mercoledì, Dicembre 1

Prepararsi per Sanremo con Silvia Mezzanotte

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Dopo l’esperienza Matia Bazar hai deciso di aprire la tua scuola di canto…

Io ho cominciato a condividere la mia esperienza tecnica, professionale e artistica dal 2003, quindi sono 13 anni. Attraverso questo percorso ho verificato che c’è tanto talento, ma anche che dal mio punto di vista mancava un’accademia che potesse fornire tutti gli elementi che ritenevo fondamentali per la crescita di queste belle voci. Quindi in collaborazione con il maestro Riccardo Russo che è il mio mentore e socio in questa avventura accademica, nell’arco degli ultimi due anni, abbiamo elaborato una metodologia di studio molto efficace, che lavora su diversi fronti.

Il primo è quello della memoria fisica, cioè il fatto che l’attivazione di determinati muscoli del nostro corpo, permette di metterti nella postura corretta, e nella posizione respiratoria corretta, in modo che tu possa usare correttamente il fiato e l’emissione vocale. E questo noi lo facciamo attraverso dei piccoli pesi, in modo che il ragazzo possa continuare ad essere concentrato su se stesso, sulla canzone che canta e invece il peso portato in una determinata posizione, fa attivare nella memoria fisica una parte di quella muscolatura che permette di modificare i suoni, e questo pian piano attiva i ricordi di questa memoria fisica, per cui questo stesso suono può essere riprodotto senza necessariamente dover usare il peso. Questa è l’innovazione vera di questa metodologia, che poi viene associata alla registrazione continua in sede di registrazione, al lavoro continuo fatto sul palco, in modo che i ragazzi capiscano la differenza dell’ascolto in cuffia e la registrazione in cuffia e anche il lavoro sul palco con il microfono a mano, con le spie, con il live, con il recording in continuazione messo a confronto. Oltre naturalmente tutto l’approfondimento che si fa sulla teoria, sulla storia della musica. Facciamo masterclass con altri artisti: di recente infatti abbiamo chiamato Serena Brancale, che ha partecipato al Festival proprio l’anno scorso.

Questa accademia ha preso il via a Mazzaro del Vallo, in Sicilia, e sta diventando un punto nodale, si tratta di una struttura appropriata. Ci siamo poi spostati quasi subito con una filiale a Cagliari e stiamo valutando anche altre città, tra le quali ci sarà naturalmente Bologna. L’obiettivo è quello di portare questa metodologia un po’ in giro per tutta l’Italia.

 

I vostri ragazzi sono seguiti anche a livello psicologico? Sanremo, per esempio, è un palco che richiede sicuramente un grande sforzo…

Io parto dal presupposto di essere stata in balia di una insicurezza straordinaria e in questo senso ho fatto passi da gigante… Tutta questa mia esperienza cerco di passarla, con esercizi specifici, un modo preciso di studiare le canzoni che permette di perdere parte delle insicurezze. Utilizziamo anche parte della programmazione neurolinguistica applicata al mondo del canto, utilizziamo il feldenkreis, che è una metodologia corporea di abbandono delle tensioni, che permette di prendere coscienza di quelle che sono le tensioni muscolari profonde anche dal punto di vista del canto e riabilitare la vocalità.

Tutta una serie di pratiche che ci permettono di dare a questi ragazzi una preparazione a 360 gradi. Poi sulla fortuna noi non possiamo farci molto. Possiamo dare una valigia piena di quello che serve per affrontare il colpo di fortuna se questo passa o se lo si va a cercare.

 

Seguirai il Festival sta sera?

Io penso proprio di si. Io lo guardo sempre quando posso il Festival. Non mi piacciono le persone che ne parlano male, forse perché sono figlia del Festival. E’ uno degli incanti che abbiamo nel nostro bel Paese e siccome mi è capitato spesso di essere all’estero con i Matia Bazar, ce lo invidiano in tanti. Siamo molto conosciuti all’estero per questo Festival, per cui secondo me non bisogna fare altro che parlarne bene. Le conduzioni di Carlo Conti mi sono sempre piaciute, trovo che sia una persona moderata e corretta, quindi ho convinzione che anche questo Festival avrà il suo bel successo. E sono curiosa di vedere la Divina Patty, che è quella che mi intriga di più, Patty Pravo. Ho visto una vignetta su Facebook in questi giorni su di lei che mi ha fatto particolarmente ridere, cioè diceva che la Divina Patty sarà esposta per cinque giorni al Festival di Sanremo [ride]… Così come è stato esposto Padre Pio. Siccome lei è un’artista che apprezzo molto per tanti aspetti, non necessariamente adesso per quello vocale (ha manifestato di non aver sempre la voce che aveva), ma per la sua straordinaria personalità… Rimane comunque sempre la Divina Patty, e io sono curiosa di vederla.

 

 

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