lunedì, Maggio 10

Prima abitazione, rischio espropriazione?

0
1 2


Lo scorso 7 luglio è stata proposta alla Camera dei Deputati con calendarizzazione rapida l’esame del DDL sulla sospensione delle aste immobiliari su determinati beni. Sono state presentate una serie di mozioni da parte di parlamentari di Sel, M5S, Fratelli d’Italia e Area popolare. Tutte proponevano, anche se con dettagli differenti, misure straordinarie per sospendere le procedure di espropriazione nei confronti dei possessori dell’unica abitazione adibita a residenza o ad attività produttiva. Tali mozioni avrebbero concesso addirittura una proroga compresa tra i 12 e i 36 mesi per evitare il pignoramento di un bene essenziale e inalienabile, la prima casa, soprattutto qualora sia verificata che la situazione debitoria sia di poco spessore, temporanea e risolvibile in tempi brevi; e, naturalmente, qualora non vi siano condizioni di pignoramento dei beni confiscati alla criminalità organizzata. In quella seduta parlamentare alla Camera, però, è stata decisa la remissione dell’atto.

Una decisione che, secondo il vice presidente di Avviso Pubblico, Piero Guerrieri, appare inspiegabile: “Il Governo ha espresso, nella seduta del 7 luglio, un parere di contrarietà rispetto all’idea di poter riesaminare tutto il problema per arrivare a misure legislative in tempi brevi. Sappiamo che la legge c’è ed è in corso di esame, ma intanto le procedure espropriative vanno avanti. La proposta di Avviso Pubblico, come è avvenuto in altri casi (cito la proroga sugli sfratti) era di sospendere per 6-8 mesi le misure espropriative per chi ha un’unica abitazione, affinché non accada nulla di irreparabile” .

In parole povere, tali mozioni sono state respinte con conseguente rinvio alle decisioni del Governo.

Il fatto che siano state respinte in Aula alla Camera le mozioni che chiedevano di bloccare il pignoramento delle prime case non significa che su questa allarmante situazione non vi sia unanimità di intenti, come si evince dai diversi testi di DDL che convergono sulla necessità di disporre la non pignorabilità del casa di abitazione non di lusso e dell’immobile presso cui è esercitata l’attività lavorativa. Non credo che una soluzione piuttosto che l’altra sia stata aprioristicamente esclusa” mette le mani avanti il Sottosegretario di Stato alla Giustizia, Cosimo Maria Ferri.

In merito a questa questione il sottosegretario si è espresso positivamente con l’intenzione di accogliere le istanze provenienti dalle diverse parti sociali: “Nella seduta delle Commissioni riunite Giustizia e Finanze del 15 luglio sono stati illustrati i vari testi, e la trattazione è proseguita a ridosso e subito dopo il periodo feriale, nelle sedute del 22 luglio, del 5 agosto e del 15 settembre, nelle quali è stata richiesta al Governo una relazione tecnica per la quantificazione degli oneri derivanti dai suddetti DDL. Il nostro impegno è nella direzione di una velocizzazione della discussione, ma allo stesso tempo vogliamo trovare soluzioni realmente efficaci e non semplicemente risposte temporanee, che non servono a dare le risposte concrete e definitive che si aspettano i cittadini” afferma il Sottosegretario Ferri.

Sulla possibilità che il Governo riesca ad arrivare a una soluzione unitaria sia all’interno del Pd sia con le altre minoranze e opposizioni,  il capogruppo Pd alla Commissione Giustizia, Giuseppe Lumia è fiducioso: “Fin qui sembra ci sia un clima di condivisione. Il Pd ritiene questo provvedimento una priorità, ma anche i gruppi di opposizione in Commissione sembrano sostenerne i principi. È chiaro che più avanti ciascuno dovrà mostrare le proprie carte, ma ci sono buone premesse”.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->