domenica, Aprile 11

Presidente cerca casa a sbafo A quattro mesi dalla fine del mandato fa una legge per poter comprare casa coi soldi pubblici

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Susilo Bambang Yudhoyono

Bangkok – Con soli altri quattro mesi di permanenza in carica davanti a sé, il Presidente Susilo Bambang Yudhoyono ha controfirmato un regolamento presidenziale che gli consentirà pieno accesso ai fondi statali per pagare la sua vita in una residenza privata. La cosa assume una luce ancora più pesante se si considera che proprio il Presidente Susilo Bambang Yudhoyono lo scorso mese aveva richiamato tutti sul punto dell’efficienza nella gestione del budget nazionale tant’è vero che aveva proceduto alla riduzione del budget a disposizione di 86 Ministeri e istituzioni pubbliche a vario titolo.

La nuova legislazione appena rilasciata e ufficializzata definisce la residenza privata decente come «un quantitativo di terreno e la possibilità di potervi edificare», il quale è «collocabile in un’area accessibile con un sistema stradale adeguato, con un disegno e misure che consentono l’attività di un ex Presidente o ex Vice Presidente e per le loro famiglie». La nuova legislazione specifica anche che la residenza dovrebbe garantire la sicurezza dell’ex Presidente e dell’ex Vice Presidente.

La nuova normativa è stata emessa basandosi sulla Legge No. 7/1978 sui privilegi finanziari e amministrativi del Presidente e del Vice Presidente. E questa nuova normativa rende il Presidente ed il Vice Presidente assegnatari per legge di una residenza interamente a carico dello Stato. In verità, nel dispositivo di legge nulla viene precisato su quel che è da intendersi come “abitazione decente” per l’ex Presidente e l’ex Vice Presidente.

Yudhoyono, al quale è vietato correre per un terzo mandato, sembra ripercorrere la stessa strada che intraprese il suo predecessore Megawati Soekarnoputri nel 2004 il quale fu causa di parecchi malumori dopo che si concesse in beata solitudine una nuova abitazione accedendo a fondi statali. E in tutto questo, il portavoce della Presidenza indonesiana Julian Aldrin Pasha afferma che –al momento di firmare l’atto ufficiale di promulgazione di questa legge- il Presidente ancora per poco in carica Susilo Bambang Yudhoyono non stava certo pensando di ottenere vantaggi personali derivanti da tale certificazione ufficiale del Decreto Legge.

Lo stesso portavoce ha poi aggiunto che i precedenti Presidenti che hanno già usufruito dei vantaggi cui hanno avuto accesso in base alla normativa precedente, ora possono fare riferimento alla più recente normativa appena introdotta. Quattro settimane prima di lasciare il suo ruolo presidenziale nel 2004, Megawati firmò un Decreto che stabilì il prezzo massimo  di una residenza per un ex Presidente e Vice Presidente stabilendo fosse di 20 miliardi di Rupie Indonesiane. In quel tempo, molti pensarono che Megawati avesse compiuto quella mossa dopo aver saputo della sua imminente sconfitta elettorale per mano proprio di Yudhoyono. Megawati negò con decisione alcuna illazione in quella direzione affermando che il Decreto era in realtà stato pianificato fin da quando la Presidentessa entrò in carica nel 2002.

In un contatto riservato, il Segretario di Gabinetto Dido Alam ha riferito ai media che lo hanno contattato che la nuova legge è stata ufficializzata oggi ma per dare una risposta alla richiesta fatta dal Vice Presidente Jusuf Kalla il quale oggi corre come Joko “Jokowi” Widodo nelle prossime elezioni presidenziali del 9 Luglio. Kalla ha diritto ad una sua propria residenza di carattere statale dopo aver lasciato il proprio ufficio presidenziale nel 2009. La legge precedente stabilisce un massimale di 20 miliardi di Rupie Indonesiane ma l’ex Presidente vuole averne una più costosa nei pressi di Brawijaya, cioé a Jakarta Sud. La nuova legge stabilisce una quota massimale più flessibile, sebbene il costo finale sia sempre nelle mani del Ministero delle Finanze, come ha ulteriormente chiarito lo stesso Dido Alam.

La disponibilità dell’abitazione farà riferimento al denaro gestito dalla Segreteria di Stato, mentre il calcolo del suo valore, che è nel novero delle competenze del Ministero delle Finanze, dovrebbe avere una certa consistenza i cui criteri sono fissati dalla nuova legislazione che è entrata in effettiva operatività lo scorso 4 Giugno. La stessa Legge No.7/1978 ha procurato più di qualche critica soprattutto dopo la fine del mandato dell’ex Presidente Suharto nel 1998. Molti affermarono che lo schema della abitazione per il periodo pensionistico presidenziale era parte di un sistema più generale improntato alla corruzione.

Il suo successore BJ Habibie assicurò a Soeharto 27 miliardi di Rupie Indonesiane per la sua residenza personale a Taman Mini, Jakarta Est. In ogni caso, Soeharto restituì il denaro allo Stato proprio a causa delle grandi proteste popolari che tutto questo provocò. D’altro canto, non si può biasimare la popolazione indonesiana, alla quale si chiedono sacrifici ed alla quale non si può certo dare un esempio così vistoso di tornaconto personale derivante dall’acquisizione di ruoli derivanti dal proprio operato personale nell’ambito della politica. Il fatto che i Presidenti e gli ex Presidenti si “aggiustino” la propria vita pensionistica –una volta assolti gli obblighi istituzionali che si rivestono ma su preciso mandato popolare- in modo così marchiano e vistoso, non è certo cosa rara nel Mondo e –nella fattispecie- nel quadrante asiatico. Non a caso varie indagini statistiche che vengono regolarmente condotte in svariate Nazioni asiatiche –in primis nel’area ASEAN- rivelano che –a livello popolare- uno dei problemi che appaiono con maggiore evidenza e che vengono altrettanto chiaramente indicati come aspetti odiosi della convivenza civile pongono al primo posto tra i pensieri negativi proprio la corruzione.

L’arroganza del potere, in taluni casi, in associazione con l’auto-concessione di privilegi così vistosamente ostentati e la corruzione imperante sono un mix scarsamente accettabile a livello popolare. Poiché l’Indonesia sta vivendo una fase delicata del proprio sviluppo economico e finanziario, avvertendo il peso del restringimento del mercato internazionale e globale, una vicenda come quella del Presidente Susilo Bambang Yudhoyono che auto-promulga una legge che lo avvantaggia vistosamente nell’acquisire un privilegio di casta istituzionale a quattro mesi dalla fine del suo mandato, non può certo passare inosservato nella società indonesiana.

 

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