze dei soggetti che si devono assolutamente tutelare con i diritti dei creditori che hanno fatto affidamento sulla procedura esecutiva. A questo punto, se si riuscisse a perseguire la linea dell’intervento sul fronte mutualistico, come già accennato, si potrebbe pensare a un’ipotesi per la quale, per tali tipologie di debito, e altre di analoga gravosità, l’istituto bancario possa consentire il piano di rientro con un abbattimento dei tassi di interessi. Insomma si tratta di soluzioni, che, come nel caso appena ipotizzato, potrebbero contemperare tutti gli interessi e consentire un’adeguata gestione dell’emergenza del debito sul fronte familiare” conclude il sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Maria Ferri.

Tuttavia alle famiglie che rischiano di perdere l’abitazione poco importano questi dettagli tecnici. Vogliono soluzioni rapide e concrete.

 

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